Bif&st: primi riconoscimenti per i film italiani. Premio Fellini al regista tedesco Schlöndorff

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Il regista tedesco Volker Schlöndorff ritira il Premio Fellini per l’eccellenza cinematografica. A sin. il critico Jean Gili, a dx. Felice Laudadio, direttore del Bif&st, Teatro Petruzzelli, Bari – Ph. © Ferruccio Cornicello

Assegnati i tre premi per i film italiani della sezione Opere Prime e Seconde: vincono Aronadio, Marinelli e Serraioco. A Valeria Bruni Tedeschi va il Premio Anna Magnani miglior attrice protagonista per il film “La pazza gioia” di Virzì. Al tedesco Schlöndorff il Fellini Award per l’eccellenza cinematografica

di Redazione FdS

La serata di ieri al Bari International Film Festival (Bif&st) è trascorsa all’insegna di una importante premiazione svoltasi prima del debutto internazionale del film di Fanny Ardant “Le divan de Staline” (Il divano di Stalin). Hanno introdotto la serata, con le note della musica felliniana di Nino Rota, il pianista Maurizio Zaccaria e la cantante Rachele Andrioli.

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Il pianista Maurizio Zaccaria e la cantante Rachele Andrioli, Bif&st 2017, Teatro Petruzzelli, Bari – Ph. © Ferruccio Cornicello

Sul palco del Teatro Petruzzelli sono quindi saliti i destinatari dei tre riconoscimenti previsti nella sezione Italia FilmFest per le migliori opere prime e seconde inedite o uscite in sala o passate nei festival internazionali entro fine marzo 2017. A deciderli una giuria del pubblico composta da 30 spettatori selezionati e presieduta da Klaus Eder, segretario generale della Fipresci (la Federazione mondiale dei critici di cinema).

Il Premio Ettore Scola per il miglior Regista è andato ad Alessandro Aronadio per il film “Orecchie”, del 2016, con Daniele Parisi, Silvia d’Amico, Pamela Villoresi e Ivan Franek. Il film racconta la storia di un uomo che si sveglia una mattina con un fastidioso fischio alle orecchie e nota un biglietto sul frigo che recita: “È morto il tuo amico Luigi. P. S. Mi sono presa la macchina”. Purtroppo non ricorda proprio chi sia, questo Luigi. Inizia così una tragicomica giornata alla scoperta della follia del mondo, una di quelle giornate che ti cambiano per sempre. Il premio ad Aronadio è stato conferito “per l’originalità della narrazione e per aver fatto emergere attraverso il gusto del paradosso la comicità della vita quotidiana. La regia evidenzia attraverso la poesia del bianco e nero il disagio del protagonista, che accetta lo stridore della vita per viverne la bellezza.”

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Il regista Alessandro Aronadio riceve il premio Ettore Scola per il Miglior Regista dalle mani di Gigliola Scola – Ph. © Ferruccio Cornicello

Il Premio Gabriele Ferzetti miglior attore protagonista è stato invece assegnato a Luca Marinelli, interprete principale del film “Il padre d’Italia”, del 2016, del regista Fabio Mollo, con Isabella Ragonese, Anna Ferruzzo, Sergio Sgueglia. L’attore, per impegni di lavoro non ha potuto presenziare alla premiazione ma ha inviato un messaggio di saluti e ringraziamenti. Il film narra la storia di Paolo, trentenne che conduce una vita solitaria, quasi a volersi nascondere dal mondo. Il suo passato è segnato da un dolore che non riesce a superare. Una notte, per caso, incontra Mia, una prorompente e problematica coetanea al sesto mese di gravidanza che mette la sua vita sottosopra. Spinto dalla volontà di riaccompagnarla a casa, Paolo comincia un viaggio al suo fianco che porterà entrambi ad attraversare l’Italia e a scoprire il loro irrefrenabile desiderio di vivere. Luca Marinelli è stato premiato “per aver espresso con profonda intensità e delicatezza le sfumature dell’amore”

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Sara Serraioco ritira il premio Mariangela Melato per la migliore attrice protagonista (sezione opere prime e seconde), Bif&st 2017, Teatro Petruzzelli, Bari – Ph. © Ferruccio Cornicello

Sara Serraiocco si è aggiudicata il Premio  Mariangela Melato per la migliore attrice protagonista quale interprete del film “La ragazza del mondo” di Marco Danieli, del 2016, con Michele Riondino, Marco Leonardi, Stefania Montorsi. Il film racconta del confronto fra due mondi: quello di Giulia, antico e sospeso, fatto di rigore e testi sacri, che esclude con ferocia chi non vi fa parte, e quello di Libero, ossia il mondo di tutti gli altri, di chi sbaglia, di chi si arrangia cercando un’altra possibilità e di chi ama senza condizioni. Quando Giulia incontra Libero scopre di poter avere un altro destino, tutto da scegliere. Sara Serraiocco è stata premiata “per la sua potenza scenica e per aver rivelato il suo talento nell’ interpretare un personaggio che ha fatto dell’ inquietudine la sua forza.”

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Valeria Bruni Tedeschi ritira il Premio Anna Magnani per la migliore attrice protagonista, consegnato dal critico Fabrizio Ferzetti – Ph. © Ferruccio Cornicello

E’ stata poi la volta del Premio Anna Magnani alla migliore attrice protagonista, assegnato nell’ambito della sezione Italia FilmFest riservata ai migliori film italiani dell’anno 2016-2017, scelti dalla giuria stabile del Bif&st composta da 9 critici italiani aderenti al SNCCI (Sindacato nazionale critici cinematografici italiani). Il prestigioso premio è andato a Valeria Bruni Tedeschi per il film “La pazza gioia” di Paolo Virzì, produzione del 2016 con Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Anna Galiena, Marco Messeri. La Bruni Tedeschi è già reduce dalla vittoria del David di Donatello assegnatole per lo stesso film, candidato a 17 statuette e vincitore di cinque fra cui quella per il Miglior Film. Il film racconta la storia di due donne: Beatrice Morandini Valdirana (Valeria Bruni Tedeschi), una chiacchierona istrionica, sedicente contessa e a suo dire in intimità coi potenti della Terra, e Donatella Morelli una giovane donna tatuata, fragile e silenziosa, che custodisce un doloroso segreto. Ospiti entrambe di una comunità terapeutica per donne con disturbi mentali, sono classificate come socialmente pericolose. La loro imprevedibile amicizia porterà a una fuga strampalata e toccante, alla ricerca di un po’ di felicità in quel manicomio a cielo aperto che è il mondo dei sani. Il premio è stato consegnato a Valeria Bruni Tedeschi dal critico cinematografico Fabrizio Ferzetti.

Premiato con il Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence uno dei grandi maestri del cinema europeo, il regista Volker Schlöndorff, tra i fondatori del Nuovo Cinema Tedesco, presente a Bari per una “Lezione di Cinema” che terrà domani pomeriggio alle 16.00 al Teatro Petruzzelli dopo la proiezione in anteprima internazionale del suo ultimo film “Return to Montauk”, una produzione tedesco-franco-irlandese del 2017 con Stellan Skarsgård, Nina Hoss, Susanne Wolff, Isi Laborde, Niels Arestrup.

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Il regista Volker Schlöndorff (al centro), premiato con il Fellini Award. A sin. il critico Jean Gili, a dx. Marco Spagnoli e Felice Laudadio che legge la motivazione – Ph. © Ferruccio Cornicello

Tedesco di nascita, Schlöndorff si è formato artisticamente in Francia dove ha studiato e lavorato come assistente di registi straordinari del calibro di Louis Malle, Jean Pierre Melville e Alain Resnais. Oggi è considerato uno dei registi europei più importanti a cui si deve – insieme a colleghi come Werner Herzog, Rainer Werner Fassbinder, Alexander Kluge, Margarethe Von Trotta, Edgar Reitz, Wim Wenders – la fondazione del Nuovo Cinema Tedesco.

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Volker Schlöndorff bacia il critico francese Jean Gili che nel 1979 supportò la vittoria a Cannes del suo film “Il tamburo di latta”, Bif&st 2017, Teatro Petruzzelli, Bari – Ph. © Ferruccio Cornicello

Sono oltre 40 i film che portano la sua firma: da I turbamenti del giovane Torless, a Fuoco di paglia, Il caso Katharina Bloom, Un amore di Swann, L’inganno, Il colpo di grazia, Diplomacy. Con Il tamburo di latta Schlöndorff ha vinto nel 1979 la Palma d’oro del festival di Cannes e il Premio Oscar. Il  film è un monumento della storia del cinema: un racconto epico ed epocale, animato da una narrazione emozionante, violenta, dolorosa, travolgente, indimenticabile. Il Federico Fellini Platinum Award per l’eccellenza cinematografica viene conferito a Schlöndorff come “a uno dei più importanti registi internazionali, ma anche ad un cineasta eclettico ed intelligente, autore tra le altre cose di una memorabile lunghissima e stupenda intervista a Billy Wilder”. A consegnare il premio c’era ieri sera il notissimo critico cinematografico francese Jean Gili, a suo tempo uno dei promotori della vittoria del film a Cannes: una vera sorpresa per Schlöndorff che preso dall’entusiasmo lo ha ringraziato dopo 38 anni stampandogli un bacio sulle labbra.

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Bif&st 2017: il pubblico del Teatro Petruzzelli, Bari – Ph. © Ferruccio Cornicello

 
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