Bif&st 2017: l’anno della consacrazione. Laudadio: «Bilancio fortemente positivo»

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Bif&st 2017: un momento della conferenza stampa di chiusura: da sin. (seduti), Maurizio Sciarra, presidente di Apulia Film Commission, Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, Margarethe von Trotta, regista e presidente del Bif&st, Felice Laudadio (al microfono), direttore del festival, Circolo Barion, Bari – Ph. © Ferruccio Cornicello

di Enzo Garofalo

In Puglia la voglia di cinema è tanta. Lo dicono i numeri di questa ottava edizione di un festival che, partito otto anni fa in sordina – nella attenzione dei media ma non del pubblico, da subito numerosissimo – ha registrato quest’anno un vertiginoso trend di crescita nella presenza di addetti ai lavori e di operatori dei media, dalla carta stampata al web, italiani ed esteri, oltre che in un significativo ritorno di anteprime cinematografiche internazionali. Sono forse i segnali della realizzabilità di quella “profezia” fatta due anni fa dal compianto regista Ettore Scola (già presidente della manifestazione) secondo la quale il festival di Bari “rischia” di diventare il più importante d’Italia. Certo a dire del fondatore e direttore Felice Laudadio, fra i cineasti si sarebbe ormai sparsa la voce che venire al Bif&st “porta bene”. Intanto, ciò che si può dire è che le avvisaglie sono più che sufficienti perché quanti – fra istituzioni pubbliche e soggetti privati – hanno supportato fino ad oggi la manifestazione, mantengano alta la guardia continuando a credere in una iniziativa culturale diventata ormai un importante elemento identitario, locale e nazionale. Stesso discorso per gli organizzatori, dalla presidente Margarethe von Trotta al direttore Felice Laudadio, che si auspica vorranno puntare ad un crescente livello qualitativo per quel che riguarda le nuove proposte cinematografiche.

Ma vediamo un po’ di cifre, quelle comunicate ieri a Bari in conferenza stampa al Circolo Barion dal direttore Laudadio alla presenza del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, del presidente dell’Apulia Film Commission Maurizio Sciarra e della presidente del Bif&st Margarethe von Trotta.

Trecento eventi in 8 giorni distribuiti in 12 sale, con la partecipazione di circa 75.000 spettatori che hanno affollato proiezioni, dibattiti, laboratori, focus, incontri con gli autori, gli attori e i produttori italiani e stranieri susseguitisi nelle intense giornate della manifestazione. Senza dubbio un bilancio più che positivo nel quale sono da ascriversi anche il gradito ritorno della sezione “Panorama internazionale” (lo scorso anno assente per motivi di budget) accolto con molto favore da parte del pubblico, specie quello più giovane, presente in massa anche alle Anteprime internazionali che hanno fatto registrare quasi ogni sera il sold out al Teatro Petruzzelli. Fra gli eventi di maggior successo le masterclass o “Lezioni di cinema” mattutine al Teatro Petruzzelli che, con grande sorpresa dei cineasti intervenuti (Andrej Konchalovskij, Alessandro Gassman, Greta Scacchi, Pupi Avati, Carlo e Enrico Vanzina, Dario Argento, Fanny Ardant, Margarethe von Trotta, Jacques Perrin, Volker Schlöndorff), hanno quasi sempre fatto il pienone di pubblico. Straordinario anche il successo del laboratorio di formazione teatrale tenuto da Francesco Giuffrè e incentrato sull’adattamento per la scena di Delitto e castigo di Dostoevskij che, si è appreso, non si conclude con la fine del festival, ma diventerà un vero e proprio spettacolo teatrale sostenuto da Apulia Film Commission e Teatro Pubblico Pugliese, che andrà in scena all’inizio dell’autunno nei teatri delle sei province pugliesi. Significativo infine il riscontro riportato dal Bif&st sul web, con centinaia di migliaia di visualizzazioni sui vari profili social della manifestazione, veicolo di enormi quantità di materiale fotografico e videografico ad essa dedicato.

Significativo anche l’indotto turistico del Festival che, ha detto Laudadio, ha fatto registrare flussi elevatissimi nelle strutture ricettive (alberghi, b&b e ristoranti) del capoluogo pugliese. Per potenziare invece maggiormente l’offerta culturale del Bif&st, il direttore ha auspicato che in un prossimo futuro possa essere incrementato il numero di spazi da destinare a film e documentari, “in modo da consentire un maggior numero di repliche di quelle proiezioni a cui molti spettatori sono costretti a rinunciare per via dell’accavallarsi degli eventi nelle stesse ore…A tal proposito – ha concluso – sarebbe auspicabile la riapertura del Teatro Kursaal Santalucia”.

Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, dal suo canto, si è detto molto soddisfatto e grato per gli esiti di quello che è ormai diventato uno dei maggiori Festival cinematografici italiani complimentandosi con il team di lavoro al quale si deve la riuscita dell’evento: “Penso ci siano ormai tutti i presupposti – ha dichiarato – per consolidare in futuro la manifestazione, anche coinvolgendo altre strutture, ma pur sempre nel rispetto di quella sobrietà e senso della misura che caratterizza noi pugliesi. In merito al lavoro di Laudadio e dei suoi collaboratori, ritengo che un altro elemento importante per il successo del Bif&st sia stata la libertà con la quale hanno potuto lavorare, facendo sparire tutti quegli interventi – di amministratori, dei gangli della società – che in altri contesti interferiscono con l’ambito organizzativo ed artistico. Qui a Bari la politica ha affiancato la cultura in assoluta armonia e reciproco rispetto, lasciando che il Festival fosse vissuto come un grande momento di condivisione e di crescita di ognuno. Lo spettatore pugliese ha qui la grande occasione di conoscere le proposte più varie, di leggere di più, di relazionarsi meglio con gli altri, migliorando se stesso attraverso la cultura. Penso quindi di poter dire che il Bif&st è ormai un evento identitario della comunità pugliese, italiana ed europea”.

Uno speciale apprezzamento è quello riservato a Laudadio dalla presidente Margarethe von Trotta, la quale si è detta convinta che “il successo di questo Festival sia il frutto anche di tante esperienze precedenti di cui il Direttore ha voluto fare omaggio alla città di Bari e che oggi gli consentono di poter portare qui gli artisti gratuitamente, di mettere su un programma di respiro internazionale, di maturare e sviluppare idee come quello della rassegna ‘Cinema e Scienza’ che è stata una vera scoperta, insieme alla possibilità di vedere tanti film che, da tedesca, non avevo mai potuto vedere”. E, accennando al proprio nuovo ruolo ha aggiunto: “In questo Festival ero già stata varie volte ospite e anche giurata, ma da presidente mi sento come un piccolo uccello arrivato in un nido che è stato preparato da Laudadio e da Ettore Scola”.

La parola è quindi passata al Maurizio Sciarra, Presidente della Fondazione Apulia Film Commission, che ha sottolineato come in questa edizione, sia stato vincente “anche il coinvolgimento del territorio nella produzione, con la partecipazione importante di enti come Confindustria, ANCE e altri“. Prendendo spunto dalla sede della conferenza stampa, si è detto entusiasta per l’apertura alla città del Circolo Barion, “un vero punto di forza del Bif&st 2017 perché la vocazione di un Festival è anche quello di fare incontrare le persone e qui è stato possibile più che altrove. Il Festival ha quindi guadagnato in termini di attrazione sul territorio, di volontà di investire, di compartecipazione tra fondi pubblici e privati, di apertura all’idea di partenariato. Dal punto di vista industriale, trovo che sia molto positivo che sia venuto qui un regista internazionale come Goran Paskaljevic e abbia considerato l’idea di girare un film in Puglia.”

A conclusione dell’incontro il direttore Laudadio ha annunciato le date della prossima edizione del Bif&st che si svolgerà dal 21 al 28 aprile 2018 dicendosi convinto che la ricorrenza del ponte del 25 aprile nei giorni del festival, quest’anno abbia contribuito ad incrementare le presenze. Ha infine lanciato una piccola anticipazione di quella che sarà la grande retrospettiva del prossimo anno “dedicata ad un autore o un’autrice internazionale vivente”. Pressato da pubblico e stampa affinché ne svelasse il nome (“non posso dirvelo perchè devo essere sicuro della sua disponibilità per quelle date”), Laudadio si è limitato ad aggiungere che l’autore in questione è anche un apprezzato documentarista. Al che dalla sala si è levato in coro il nome di “Werner Herzog”…e Laudadio sorridendo ha cercato di sviare: “…e chi vi dice che non possa essere Luc Besson?”.

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