La poetica dei numeri primi. Dedicata a Pitagora una grande mostra fra Metaponto e Matera

Busto di Pitagora - Colonne del Tempio di Hera a Metaponto (Ph. © Francesco La Centra)

Busto di Pitagora – Colonne del Tempio di Hera a Metaponto (Ph. © Francesco La Centra)

di Redazione FdS

Il suo pensiero ha avuto un’importanza capitale per lo sviluppo della scienza occidentale, avendo intuito per primo l’efficacia della matematica per descrivere il mondo, ma oltre che matematico fu astronomo, studioso dei suoni e della musica, filosofo e taumaturgo. Una figura nella quale storia e leggenda si fondono restituendoci il fascino assoluto del genio, quello di Pitagora di Samo (sua città di nascita), ma anche di Crotone e di Metaponto, le due città magnogreche che, fra Calabria e Lucania, lo videro all’opera rispettivamente all’apice e alla conclusione della sua vita, fra VI e V secolo a.C. 

In questi luoghi dell’Italia meridionale nacque e si sviluppò con lui, e proseguì con i suoi allievi, la scuola filosofica nota come Scuola Pitagorica, sodalizio esoterico, comunità scientifica e, al tempo stesso, partito politico aristocratico che governò direttamente in alcune città della Magna Grecia. Con i suoi seguaci – pochi spiriti eletti – Pitagora praticò il vegetarianismo, di cui fu l’iniziatore in Occidente sulla scia della sua credenza nella metempsicosi, ossia la trasmigrazione purificatrice delle anime attraverso i corpi dei vari esseri viventi. Tenne le sue lezioni oralmente, per cui non lasciò alcunchè di scritto, ma la parte divulgabile dei suoi pensieri fu tramandata dai suoi allievi, che si  distinguevano in due gruppi: i matematici, ossia le ristretta cerchia di coloro che, liberatisi di ogni bene materiale, vivevano all’interno della scuola, si astenevano dalla carne e seguivano l’obbligo del celibato, scelte che consentivano loro di interloquire direttamente e privatamente con Pitagora, accedendo così a livelli superiori di conoscenza; e gli acusmatici, privi di qualsiasi obbligo a parte quello di seguire in silenzio le lezioni pubbliche del maestro, che non si mostrava alla loro vista ma esponeva la sua dottrina nascosto da una tenda di lino, postazione dalla quale spiegava nel modo più semplice possibile i principi della sua filosofia basata sui numeri [nel video seguente un frammento della guida multimediale in realtà aumentata Al Museo con Pitagora].
 

 
Alla mente eccelsa di Pitagora è dedicato il grande progetto “La poetica dei numeri primi”, curato dal matematico Piergiorgio Odifreddi e organizzato nell’ambito degli eventi di Matera2019. Si tratta di una mostra in sei percorsi: uno storico, due didattici e tre artistici, dove si potranno incontrare le opere di artisti del calibro di Escher, Nespolo e Spizzichino le conferenze di geniali matematici come Andrew Wiles, cui si deve la dimostrazione del teorema di Fermat. Sarà una interessante full immersion nel mondo dei numeri lungo un ideale percorso plurimillenario che da Pitagora arriverà fino ai moderni algoritmi. Non mancheranno laboratori di ogni tipo, veri e propri spettacoli matematici e show di magia, per rispolverare i manuali di algebra e scienza e innamorarsi dell’universo affascinante dei numeri. La manifestazione si svolgerà dal 21 giugno al 30 novembre in diverse location del materano: dal Museo archeologico di Metaponto, al poco distante Antiquarium delle Tavole Palatine (Tempio di Hera), al Palazzo Acito di Matera.
 

Salvator Rosa, Pitagora e i pescatori, 1662, Gemldegalerie, Berlino

Salvator Rosa, Pitagora e i pescatori, 1662, Gemaldegalerie, Berlino. Il dipinto si riferisce all’abitudine del filosofo di implorare i pescatori di rigettare in mare il pescato

A Metaponto (oggi frazione di Bernalda), la mostra sarà un’occasione imperdibile per conoscere il bel Museo Archeologico che raccoglie testimonianze di quella che, a partire dalla fine del VII secolo a.C., è stata una tra le più importanti colonie greche dell’Italia meridionale, nonché la città dove Pitagora concluse la sua vita. Il Museo, collocato nei pressi dell’area archeologica, offre un focus significativo sugli insediamenti susseguitisi nel territorio metapontino, dalla Preistoria sino al periodo tardo antico, e si articola in varie sezioni che illustrano le forme iniziali del popolamento ad opera degli Enotri-Choni durante la media età del bronzo e l’età del ferro; l’arrivo dei Greci dall’Acaia (regione del Peloponneso) durante il VII secolo a.C.; la formazione della colonia con l’occupazione del territorio e lo sviluppo della città; le trasformazioni dei centri italici del retroterra tra VI e IV secolo a.C.; il periodo della conquista romana e del graduale abbandono di Metaponto.
 

Fyodor Bronnikov, I Pitagorici salutano il sole all'alba, 1869, Tretyakov Gallery, Mosca

Fyodor Bronnikov, I Pitagorici salutano il sole all’alba, 1869, Tretyakov Gallery, Mosca

La sezione della mostra presso il non lontano Antiquarium delle Tavole Palatine, sarà invece l’occasione per visitare il colonnato superstite dell’antico tempio dorico suburbano di Hera (VI sec. a.C.), preziosa testimonianza di  quell’architettura sacra in cui trovava espressione la propensione tutta greca di unificare le arti e le scienze secondo i rapporti armonici dell’universo rispecchiati in quel principio matematico di bellezza noto come rettangolo aureo, parametro imprescindibile per uniformare gli edifici all’idea di equilibrio e perfezione [nel video seguente una ricostruzione in 3D della Metaponto di 2500 anni fa].

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Museo Archeologico di Metaponto, Bernalda
Via Aristea, 21
Antiquarium Tavole Palatine e Tempio di Hera, Bernalda
Strada Statale 106 Jonica
Palazzo Acito, Matera
Recinto II Fiorentini, Sassi di Matera
Alla mostra si può accedere acquistando il Passaporto per Matera 2019
I LUOGHI

 

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