I Quattrocento anni di Salvator Rosa. In mostra a Sorrento diverse sue opere giovanili

Il giovane Salvator Rosa - Sorrento, Museo Correale (7 novembre 2015 - 31 gennaio 2016)

Il giovane Salvator Rosa – Sorrento, Museo Correale (7 novembre 2015 – 31 gennaio 2016)

di Redazione FdS

Dal 7 novembre 2015 al 31 gennaio 2016 si svolge al Museo Correale di Sorrento (Napoli), la mostra Il giovane Salvator Rosa. Gli inizi di un grande maestro del 600 europeo, che consente di ammirare venti opere ad olio provenienti da collezioni pubbliche e private fra le quali alcune mai mostrate prima al pubblico. Presente anche una sezione di 15 disegni che racconta lo stile grafico del giovane Rosa – grande disegnatore del barocco italiano – e che aita a capire il suo rapporto con i maestri dello stesso periodo: Ribera, Falcone, i due fratelli Fracanzano, Domenico Gargiulo. La mostra è curata da Viviana Farina, esperta di pittura e disegno napoletano del Sei e Settecento con la consulenza scientifica di Stefan Albl (Biblioteca Hertziana, Roma), Catherine Loisel (Musée du Louvre, Parigi), Caterina Volpi (Università della Sapienza, Roma) e Nicholas Turner (già British Museum, Londra e Getty Museum, Los Angeles). Catalogo Con-fine Edizioni.

La mostra è stata in parte finanziata con l’iniziativa di crowdfunding  svoltasi sulla piattaforma “Innamorati della Cultura”. La raccolta fondi ha permesso ai sostenitori di contribuire al progetto e ricevere in cambio della propria donazione diversi ‘premi’ in proporzione alla cifra elargita. E’ stato lanciato in rete l’hashtag #iostoconRosa e sulla Pagina facebook “Mostre d’arte a Sorrento” è stato raccontato tutto il cammino intrapreso per l’organizzazione della raccolta fondi.

A quattrocento anni dalla nascita di Salvator Rosa, pittore e poeta celeberrimo già in vita, la mostra ricorda gli inizi, svoltisi negli anni Trenta del Seicento tra l’originaria Napoli e Roma. Il dipinto Marina con pescatori del Museo Correale di Sorrento, quadro meritevole di maggiore valorizzazione, realizzato intorno ai 17 anni, è forse l’opera più precoce del grande maestro sinora conosciuta ed offre finalmente lo spunto per raccontare la prima giovinezza del pittore.

Un apparato didattico multimediale riproducente anche opere necessarie al confronto e riproduzioni di disegni rapportabili alle opere esposte guidano, con chiara quanto esaustiva completezza scientifica, il pubblico alla scoperta di uno dei più celebri artisti del Seicento europeo. Le opere si avvalgono dell’allestimento illumino-tecnico del light designer Giuseppe Mestrangelo della Light Studio di Milano.

Il Museo Correale di Terranova è una splendida dimora aristocratica d’epoca dove si può cogliere ancora quella straordinaria atmosfera fatta di luci, colori e profumi per cui un tempo Sorrento andò famosa ed è dedicata all’esposizione permanente dell’importante raccolta Correale che si pone come cornice ideale della mostra su Salvator Rosa.

SALVATOR ROSA
Di quella sua “nuova vaghissima maniera di far paesi e marine, non più certo vedutasi fino allora per l’Italia” parlava, ammirato, negli anni Settanta del Seicento, il fiorentino Filippo Baldinucci, autore di una celebre biografia dell’artista napoletano. Grande innovatore della pittura di veduta, ed eccellente pittore di battaglie, nel solco della tradizione del maestro Aniello Falcone, Rosa sperimentò anche i soggetti cari al caposcuola napoletano Jusepe de Ribera, come i Filosofi, le singole figure di Apostoli, il martirio di san Bartolomeo o dei mitologici Prometeo e Tizio, nonché la pittura a soggetto Bambocciante (scene di banditi, esterni di osterie), per poi preferire la pittura allegorico-filosofica e di storia, quella che egli riteneva più idonea a rappresentare il suo genio. I posteri lo ricordano anche per le celebri ‘stregonerie’, per la produzione di satire poetiche e di un nutrito corpus di disegni. Il mito di Salvator Rosa, alimentato dal frainteindimento delle sue idee politiche, fu grande nell’Europa del Sei e Settecento ed egli ottenne anche il riconoscimento di precursore del concetto del sublime.

Nacque nel 1615 all’Arenella, allora villaggio fuori porta, oggi popoloso quartiere di Napoli. I suoi inizi artistici, seguiti agli studi condotti presso i padri Somaschi, lo videro al fianco dei cognati Cesare e Francesco Fracanzano, a loro volta perfettamente introdotti nel giro di Ribera, come ai seguaci di Aniello Falcone. Il rapporto con Micco Spadaro fu, in effetti, fondante anche per comprendere le motivazioni del viaggio a Roma, dove Rosa si recò la prima volta a metà degli anni Trenta, per tornarvi più stabilmente sul crinale di quello stesso decennio. Nell’autunno del 1640 egli era già a Firenze, dove fu attivo per un decennio, al principio scandito dal successo sulla scena locale, conquistata dalla sua favella facile, dalle capacità istrioniche, dalla manica larga, e poi da amicizie profonde e sincere, testimoniate nel ricco epistolario. Egli ritornò a Roma nel 1649, avendo un’era di altri grandi successi professionali, ma anche di difficilissimi momenti personali, dovuti al carattere complesso e collimati nelle inimicizie di prelati della Santa Inquisizione, che gli costarono, indirettamente, la perdita dell’adorato figlio Rosalvo nella terribile peste napoletana del 1656. Morì nella città dei papi nel marzo del 1673.

Salvator Rosa - Marina con pescatori (part.), Museo Correale, Sorrento

Salvator Rosa – Marina con pescatori (part.), 1632 ca. Museo Correale, Sorrento

Museo Correale di Terranova, Sorrento
Via Correale, 50
Inaugurazione: sabato 7 novembre alle ore 18.00
Orario: dal martedì al sabato 9.30 – 18.30 | domenica e festivi 9.30 – 13.30 | lunedì chiuso.
Ingresso: Intero € 8 | gruppi scolastici € 3 | ridotto per gruppi superiori a 20 persone € 5
Pagina FB: www.facebook.com/mostrediarteasorrento  

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