Al palazzo Steri di Palermo mostra permanente sulle antiche carte geografiche della Sicilia

Carta_Sicilia_Sud_Italia

Antonio Lafrery (Orgelet 1512 – Roma 1577), Sicilia Insularum Omnium cut inquit Diodorus optima et Mediterrane Maris maxima, Roma 1560 ca., Acquaforte e bulino. Image Courtesy © Antiquarius – Antique maps & old prints

di Redazione FdS

Il collezionista Antonio Lagumina ha affidato in comodato gratuito la sua collezione di antiche carte geografiche della Sicilia all’Università di Palermo per un’esposizione permanente nelle ex carceri dell’Inquisizione al palazzo Steri di Palermo. Dalle numerose mappe – riconducibili a varie scuole cartografiche – emerge un volto dell’isola via via diverso: una carta del 1513 mostra la Sicilia vista dai cartografi di scuola tolemaica, rappresentata in forma triangolare con il lato jonico rivolto direttamente verso l’Africa e la punta verso la Sardegna, un luogo le cui distanze appaiono ancora approssimative; risalente alla seconda metà del Settecento, un’altra mappa mostra invece un’immagine della Sicilia molto simile a quella reale. La raccolta di 124 pezzi (che presto diventeranno 170) è stata esposta in un luogo evocativo: sulle pareti delle celle palermitane del Sant’Uffizio compaiono infatti tracciate a carboncino due mappe della Sicilia realizzate da un anonimo prigioniero.

L’esemplare più antico in mostra è datato 1477, mentre il più recente risale al tempo dell’Unità d’Italia. Le mappe sono per lo più colorate a mano e rappresentano una testimonianza preziosa di come geografi, topografi, uomini di cultura e soprattutto navigatori vedevano il territorio. Ricche le informazioni su approdi, antichi toponimi (qualcuno anche in dialetto siciliano), presenza di ordini religiosi, credenze mitologiche e varie curiosità. In particolare una carta del 1776, di Giovanni Battista Ghisi, contiene alcune figure decorative che rappresentano le tipiche attività isolane: dalla pesca del tonno alla lavorazione del corallo.

Lagumina ha intrapreso per caso la sua collezione di antiche mappe di Sicilia, precisamente a partire dal 1962 quando, sul Lungosenna a Parigi, trovò una carta del 1589 che raffigurava il “Siciliae Regnum”. Da allora è riuscito a radunare con una ricerca certosina esemplari di varie scuole: tolemaica, italiana, olandese, francese. Documenti che mostrano come la cartografia abbia avuto varie evoluzioni e come già nel 1528 gli studiosi raffrontassero i profili della Sicilia “secondo Tolomeo” e “secondo i moderni”.

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