Kaulonia torna a rischiare il crollo in mare. I fondi ci sono ma le autorità latitano. Appello del sindaco di Monasterace

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Calabria – L’area archeologia di Kaulonia aggredita dalla furia del mare, Monasterace Marina (Reggio Calabria)  – Ph. Kaulon CasaMatta

di Redazione FdS

Lo scorso settembre il nostro direttore Enzo Garofalo ha intervistato la dott.ssa Maria Teresa Iannelli, archeologa e funzionaria della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, responsabile della tutela e delle ricerche archeologiche nelle subcolonie locresi di Kaulonia (odierna Monasterace Marina), Hipponion (Vibo Valentia), Medma (Rosarno), Mèthauros (Gioia Tauro) e nei rispettivi territori. Scopo dell’intervista era quello di sapere se ci fossero novità in merito all’area archeologica di Kaulonia, nel comune di Monasterace (Reggio Calabria), da oltre un anno soggetta all’azione erosiva del mare in assenza di misure protettive realmente efficaci.

Questa zona di scavi ha restituito finora importanti testimonianze storico-artistiche di quella civiltà della Magna Grecia che ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo della cultura in Italia e nel resto Europa. Dal sottosuolo di Kaulonia sono emerse testimonianze di inestimabile valore come il testo più lungo in lingua achea finora mai ritrovato e il più grande complesso di mosaici mai emerso in area magno-greca. Eppure il sito, nonostante le promesse delle autorità territoriali e nazionali, continua a rimanere in balia della furia distruttiva del mare che sta letteralmente ed inesorabilmente erodendo la duna costiera su cui sorgono i resti dell’antica città. Già interi pezzi di strutture architettoniche sono crollati in mare dato che la costruzione di una barriera frangiflutti, necessaria a contenere il moto ondoso, non è stata ancora realizzata se non per poche decine di metri totalmente insufficienti.

Nell’intervista rilasciata a Fame di Sud nello scorso mese di settembre, la dott.ssa Iannelli aveva fatto alcune dichiarazioni che riproponiamo facendo al tempo stesso rilevare come ad esse non abbia fatto seguito alcun concreto provvedimento sul campo da parte delle autorità competenti: “con i fondi messi a disposizione dal Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo, la Soprintendenza ha incaricato uno studio di ingegneri di Catania, Cascone engineering, di progettare un’opera di salvaguardia della duna costiera che sarà consegnato a giorni; detto progetto dovrà essere sottoposto all’approvazione degli Enti preposti (Provincia di Reggio Calabria, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Provincie di Reggio Calabria e di Vibo Valentia, Comune di Monasterace, Genio Civile e Genio Civile opere marittime) e quindi appaltato, si ritiene entro la fine del mese di Settembre. La realizzazione del progetto in questione sarà possibile grazie ad un primo finanziamento di € 300.000,00 messi a disposizione dal MBACT, col quale si provvederà alla protezione del settore dunario davanti al tempio dorico, mentre con i successivi 700.000 euro, anche questi già stanziati, si completerà tale opera su tutti i 250 metri del fronte a mare relativo al Parco Archeologico, si rimonterà gran parte dei blocchi divelti dal mare, si realizzeranno le tettoie di protezione dei mosaici, oltre a migliorare la fruibilità generale del Parco stesso. E’ necessario precisare che la Soprintendenza, al suo interno non ha tecnici che possono progettare e realizzare l’opera di difesa necessaria alla salvaguardia della duna e pertanto ha dovuto rivolgersi ad esterni.”

Come si può notare, dalle parole dell’archeologa emerge che i fondi per la messa in sicurezza dell’area sono stati già stanziati, circostanza che rende ancora più enigmatico il motivo dei mancati interventi. Intanto, nelle ultime ore, dopo la ripresa del cattivo tempo e dell’aggressiva azione marina sulla duna costiera, un nuovo allarme è stato lanciato da Cesare De Leo, sindaco di Monasterace, che così ha dichiarato in una nota stampa: “La furia del mare ha provocato altri danni all’area del tempio come era prevedibile e come avevamo previsto quando negli scorsi mesi abbiamo sollecitato sia la Soprintendenza ai Beni Archeologici della Calabria sia l’Assessore Regionale ai Lavori Pubblici ad accellerare le procedure per l’appalto dei lavori, la prima con lo stanziamento di 300 mila euro assegnato dal Ministero dei Beni Culturali, e il secondo con i 2 milioni e 500 mila euro destinati alla realizzazione della barriera per la protezione del sito archeologico”.

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