Ade e Persefone: i misteriosi signori dell’Aldilà in mostra a Reggio Calabria

Pinax con scena del ratto di Persefone da parte di Ade, Locri, V sec. a.C. - Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

Pinax con scena del ratto di Persefone da parte di Ade, Locri, terracotta, V sec. a.C. – Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

di Redazione FdS

E’ uno dei miti più misteriosi e affascinanti della cultura greca, e in Calabria – cuore dell’antica Magna Grecia – è stato al centro di un culto condiviso da diverse città fra quelle fondate da coloni ellenici approdati nei territori del Sud Italia fin dall’VIII sec. a.C. Il mito è quello di Ade e Persefone, divinità a cui è dedicata la mostra “Ade e Persefone. Signori dell’Aldilà” che si inaugura al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC) giovedì 2 maggio, alle ore 18.00, e rimane aperta fino al 16 giugno 2019; si tratta di un nuovo allestimento nel magnifico spazio di Piazza Paolo Orsi, curato dal direttore del Museo, Carmelo G. Malacrino, e dall’archeologa Ivana Vacirca, funzionaria del MArRC.
 

Pinax con Ade e Persefone in trono, V sec. a.C., Locri, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

Pinax con Ade e Persefone in trono, V sec. a.C., Locri, terracotta, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

Attraverso la selezione di oltre 70 preziosi reperti, molti dei quali esposti per la prima volta dopo un accurato restauro, il visitatore potrà scoprire le caratteristiche delle due divinità, i santuari e i principali aspetti dei rituali che si svolgevano nelle aree sacre presenti in numerose città greche dell’Italia meridionale e della Sicilia. Dai famosi pinakes – immagini votive a bassorilievo modellate nella terracotta policroma con scene legate alle vicende della dea  – ad elegantissimi specchi in bronzo, balsamari con sembianze di sirena, statuette di offerenti, un sonaglio in forma di colomba celante nel ventre un piccolo sasso, vasi e altri reperti legati ad un culto che ebbe nella città di Locri il polo di maggiore diffusione, sebbene in Calabria fosse praticato anche negli importanti santuari di Medma (oggi Rosarno) e Hipponion (oggi Vibo Valentia). In particolare dal santuario locrese della Mannella, provengono le tante statuette ex voto in terracotta raffiguranti la divinità, nonché piccoli modellini di offerte di fiori e frutta, preparati alimentari e animali sacrificali, così come offerte in bronzo, tipiche di una committenza aristocratica, fra cui spiccano preziosi specchi e armi.
 

Pinax con Persefone che posa un telo piegato in una cassa di legno intagliata, terracotta, V sec. a.C. Museo Archeologico di Locri

Pinax con Persefone che posa un telo piegato in una cassa di legno intagliata, terracotta, V sec. a.C. Museo Archeologico di Locri

Il mito di Ade e Persefone, e la pratiche cultuali ad esso collegate, furono fra i più importanti della Magna Grecia, sebbene già noti nella madrepatria greca dove le due figure compaiono collegate al culto di Demetra, madre di Persefone e divinità al centro dei celebri Misteri Eleusini, menzionati nelle antiche fonti letterarie e considerati il più famoso fra i riti religiosi segreti dell’antica Grecia, in quanto tali riservati a una ristretta cerchia di iniziati. Legato all’alternarsi delle stagioni e al ciclo vita-morte-rinascita che caratterizza il mondo naturale, il mito vuole Persefone rapita del re dell’Oltretomba mentre – secondo una delle tradizioni più note  – raccoglieva fiori insieme alle sue compagne nella piana di Nysa, nei pressi dell’attuale Enna, in Sicilia. Qui, attratta da un narciso di straordinaria bellezza e immersa in una sorta di sacro stupore, tese le mani per raccogliere quel fiore meraviglioso prima di essere rapita e portata negli Inferi da Ade, intenzionato a prenderla in sposa contro la sua volontà e spuntato, allo scopo, da una voragine apertasi nel terreno. Diventata regina dell’Oltretomba, nei sei mesi dell’anno (Autunno e Inverno) che passava nel regno dei morti, Persefone governava sugli Inferi come il suo consorte; negli altri sei mesi (Primavera ed Estate) raggiungeva invece fra i vivi la madre Demetra, facendo rifiorire la terra al suo passaggio.

Con questa nuova mostra prosegue la programmazione delle Mostre d’accoglienza, una serie di piccole esposizioni con la quale il Museo di Reggio accoglie i suoi ospiti, coinvolgendoli in percorsi tematici di grande suggestione, prima di offrirsi alla visita dell’allestimento permanente e delle grandi mostre temporanee.

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Museo Archeologico Nazionale, Reggio Calabria
Piazza De Nava, 26
La mostra rientra nel costo del biglietto di ingresso al Museo, ma si può visitare gratuitamente, insieme alle collezioni del museo, ogni prima domenica del mese, tutto l’anno, grazie alla promozione del MiBAC #iovadoalmuseo
Il Museo è aperto al pubblico dalle ore 9:00 alle 20:00 | Ultimo ingresso: ore 19:30
Ticket: € 8,00 intero; € 5,00 ridotto per i visitatori dai 18 ai 25 anni; gratuito per tutti i cittadini appartenenti all’Unione Europea di età inferiore a 18 anni
Ogni mercoledì, l’ ingresso è in promozione: € 6,00 euro il biglietto intero e € 4,00 euro il biglietto ridotto
Info biglietteria: 320 71 76 148
IL LUOGO

 

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