Un noto amaro calabrese conquista il Concours Mondial de Bruxelles-Spirits Selection e scala le classifiche statunitensi

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di Redazione FdS

E’ il prodotto simbolo della distilleria calabrese Caffo, di Limbadi (Vibo Valentia) ed è reduce dal famoso Concours Mondial de Bruxelles-Spirits Selection svoltosi dal 6 all’8 giugno a Florianopolis in Brasile, dove si è aggiudicato il massimo riconoscimento: la medaglia d’oro. Una giuria internazionale ha infatti eletto Il Vecchio Amaro del Capo, tra i 624 prodotti degustati in occasione della competizione internazionale. Per Caffo l’oro al Concours Mondial de Bruxelles è tutt’altro che una novità: Il Vecchio Amaro del Capo – spiega una nota stampa ufficiale – aveva già ricevuto la medaglia più importate di questo concorso nel 2010 mentre lo scorso anno è toccato a Limunì, il liquore di limoni calabresi inventato da Distilleria Caffo, l’onore di vestire l’oro del Concours Mondial de Bruxelles-Spirits Selection.

La soddisfazione per la distilleria calabrese è tanta, perché questo riconoscimento giunge dopo un’altra serie di premi internazionali di alto livello. Wine Enthusiast, la più celebre rivista di settore americana e del mondo, ha infatti da poco assegnato oltre 90 punti a ben 5 dei prodotti Caffo venduti negli Usa: Solara, Amaro del Capo, Brandy Dominique, Limoncino dell’Isola e Amaretto Fratelli d’Italia, marchi della storica azienda calabrese che hanno ottenuto punteggi di vertice. Risultati importanti, che portano il nome di Caffo ai vertici nel panorama internazionale degli alcolici. A premiare la qualità di Distilleria Caffo sono quindi anche i consumatori. I numeri confermano ancora una volta il successo del Vecchio Amaro del Capo in controtendenza rispetto ai competitors: secondo i dati delle bottiglie vendute nella grande distribuzione organizzata, elaborati da Iri Infoscan, il Vecchio Amaro del Capo ha conquistato la leadership nella sua categoria in Italia nei mesi di aprile e maggio 2014, con un’importante crescita rispetto allo scorso anno e in base al trend dovrebbe mantenere la posizione di vertice anche nel secondo semestre 2014.

L’amministratore della Distilleria F.lli Caffo, Sebastiano Caffo ha commentato: “Sono molto soddisfatto principalmente per i risultati qualitativi e poi anche per quelli quantitativi che siamo riusciti a raggiungere con il nostro prodotto di punta e che oggi sono certificati da premi e da concreti dati di mercato. Ormai il Vecchio Amaro del Capo, Liquore d’erbe di Calabria, rappresenta positivamente – afferma Caffo – la nostra regione sia in Italia che all’estero essendo diventato un prodotto cult per i suoi consumatori più affezionati. Questo dimostra che se si lavora seriamente e con passione, pur in mezzo a tante difficoltà e ostacoli, si può fare impresa con ottimi risultati anche partendo da un piccolissimo comune della Calabria, penalizzato per carenza di servizi di ogni tipo come del resto la maggior parte del territorio regionale. Noi imprenditori calabresi ci scontriamo quotidianamente con difficoltà evidenti date oltre che dalla mancanza delle infrastrutture necessarie anche da una burocrazia apatica e da una classe politica che si preoccupa principalmente di come fare per vincere le varie elezioni in modo da poter occupare quante più poltrone possibili invece di sforzarsi a definire seriamente una strategia a medio-lungo termine per lo sviluppo del territorio e delle imprese che vi operano. Questa a mio avviso può essere l’unica strada percorribile per creare lavoro e benessere in un territorio con enormi potenzialità inespresse. Basti pensare, per esempio, che la Calabria è al centro del Mediterraneo e potrebbe essere il fulcro dei Paesi che vi si affacciano, ma mancano i collegamenti verso sud e l’organizzazione per gestire un mercato potenziale di vasta portata visto che l’area mediterranea conta circa 250 milioni di abitanti”.

“Non serve fare convegni e annunci per parlarne, ma bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare. Per questo voglio dedicare questi ottimi risultati – conclude Sebastiano Caffo – ai miei colleghi imprenditori calabresi che vivono quotidianamente la realtà sopra descritta, e ai quali chiedo di continuare a credere con passione nei loro progetti in modo da attuare una “rivoluzione” economica silenziosa che porti, nel tempo, allo sviluppo sano del territorio dove operiamo”.

 

 

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