Mentre a Bacoli la spettacolare Piscina Mirabilis si sgretola, la turca Yerebatan è visitata da milioni di turisti

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A sin. la Piscina Mirabilis di Bacoli (Napoli), I° sec. a.C. – Ph. Justin Ennis | CCBY2.0 | A destra la cisterna Yerebatan, a Istanbul, in Turchia, VI sec. d.C. – Ph. Guzmàn Lozano | CCBY2.0

di Redazione FdS

Risalente all’età augustea, è la più grande cisterna nota mai costruita dagli antichi romani (15 metri di altezza, 72 di lunghezza, per una larghezza di 25) ed aveva la funzione di approvvigionare di acqua potabile le numerose navi della Classis Misenensis, poi divenuta Classis Praetoria Misenensis Pia Vindex, ossia la flotta che trovava ormeggio e ricovero nel porto di Miseno, a poca distanza da Napoli. E’ la Piscina Mirabilis di Bacoli (Napoli) e costituiva il serbatoio terminale di uno dei principali acquedotti romani, l’acquedotto augusteo, che portava l’acqua dalle sorgenti del fiume Serino, a 100 chilometri di distanza, fino a Napoli e ai Campi Flegrei. E’ notizia di questi giorni che questo straordinario monumento archeologico, testimonianza delle sofisticate tecniche di ingegneria idraulica degli antichi romani e in buona parte aperto al pubblico dei visitatori, si sta lentamente sgretolando fra l’indifferenza di chi dovrebbe salvaguardarlo.

A dare l’allarme, ripreso dalle pagine del Corriere del Mezzogiorno, sono stati gli attivisti di “Freebacoli”, tramite il portavoce Antonio Cangiano, che ha segnalato la caduta al suolo di pezzi dell’intonaco idraulico. Si tratta dell’originario materiale impermeabilizzante che staccandosi dalle pareti del monumento interamente scavato nel tufo, ha obbligato alla chiusura di parte dell’area normalmente visitabile. E’ l’ennesimo caso di abbandono del nostro patrimonio culturale da parte delle istituzioni che continuano vergognosamente a ignorare il potenziale economico e occupazionale dei beni culturali oltre a disinteressarsi del loro inestimabile valore di testimonianza storica.

Mentre in Italia succede questo, ad Istambul la Yerebatan, una cisterna gemella – costruita nel VI sec. sotto il regno Giustiniano I,  il periodo più prospero dell’Impero romano d’Oriente – viene invece tenuta come una gemma preziosa ed ogni anno è meta di milioni di visitatori (paganti) che accorrono ad ammirarne la maestosa struttura. A Bacoli la Piscina Mirabilis è ad ingresso gratuito: nessuno paga per ammirare questo meraviglioso colosso con volte a botte che formano un soffitto sorretto da 48 pilastri a sezione cruciforme; una specie di grandiosa cattedrale che poteva contenere fino a 12mila metri cubi d’acqua, per dissetare e approvvigionare la più importante flotta dell’Impero Romano, ormeggiata nel porto di Miseno. Auspichiamo che il Ministero dei Beni Culturali voglia prendere provvedimenti urgenti per salvaguardare questo pezzo inestimabile di storia che stiamo rischiando di perdere.

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