Fra mare e terra, le più belle piscine naturali del Sud Italia

Puglia - Grotta della Poesia, Roca Vecchia, Melendugno (Lecce) - Ph. Psymark | CCBY-SA4.0

Puglia – Grotta della Poesia, Roca Vecchia, Melendugno (Lecce) – Ph. Psymark | CCBY-SA4.0

di Redazione FdS

In una natura varia, rigogliosa e a tratti ancora incontaminata come quella del Sud Italia c’è spazio anche per microambienti capaci di offrire paesaggi e atmosfere da ”paradiso terrestre”. Luoghi dove ci si può ritagliare momenti di comunione perfetta con un ambiente naturale percepito quale spazio a misura d’uomo, nel quale cioè la forza prorompente degli elementi sembra concedersi una tregua per ricordarci che anche noi siamo parte del ”tutto”. Luoghi del genere, fra terra e mare, sono ad esempio le piscine naturali, meravigliosi specchi d’acqua nascosti, incastonati in grotte, vecchi crateri spenti, fra gli scogli di un tratto costiero o alla base di una cascata di montagna. Acqua, luce, vegetazione, piccola fauna, concorrono nel creare scenari che non ritroveremmo neppure nella migliore Spa del mondo. Vi segnaliamo alcune delle più belle quali possibili mete delle vostre escursioni estive.

GROTTA DELLA POESIA – Puglia | Roca Vecchia, Melendugno (Lecce)

Mai nome fu più azzeccato per questo luogo in cui l’azione degli elementi naturali ha creato uno spazio di assoluta bellezza ed armonia, accentuate dalla luce e dai colori delle giornate estive. In realtà il nome nulla ha a che vedere con i versi di un ignoto poeta essendo piuttosto la deformazione del termine Posia (dal greco, “sorgente d’acqua dolce”) riferito a due grotte carsiche di cui sono crollate le volte. Distanti una sessantina di metri l’una dall’altra, un canale percorribile a nuoto o con una piccola imbarcazione le mette in comunicazione con il mare aperto dal quale la più grande, di forma ellissoidale, dista circa una trentina di metri. Ci troviamo nel Salento, a Rocavecchia, una delle marine di Melendugno (Lecce), affacciata sul Mare Adriatico tra San Foca e Torre dell’Orso. Qui, lungo la costa sudorientale dell’Italia, fin dalla preistoria accanto alle popolazioni italiche, fecero la loro comparsa altre genti fra cui i Messapi, una stirpe approdata da est sulle nostre coste agli inizi dell’Età del ferro. Da essi prese il nome la Messapia, la “terra di mezzo” situata tra il territorio degli Itali e il mondo ellenico delle colonie. Proprio a Roca Vecchia i Messapi ebbero uno dei centri principali come testimoniato fra l’altro dalle iscrizioni nella loro lingua ritrovate proprio nella Grotta della Poesia e riferite al dio Taotor Andirao e alla dea Bama che in questo antro ebbero il loro luogo di culto. Immergersi nelle sue acque sarà dunque un calarsi nella storia plurimillenaria del Salento.

Puglia - Grotta della Poesia, Roca Vecchia, Melendugno (Lecce) - Ph. RedFlake | CCBY-SA2.0

Puglia – Grotta della Poesia, Roca Vecchia, Melendugno (Lecce) – Ph. RedFlake | CCBY-SA2.0

 MARINA SERRA – Puglia | Tricase (Lecce)

Dominata dalla Torre Palane, una delle torri costiere della penisola salentina edificate nel XVI secolo come posto di guardia e difesa della costa dalle incursioni saracene, si trova la splendida piscina naturale di Marina Serra, rione di una ventina di abitanti del comune di Tricase, situato sul basso versante adriatico del Salento, in provincia di Lecce. Incastonata in un’anfratto della costa alta e rocciosa, essa risplende con le sue acque verdi-azzurre fra gli scogli a strapiombo sul mare. E’ una fra le più belle insenature della zona, frequentate d’estate dai turisti e dagli abitanti del posto, non di rado punteggiate da grotte molto suggestive per lo più accessibili solo via mare.

Puglia - Piscina naturale di Marina Serra, Tricase (Lecce)

Puglia – Piscina naturale di Marina Serra, Tricase (Lecce) – Ph. Franz Di Ceglie | CCBY-SA3.0

CASCATA E LAGHETTO DEL MARMARICO – Calabria | Bivongi (Reggio Calabria)

Abbandoniamo il mare per spostarci nelle Serre Calabresi, lunghe sequenze parallele di rilievi montuosi e collinari comprese tra l’altopiano della Sila a nord e l’Aspromonte a sud, e raggiungiamo la cascata del Marmarico, la più alta della Calabria e dell’Appennino meridionale, con il suo salto di 114 metri. Il nome è di origine dialettale e significa “lento” o “pesante”, probabile riferimento all’impressione che l’acqua, sebbene in costante caduta libera, formi come degli argentei immobili filamenti. Situata nel territorio di Bivongi (Reggio Calabria), nel Vallone Folea (dal greco φωλεὰ, nido), lungo l’alto corso del fiume Stilaro, la cascata è raggiungibile con un sentiero sterrato percorribile per ampia parte in fuoristrada e con un breve tratto a piedi fra gli ombrosi boschi che costeggiano il corso d’acqua. In una radura il salto della cascata forma un laghetto dalle fresche acque, ora verdi ora argentate, a seconda di come la luce filtra tra i rami degli alberi. Sebbene sia collocata in un luogo impervio, la cascata e il suo laghetto sono meta di numerosi visitatori attratti dal loro fascino primordiale e dalla possibilità di immergersi in quelle acque incontaminate. Poichè ci troviamo in un luogo di antichi eremitaggi, l’escursione alla cascata può essere l’occasione per una visita al non lontano monastero greco-ortodosso di S. Giovanni Therestis (XI sec.). A poca distanza, immerso nei boschi di faggi secolari, si trova anche il sito di Ferdinandea, dimora estiva dei Borboni e sede delle famose Ferriere Borboniche, chiuse dopo l’Unità d’Italia.

Calabria - Tratto finale della Cascata del Marmàrico e laghetto, Bivongi (Reggio Calabria) - Ph. Marcuscalabresus | CCBY-SA3.0

Calabria – Tratto finale della Cascata del Marmàrico e laghetto, Bivongi (Reggio Calabria) – Ph. Marcuscalabresus | CCBY-SA3.0

PISCINA DI VENERE – Sicilia | Vulcano, Isole Eolie (Messina)

E’ uno degli angoli più suggestivi dell’isola siciliana di Vulcano, una delle sette ”sorelle” dell’arcipelago eoliano. E’ la Piscina di Venere, nota anche come Bagno delle Vergini, un anfiteatro naturale formato da rocce di tufo e basalto che si specchiano in acque cristalline poco profonde dalle splendide sfumature turchesi. Il nome del luogo evoca il mito mediterraneo della dea dell’amore e della bellezza che la leggenda vuole nata dalla spuma del mare. Il luogo è raggiungibile solo via mare muovendo dal Porto di Levante, noto per le sue fumarole e sorgenti termali: ci si dirige verso nord-ovest superando la penisoletta di Vulcanello e il canale che separa Vulcano da Lipari. Nei pressi della Piscina di Venere si trova anche la Grotta del Cavallo, ricca di stalattiti, nella quale i raggi solari creano caleidoscopici giochi di luce.

Sicilia - Piscina di Venere, Vulcano, Isole Eolie (Messina)

Sicilia – Piscina di Venere, Vulcano, Isole Eolie (Messina) – Ph. Nietta Sciacca | CCBY2.0

 GURNE DELL’ALCANTARA – Sicilia | Francavilla di Sicilia (Messina)

Ci troviamo a Francavilla di Sicilia (Messina), al centro della Valle dell’Alcantara, a nord dell’Etna, sulla riva sinistra del fiume Alcantara, noto soprattutto per le bellissime gole situate nel territorio di Motta Camastra. Francavilla è sede del parco fluviale regionale dell’Alcantara, istituito nel 2001 per tutelare lo straordinario ecosistema che caratterizza questo corso d’acqua, ed anche punto di partenza per raggiungere le Gurne dell’Alcantara, una serie di piccoli laghetti tondeggianti creati lungo il corso del fiume dall’erosione dell’acqua sulla pietra lavica e circondati da una rigogliosa flora fatta di salici, pioppi, roverelle e oleandri. Se amate i bagni in acqua molto fredda, sono l’ideale per un’immersione elettrizzante. Le Gurne sono solo un aspetto della ricca morfologia del corso fluviale fatto anche di cascate e di gole in cui è possibile osservare le bellissime strutture laviche colonnari a base prismatica che, disposte a canne d’organo, decorano le pareti di roccia basaltica dal particolarissimo colore grigio-azzurro. L’escursione può essere occasione per scoprire anche alcune delle numerose testimonianze storiche della zona: dai ruderi del castello normanno di Villafranca agli scavi archeologici di un insediamento greco del V sec a.C., alle Saje, piccole condotte per l’irrigazione secondo un sistema introdotto dagli Arabi durante la loro dominazione sull’isola.

Sicilia - Una delle Gurne dell'Alcantara, laghetto d'acqua fredda nel cuore dell'omonimo parco fluviale regionale - Ph. Antonio Fassina | CCBY-SA2.0

Sicilia – Una delle Gurne dell’Alcantara, laghetti d’acqua fredda nel cuore dell’omonimo parco fluviale regionale – Ph. Antonio Fassina | CCBY-SA2.0

LAGHETTI DI AVOLA – Sicilia | Avola (Siracusa)

Il corso del fiume Cassibile, l’antico Kakyparis greco, l’ha creata nel corso dei millenni scavando profonde gole e canyon a diverse profondità. E’ la Cavagrande del Cassibile, un’immensa area oggi destinata a riserva naturale orientata divisa fra i comuni di Avola, Noto e Siracusa, ricchissima sia dal punto di vista naturalistico-paesaggistico sia archeologico ed antropologico. L’area è infatti abitata da epoca immemorabile come testimoniano alcune necropoli e villaggi rupestri, i più antichi dei quali risalenti almeno all’XI sec. a.C. Gole e canyon raggiungono il massimo della profondità, 507 metri, nella zona belvedere di Avola antica, dove è registrabile anche la loro massima ampiezza che qui raggiunge un’estensione di 1200 metri. Nel fondovalle spicca una serie di piccole cascate e laghetti di acqua cristallina (uruvi nel dialetto locale), circondati da una fitta vegetazione, che regalano una fantastica immersione nella più bella natura mediterranea ed un impagabile refrigerio nelle torride estati siciliane a quanti li raggiungono attraverso un’antica e suggestiva scala nota come La Scala Cruci o attraverso il vicino sentiero Carrubella.

Sicilia - I laghetti di Cavagrande del Cassibile, Avola (Siracusa) - Ph. Carlo Columba | CCBY-SA2.5

Sicilia – I laghetti di Cavagrande del Cassibile, Avola (Siracusa) – Ph. Carlo Columba | CCBY-SA2.5

LAGHETTO DELLE ONDINE – Sicilia | Isola di Pantelleria (Trapani)

Situata nel Canale di Sicilia, a sud-ovest dell’isola maggiore, si trova Pantelleria (Trapani) dalla cui costa è visibile ad occhio nudo il litorale tunisino. Frequentata fin dal Neolitico per la sua caratteristica ossidiana, di cui si sono trovate tracce in tutto il Mediterraneo occidentale, la storia dell’isola è legata soprattutto alla presenza fenicia e romana. Circondata da un mare blu cobalto, rivela nei colori della terra e delle scogliere la sua origine vulcanica, peraltro testimoniata da fenomeni di vulcanesimo secondario, soprattutto acque calde e soffioni di vapore. Sul suo versante orientale, raggiungibile sia via mare sia via terra,  si trova il Laghetto delle Ondine, un nome ricco di suggestioni mitologiche che identifica una piccola conca scavata nella roccia vulcanica dall’azione del mare, le cui acque vi si soffermano placide formando una paradisiaca piscina naturale in cui trascorrere momenti di assoluto relax. Più a nord-est, ma nell’entroterra dell’isola, non perdetevi un’altro straordinario specchio d’acqua, lo Specchio di Venere, un lago di origine vulcanica che occupa i resti di un’antica caldera, alimentato da tre sorgenti termali, con acque di temperatura compresa fra i 35 e 58 gradi, e dalle piogge. Sulla riva sud-ovest del lago fanghi ricchi di potassio, sodio, zolfo e altri minerali vengono usati nei mesi estivi dai numerosi bagnanti come trattamento di bellezza.

Sicilia - Il Laghetto delle Ondine sulla costa orientale dell'isola di Pantelleria (Trapani) - Ph. Gino Roncaglia | CCBY2.0

Sicilia – Il Laghetto delle Ondine sulla costa orientale dell’isola di Pantelleria (Trapani) – Ph. Gino Roncaglia | CCBY2.0

 PISCINA NATURALE DI PUNTA CAVAZZI – Sicilia | Isola di Ustica (Palermo)

Nell’Area Marina Protetta “Isola di Ustica” – una delle prime riserve marine italiane istituita per tutelare  gli splendidi fondali dell’isola siciliana oltre alle sue coste alte e scoscese punteggiate di numerose e bellissime grotte marine – si trova Punta Cavazzi sotto il cui faro si scorge l’omonima Piscina Naturale, detta anche il Fossazzu, nel dialetto locale. Si tratta di uno specchio d’acqua dalle trasparenze cristalline e dai riflessi verdi-azzurri circondato da una scogliera che comunica con il mare aperto tramite un cunicolo sottomarino. Il luogo è raggiungibile attraverso un sentiero alquanto impegnativo lungo la scogliera. Per chi decide di bagnarsi nelle sue acque, la full immersion nell’ambiente mediterraneo è garantito anche da una ricca presenza di pesci visibili ad occhio nudo. Del resto per gli amanti dello snorkeling, ma soprattutto per i sub provetti, Ustica è una sorta di paradiso grazie ai magnifici fondali che già a pochi metri di profondità offrono uno straordinario spettacolo naturale di forme e colori, senza escludere la vista di numerosi relitti di antiche navi. A tal proposito, nel 1990 è stato istituito l’itinerario di archeologia subacquea di Punta Cavazzi, fra i primissimi esempi al mondo di percorso marino guidato.

Sicilia - Scorcio della Piscina Naturale di Punta Cavazzi, sull'isola di Ustica (Palermo)

Sicilia – Scorcio della Piscina Naturale di Punta Cavazzi, sull’isola di Ustica (Palermo) – Ph. Nietta Sciacca | CCBY2.0

 PISCIN’IRGAS – Sardegna | Villacidro (Medio Campidano)

Spostiamoci in Sardegna, nel territorio di Villacidro (Medio Campidano) in una zona abitata fin dai tempi più antichi, come testimoniano reperti databili al neolitico e all’età del rame, cospicue tracce della civiltà nuragica e di quella romana di cui restano una necropoli e le rovine di due impianti termali. E’ questa un’area ricca di cascate spettacolari come Sa Spendula, formata dal torrente Coxinas e composta da tre salti; un luogo che per la sua bellezza ispirò un sonetto a Gabriele D’Annunzio. Fra l’altopiano di Oridda e il Monte Linas, nel verde di una rigogliosa macchia mediterranea, troviamo poi altre tre cascate, come quelle del Rio Linas, di Muru Mannu e di Piscin’Irgas, ubicate nel cuore di un territorio di grande interesse naturalistico noto come Monti Mannu. Segnaliamo in particolare quella di Piscin’Irgas le cui acque, dopo un salto di 45 metri, formano un bellissimo laghetto prima di proseguire verso valle tra lecci, corbezzoli, eriche e oleandri.

Sardegna - Cascata e Piscina Irgas, Villacidro (Medio Campidano) - Ph. Igiea Fieldmann | CCBY2.0

Sardegna – Cascata e Piscina Irgas, Villacidro (Medio Campidano) – Ph. Igiea Fieldmann | CCBY2.0

IS PRANEDDAS – Sardegna | Isola di Sant’Antioco (Carbonia-Iglesias)

Rimaniamo in Sardegna spostandoci nell’estremo sud ovest per raggiungere l’isola di Sant’Antioco (Carbonia-Iglesias), luogo noto ai lettori di Famedisud perchè vi risiede Chiara Vigo, ultimo maestro al mondo in grado di lavorare il bisso nonché fondatrice del Museo dedicato alla preziosa fibra marina. Legata alla Sardegna da un ponte e da un istmo artificiale, Sant’Antioco nasconde un luogo meraviglioso, poco conosciuto perchè non agevolissimo da raggiungere. Si tratta di Is Praneddas, ovvero di un arco (romanticamente chiamato Arco dei Baci) e di una piscina naturale davvero incantevoli incastonati fra le rocce della scogliera e raggiungibili dopo un percorso a piedi di circa 200 metri. Passando a nuoto sotto l’arco è possibile raggiungere una zona dai bellissimi fondali che, insieme alle suggestive grotte naturali di cui è ricca la costa, rendono il luogo meta ideale per gli amanti dello snorkeling e delle immersioni. A poca distanza è possibile visitare i resti della Tomba dei Giganti Poggio di Mezzaluna ed il piccolo Nuraghe de sa Pruna.

Sardegna - Scorcio della piscina naturale di Is Praneddas, Isola di Sant'Antioco (Carbonia-Iglesias) - Ph. Igiea Fieldmann | CCBY2.0

Sardegna – Scorcio della piscina naturale di Is Praneddas, Isola di Sant’Antioco (Carbonia-Iglesias) – Ph. Igiea Fieldmann | CCBY2.0

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