Ebraismo e Calabria: storia, testimonianze, prospettive. Convegno a Cosenza

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Calabria – Particolare del mosaico della sinagoga tardo-imperiale di Bova Marina (Reggio Calabria), IV-VI sec. d.C. Nell’immagine il c.d. “Nodo di Salomone”.

di Redazione FdS

Domenica 2 marzo 2014 (ore 9.30-13.00), in Calabria, presso il Ridotto del Teatro Rendano di Cosenza, si svolge il  convegno, organizzato dalla Circoscrizione calabrese della Comunità ebraica di Napoli, sul tema “Ebraismo e Calabria-Storie, testimonianze, prospettive” secondo tre diverse angolazioni, che si completano a vicenda, per fornire un quadro quanto più esaustivo possibile dell’argomento proposto, in rapporto al passato, al presente e al futuro. Non si tratta certo del primo convegno dedicato all’ebraismo calabrese, ma è probabilmente il primo che si propone di coniugare all’aspetto storico anche l’elemento esperienziale e lo sguardo verso il futuro.

SALUTI E INTRODUZIONE

Arch. Mario Occhiuto (Sindaco della Città di Cosenza)

Rav Pierpaolo Pinchas Punturello (Rappresentante in Italia di Shavei Israel)

Dott. Pier Luigi Campagnano (Presidente della Comunità ebraica di Napoli)

Introduce il Dott. Roque Pugliese (Referente per la Calabria della Comunità ebraica di Napoli)

Presenta e modera il convegno la Prof.ssa Marta Petrusewicz (Ordinario di Storia Moderna presso l’Università della Calabria e Professore Emerito della City University of New York)

STORIA

Excursus sulla presenza degli ebrei in Calabria dall’età antica all’espulsione del 1541, fino alla rinascita contemporanea.

Interventi:

Gli ebrei in Calabria tra antichità e medioevo – Prof. Filippo Burgarella (Ordinario di Storia Bizantina presso l’Università della Calabria)

La relazione intende, innanzi tutto, onorare la memoria dei compianto Cesare Colafemmina. Infatti, i suoi studi, raccolti ed editi in versione inglese nella sua recente opera The Jews in Calabria (Leiden-Boston 2012), sono fondamentali per ricostruire e interpretare la storia delle comunità giudaiche di stanza in Calabria fra antichità e l’inizio dell’età moderna, dalla fase documentata dalla sinagoga di Bova fino al XVXVI secolo. La relazione riguarda, in particolare, la storia degli Ebrei delle comunità risiedenti in Calabria fino alle soglie dell’età aragonese e, in modo più approfondito, la loro storia in epoca bizantina (VI-XI secolo). Allora il susseguirsi dei provvedimenti, disposti dagli imperatori costantinopolitani per indurli alla conversione forzata al cristianesimo, non estingue, anzi rafforza, le varie comunità giudaiche nella loro specifica identità religiosa e culturale. Esse perciò si valgono della propria identità per distinguersi competitivamente dal resto della società del tempo, nella quale prevalgono certamente le componenti cristiane, greche o latine, accanto a qualche presenza arabo-islamica. Protagonista assoluto di tale fase di storia è il medico e sapiente Shabbetai Donnolo, nativo di Oria ma attivo a Rossano alla vigilia dell’anno Mille. Suo emulo ed erede fu Samuele di Rossano, fiorito nel XII secolo. La medicina costituisce, d’altronde, il campo privilegiato dell’attività degli Ebrei della Calabria medioevale, presenti pure in altri settori, come quelli della tintoria o della vetreria oltre che del commercio specialmente sericolo. Pare, in ogni caso, che proprio Rossano fosse la sede di una delle più importanti comunità giudaiche.

– Calabria, terra di fuga e terra d’accoglienza: ebrei e minoranze etniche tra Quattrocento e Settecento – Dott.ssa Renata Ciaccio (Ricercatrice in Storia moderna presso l’Università degli Studi della Calabria)

In genere, quando si parla di una storia del Mezzogiorno, parliamo soprattutto di invasioni, di dominazioni che hanno, nei secoli, pesantemente condizionato la nostra storia e le nostre identità. Ci si sofferma poco, invece, sulle tante anime dei popoli mediterranei che hanno attraversato questo “mare nostrum” per giungere nella nostra terra che ha accolto e assimilato diverse etnie straniere. Dei nuclei di ebrei, valdesi, greci, epiroti, albanesi che, dal medioevo all’età moderna, si sono insediati in Calabria, si sono studiati le cause delle migrazioni, gli usi, i costumi, la religione, ma poco ci si è soffermati sulle reciproche influenze con la popolazione autoctona; molto poco è stato scritto sul loro peso e sulle loro debolezze, così come poco si è indagato su quelle radici comuni che compongono il patrimonio culturale sul quale innestare un dialogo, un confronto su affinità e differenze per sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto dell’ “altro”. L’ebraismo era il fratello maggiore del cristianesimo, ma il fratello minore era il vincitore e si teneva in casa il fratello maggiore solo come testimone della verità delle profezie del Vecchio Testamento. Tollerati ma costretti in una condizione servile, gli ebrei erano il capro espiatorio delle tensioni sociali cristiane. Chiusura e sospetto, paura dei “diversi”: era un vento nuovo che soffiava su di una società che fino a poco prima era stata aperta verso orizzonti vastissimi.

– Ebrei nascosti: dalla cacciata al ritorno – Agazio Fraietta (Studioso di Storia della Calabria ebraica e autore del blog “Calabria Judaica – Sud ebraico”)

L’intervento tenta di seguire le tracce degli ebrei calabresi dopo l’espulsione del 1541. Fuorusciti in gran parte verso altre regioni d’Italia o nell’Impero ottomano e nella stessa Terra d’Israele, conserveranno a lungo memoria della loro origine. Altri resteranno in Calabria, a volte nascosti, spesso assimilati, fino alla recente ricostituzione di un embrione di presenza ebraica nell’ambito della Comunità di Napoli, in un percorso, tra mille difficoltà, di rinnovamento della propria storia e riscoperta della fede. Dei primi si ricordano il kabbalista Chaim Vital, detto appunto il Calabrese, e le quattro sinagoghe esistenti a Salonicco, ancora agli inizi del secolo scorso; dei secondi si hanno spesso solo cenni e indizi, e scarsi documenti, gli uni e gli altri spesso di difficile interpretazione. Erano questi i cosiddetti “marrani”, termine dispregiativo (in ebraico anusim, forzati, costretti, e bené anusim, figli degli anusim, i loro discendenti), che spesso con grande eroismo tentavano di conservare nelle loro difficili condizioni di vita quel che potevano della fede e della pratica ebraica.

TESTIMONIANZE

L’eredità ebraica nella memoria e nelle parole dei figli di coloro che, in realtà diverse come la Polonia, l’Austria, la Germania e l’Italia, vissero e subirono la persecuzione razziale negli anni più bui del XX secolo.

Interventi

Prof.ssa Marta Petrusewicz

Dott.ssa Pina Brenner (Insegnante e artista)

Dott. Walter Brenner (Editore)

PROSPETTIVE

Il presente e il futuro dell’ebraismo in Calabria da due diversi punti di vista: quello che mira alla salvaguardia della Memoria e alla lotta all’antisemitismo e quello che si propone la costruzione di un futuro per i calabresi che sentono viva in sé la fede dei Padri.

Interventi

– Università, Scuola e Museo, poli interdipendenti nel trasmettere la memoria della Shoah – Paolo Coen (Professore aggregato, Ricercatore in Storia dell’arte moderna presso l’Università della Calabria e ideatore della “Rete Universitaria per il Giorno della Memoria”)

Ormai da tempo molte nazioni occidentali considerano la memoria della Shoah uno snodo fondamentale della propria identità storica e, insieme, il punto d’avvio di una moderna educazione alla cittadinanza: un’educazione in grado cioè di trasmettere – in particolare alle giovani generazioni – alcuni valori solidi e positivi di una democrazia aggiornata, dalla necessità di un impegno individuale dinanzi ai grandi temi politici e sociali, alla responsabilità del singolo nei confronti dei propri simili, fino alla lotta contro ogni forma di razzismo e discriminazione. L’Università, la Scuola e il Museo in tal senso possono svolgere e di fatto già svolgono in molti paesi un ruolo chiave. L’intervento – che fa leva sull’esperienza maturata dal relatore all’Università della Calabria e nella Rete Universitaria per il Giorno della Memoria – mette in luce come e perché Università, Scuola e Museo, pur nella fisiologica diversità di ruoli e strumenti, possano e debbano lavorare secondo obiettivi comuni, coordinati e interdipendenti.

Presidi ebraici nel Sud Italia – Rav Pierpaolo Pinchas Punturello

Quale futuro per le realtà ebraiche del Sud Italia? Possiamo ipotizzare la ricostituzione di comunità reali o dobbiamo cominciare a lavorare su presidi di identità? E quale potrà essere il dono che porteranno alle società meridionali questi presidi? In un momento storico nel quale la Spagna sembra voler offrire la cittadinanza ai discendenti degli ebrei espulsi nel 1492 dai re cattolici, come accoglie il Meridione d’Italia il ritorno dei nuclei ebraici in Calabria, Sicilia e Puglia? Proviamo a riflettere insieme alla luce delle parole della Torah.

Ridotto del Teatro Rendano, Cosenza
P.zza XV Marzo
ore 9.30-13.00
Ingresso libero

IL LUOGO

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