L’identità storica di Crotone come bene comune: il progetto Aspis degli artisti Ventimiglia e Piscitelli

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L’opera in rame di Angelo Ventimiglia raffigurante il sacro Tripode, simbolo della Crotone magno-greca. Farà parte dello scudo Aspis, omaggio alla città jonica

di Alessandro Novoli

Se si pensa al progetto di alto valore simbolico, che i due artisti calabresi Angelo Ventimiglia e Luca Piscitelli si accingono a mettere in pratica nei prossimi giorni a Crotone, non può non tornare in mente la frase che nel 1871 il grande compositore Giuseppe Verdi scrisse in una lettera al musicologo calabrese Francesco Florimo: “Torniamo all’antico e sarà un progresso”: un concetto che, sebbene in origine riferito alla musica, può considerarsi espressione più generale della capacità di evolversi conservando stretto il legame con i valori su cui si fonda la propria identità. Un modo per procedere sicuri, per non perdere il baricentro. In fondo è lo stesso invito che, con il loro progetto Aspis,  Ventimiglia e Piscitelli rivolgono agli abitanti di Crotone, città dal passato glorioso nella filosofia, nello sport, nell’arte medica (fu città d’elezione del filosofo greco Pitagora, patria di schiere di atleti vittoriosi nelle Olimpiadi dell’antichità e di alcuni grandi precursori della medicina sperimentale) ma oggi spesso additata come simbolo di un Sud stretto nella morsa dell’immobilismo e del degrado. Il prossimo 24 agosto, alle ore 21.00, presso il Columbus Alternative Bar, affacciato sul bel lungomare della città jonica, andrà infatti in scena la parte finale del progetto curato da Ventimiglia e Piscitelli nell’ambito della rassegna di arte contemporanea SHINE, con la direzione artistica di Andrea Giuda.

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Bozzetto dell’opera Aspis di Ventimiglia e Piscitelli

L’evento, nell’intenzione dei due artisti, punta a sensibilizzare quanti vivono a Crotone intorno all’idea della città come bene comune, qualcosa cioè da proteggere e soprattutto – guardando al presente e al futuro – da creare insieme. Aspis consiste infatti nella creazione collettiva di un’opera d’arte che vuole spalancare le porte ad un sentimento di appartenenza, condizione necessaria ad una comunità per poter essere unita e coesa anche e soprattutto nell’atto di protezione della propria città. Aspis (dal greco antico aσπίς, aspís) è infatti il nome con cui gli antichi greci indicavano lo scudo: i due artisti lo ripropongono come oggetto simbolico di difesa e protezione, recante al centro, in rame battuto, il tripode delfico emblema della Kroton magno-greca, della sua fondazione e dei suoi antichi fasti. Lo scudo diventa così simulacro e custode di un’identità storica. Sarà dipinto nei colori del mar Mediterraneo, le cui onde saranno evocate dalle impronte dei cittadini impresse sulla vernice fresca, “onde che – spiegano gli artisti – attraverso il loro moto perpetuo costruiscono il nostro futuro partendo dal nostro passato”. E il passato è quello di una città che, aggiungono Ventimiglia e Piscitelli, “ebbe una grande fama legata alla salubrità del suo clima e alla prestanza fisica dei suoi uomini, tanto da superare ogni altra polis greca nel numero di vincitori nei giochi olimpici. Il vino proveniente dalla sua provincia veniva offerto agli atleti perché si credeva ne rafforzasse la massa muscolare e di conseguenza le prestazioni, mentre i sacerdoti custodi della fiamma olimpica lo usavano per suggellare la tregua olimpica: da qui la scelta del legno di una botte per ricreare una parte dello scudo. Rinvenuta in un palazzo del ‘700, la botte è stata donata da una famiglia storica del crotonese che produce il vino Cirò, odierna eccellenza del territorio e diretto discendente del vino dell’epoca”.

Nel corso di un allestimento-performance live, aperto a tutto il pubblico, l’opera verrà ultimata grazie appunto ai cittadini di Crotone che con le loro impronte digitali “suggelleranno”, per usare le parole degli artisti, una sorta di patto fra se stessi e la propria città. L’iniziativa si concluderà con la consegna dell’opera all’amministrazione cittadina, chiudendo così idealmente il cerchio.

La scelta dei due artisti calabresi per la terza tappa della rassegna SHINE è in linea con quella che è una reale urgenza del territorio crotonese, ovvero riuscire a coltivare un senso di appartenenza che coinvolga la gente comune, a cominciare dalla comunità artistica regionale, e crei rete stimolando passo dopo passo un’emancipazione che non può che essere prima di tutto culturale. L’idea di portare esibizioni di live art sul lungomare cittadino da parte del Columbus Alternative Bar punta a collettivizzarne il messaggio in un territorio e in una città dal passato illustre e dal futuro tutto da scrivere, che da più punti di vista sta tentando una riscossa dal torpore culturale e sociale che, dal declino del polo industriale ad oggi, la attanaglia.

Gli artisti:

Angelo Ventimiglia, di Villapiana (Cosenza), classe 1984, ha scoperto fin da piccolo il fascino del mondo dell’arte, attratto dalla storia della sua terra che ne condizionerà fortemente il percorso artistico. Nel 2009 si è laureato in ingegneria civile presso l’UNICAL. Ha esposto in molte città italiane tra cui Venezia, Firenze, Pontassieve, Macerata (mostra a cura di Adolfina De Stefani e del critico Gaetano Salerno), Sulmona (mostra a cura di Valentina Colella), Messina, Rende e Cosenza. Nel 2014 ha fondato il progetto artistico MeditArt la cui mostra venne inaugurata dal Ministro degli affari regionali Maria Carmela Lanzetta presso l’Aula Magna dell’Unical di Rende. Ha esposto in diverse città della Calabria con il progetto Calabria Itinerante a cura dell’Architetto Pasquale De Masi e Claudia Viola. Il 18 maggio 2016, il Convento francescano di Paola ha donato una sua opera a Papa Francesco. Fra i maggiori riconoscimenti ricevuti il Primo premio internazionale Scarabocchio d’Artista nel 2014, GalArte nel 2015, Menzione di merito da parte del Museo Picasso di Malaga (Spagna), Tela del mese di Luglio 2015 nell’ambito dell’iniziativa Pittura e dintorni. E’ stato inoltre selezionato per la galleria ArtUp Close di New York nel 2016 e, nello stesso anno, si è aggiudicato il secondo posto nell’ambito della mostra collettiva Geni comuni tenutasi presso il Museo del Presente di Rende. Ha partecipato alla residenza artistica internazionale Bocs art di Cosenza nella sessione Luglio 2017. In 17 anni di produzioni ha realizzato le collezioni Impronte, LiberaMi e Ascoltati. Ventimiglia è autore del Tripode delfico in rame, ispirato alla monetazione antica della città jonica, che compare nel progetto Aspis, condiviso con Luca Piscitelli.

Luca Piscitelli di Cirò Marina (KR), Classe 1988, sin dall’infanzia ha manifestato interesse e predisposizione per il disegno e la pittura, coltivando la sua passione da autodidatta durante il suo percorso di studi scientifici. E’ laureando in Ingegneria Edile-Architettura all’Unical. Ha esposto in città come Napoli, Cagliari, Cerveteri e in diversi luoghi della Calabria come Rossano, Pizzo Calabro, Cosenza e Rende. Nel 2016 ha vinto a Paterno Calabro il primo premio all’estemporanea “A Colpi di Pennello” a cura dell’ Associazione Culturale “Libero Pensiero”. Nel 2017 ha partecipato ad “Arte e Mestieri 2.0” a cura del Blog Venti e dell’Associazione Culturale “RigenerAzione”. Ha vinto il premio Galarte ed ha partecipato in Francia al Festival Internazionale d’Arte Contemporanea “Deod’Art”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Columbus Alternative Bar, Crotone
Viale Cristoforo Colombo, 93
Ore 21.00 (veificare eventuali variazioni di orario)
Info: 0962 24219
IL LUOGO
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