Dante Alighieri: l’Ateneo di Napoli diffonde on line i manoscritti miniati della Divina Commedia

Dante Alighieri nell'affresco di Domenico di Michelino, 1465, S. Maria del Fiore, Firenze

Dante Alighieri nell’affresco di Domenico di Michelino, 1465, S. Maria del Fiore, Firenze

Il progetto, ancora in progress, è stato ideato in vista del VII° centenario della morte del grande poeta fiorentino

di Redazione FdS

Se nel dire Codice Trivulziano 1080 oppure Codice Laurenziano Plutei 40.7alludiamo a qualcosa di certamente noto a filologi e critici della letteratura italiana, non altrettanto dicasi per il grande pubblico, al quale – se si fa eccezione per le rare occasioni conoscitive offerte da qualche mostra bibliografica e documentaria – per lo più sfugge l’universo variegato e affascinante dei manoscritti di alcuni dei più celebri capolavori delle italiche lettere. Nel caso di specie si tratta di due dei più antichi manoscritti della Divina Commedia di Dante Alighieri, realizzati rispettivamente negli anni ’30 e nella seconda metà del ‘300 e custoditi, il primo, nella Biblioteca Trivulziana di Milano, e il secondo, nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze. Entrambi faranno parte del nuovo prezioso strumento che il Dipartimento Studi Umanistici dell’Università Federico II di Napoli ha deciso di offrire agli esperti, ma anche a curiosi e appassionati del Sommo Vate. Ha infatti affidato a un gruppo di ricerca di Filologia Italiana, coordinato da Gennaro Ferrante, il compito di allestire, in vista del VII centenario della morte di Dante (2021), un archivio online multilingue e un database codicologico e iconografico di tutti gli antichi manoscritti della Commedia provvisti di immagini che abbiano relazioni col testo del poema.
 

Dante con le tre fiere nella 'selva oscura' - Image by IDP

Dante con le tre fiere nella ‘selva oscura’, pert. di miniatura da codice dantesco – Image by IDP

Il progetto, ancora in progress e intitolato Illuminated Dante Project, prevede la digitalizzazione di un corpus di circa 280 manoscritti datati e databili tra il XIV e il XV secolo e conservati in biblioteche, musei, archivi pubblici e privati nazionali e internazionali. Un lavoro imponente reso ancor più complicato dalla necessità di ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per poter riprodurre on line i codici in alta definizione e con innovativi protocolli di interoperabilità. Nel caso delle biblioteche statali d’Italia (i cui manoscritti costituiscono circa la metà del corpus), ciò è stato possibile grazie ad una convenzione tra l’Ateneo napoletano e la Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali del Mibact, con la mediazione del Centro Pio Rajna e della Casa di Dante in Roma. Accordi di partenariato scientifico sono stati inoltre conclusi anche con i maggiori enti conservatori internazionali coinvolti nel progetto (Bibliothèque Nationale de France, Oxford Bodleian Library, British Library) e con altre istituzioni nazionali e internazionali. Il risultato finale sarà la creazione del più grande archivio digitale di codici miniati della Commedia di Dante, e – almeno per ora – anche il più grande archivio in assoluto di codici danteschi, disponibile per chiunque voglia penetrare nell’affascinante mondo di Dante [nel video seguente una presentazione del Ms. Holkham misc. 48, straordinario codice mianiato italiano del tardo ‘300, custodito presso la Bodleian Library di Oxford].
 

 
Fra le varie partnership, in particolare la Convenzione con la Direzione Generale del MiBACT ha permesso di instaurare un rapporto privilegiato con l’Istituto Italiano per il Catalogo Unico (ICCU) e con i suoi laboratori: la digitalizzazione e metadatazione dei manoscritti sarà infatti gestita in collaborazione con Internet Culturale (IC), mentre le schede codicologiche e paleografiche integreranno la piattaforma di Manus online (MOL) all’interno della quale saranno interamente ricercabili attraverso una sezione speciale dedicata al progetto. Sul portale principale di quest’ultimo (www.dante.unina.it) gli utenti troveranno l’archivio integrale ad alta definizione di tutti i manoscritti del corpus oltre alla possibilità di visualizzare il testo integrale della Commedia e di esplorarlo tramite parole chiave che rinviano al corredo iconografico di ciascun canto. Un apposito database sarà in grado di elaborare tutti metadati concernenti lo stile e l’attribuzione delle miniature, la complessa iconografia delle illustrazioni e il rapporto tra le immagini e il testo sui fogli di ciascun codice.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Il logo del progetto Illuminated Dante Project

Il logo del progetto Illuminated Dante Project

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