Tornano in Puglia le eccellenze musicali del Bari International Music Festival. Un appuntamento da non perdere

BIMF

Locandina del BIMF tratta da un’opera grafica di Maurits Cornelis Escher

di Enzo Garofalo

La Metamorfosi o Trasformazione è quel principio dinamico di approccio alla vita che consente di assecondarne i ritmi alterni con spirito di adattamento. E’ “quella possibilità di accogliere il cambiamento come un’occasione nuova e non come un salto nel buio…” per citare il pensiero e le parole della grande fotografa Lisetta Carmi. E’ con questo significato che ci piace leggere la metaforica sequenza di Principio del Mondo/Vita/Morte/Metamorfosi/Rinascita intorno alla quale si sviluppa il ‘concept’ che dal prossimo 25 maggio fino all’8 giugno farà da cardine all’edizione 2013 del BIMF (Bari International Music Festival). Le immagini evocative (Images Illuminées) della 1a edizione lasciano quindi il posto ad un viaggio dal sapore metafisico e filosofico attraverso la musica che esplorerà il flusso continuo della vita e i cambiamenti che ne accompagnano i diversi stadi. Straordinari capolavori musicali, cronologicamente trasversali, per due settimane di Festival che evocheranno la tenerezza dell’infanzia, l’esuberanza della gioventù, la natura fuggevole del tempo, l’intensità dell’amore e della perdita, la magia della trasfigurazione.

Da tutto questo si può già intuire come uno dei grandi pregi di questa rassegna, a parte l’eccellente livello qualitativo degli artisti coinvolti, sia la capacità di creare dei percorsi ideali attraverso la musica valorizzandone al massimo le suggestioni ed il potere evocativo, e di creare combinazioni vincenti fra repertorio classico e moderno all’insegna non di uno stridore sterile e provocatorio bensì alla luce delle multiformi emozioni che appartengono all’esperienza umana. Il programma parla da sé: il concerto di apertura del festival sarà “In principio”, che prevede una serie di pezzi ispirati alle diverse sfumature del concetto di “inizio”, partendo da ‘La Création du monde’ di Milhaud e passando per il quartetto ‘Sunrise’ di Haydn e altre opere che evocano i primissimi ricordi e impressioni della vita. “Vita” e “Morte” sono gli appuntamenti che presenteranno opere potenti, icone delle fasi naturali dell’esistenza di ciascuno, come la gioia e la vitalità del quintetto di Dvorak e lo straziante senso della perdita suggerito dalle pagine di Barber e Schnittke. Il programma “Metamorphosis” che dà il nome al festival, attraverserà invece i temi più astratti del cambiamento e della trascendenza attraverso le musiche di Strauss e Beethoven. Il concerto finale, “Rinascita”, chiuderà il cerchio esplorando i temi della trasfigurazione e del rinnovamento in Verklärte Nacht di Schoenberg e il dionisiaco risveglio nella Sagra della primavera di Stravinsky in versione per due pianoforti. (QUI il programma nel dettaglio)

Anche quest’anno il Festival vedrà protagonisti giovani artisti provenienti dai cinque continenti che, come già per la scorsa edizione, vivranno la trasferta pugliese come un’occasione per entrare nel ‘cuore’ dei luoghi che li ospitano e non solo per vivere un’esperienza artistica. Adottando una formula molto in uso all’estero, soggiorneranno presso privati cittadini che garantiranno loro i comfort idonei a rendere gradevole la permanenza, divisa fra prove, concerti ed esplorazione del territorio. A tale ultimo proposito, un altro àtout di questo Festival, è la capacità di trasformare la manifestazione in una preziosa operazione di promozione per il territorio regionale che, fra visite guidate e alcuni concerti decentrati, sarà attraversato in lungo e in largo dai musicisti, e per alcuni di loro, anche dalle famiglie al seguito. Fra gli artisti che si esibiranno, oltre a Fernando Altamura, giovane e valente pianista barese nonché ideatore del Festival, e ad altri italiani come l’ottimo violista Ettore Causa, il pianista Alfonso Soldano e il contrabbassista Giovanni Rinaldi, ricordiamo le rinnovate presenze della danese Julie Eskar, eccellente primo violino della Danish National Chamber Orchestra, del pianista australiano David Fung, direttore artistico del Festival, e di tanti altri giovani talenti provenienti da Stati Uniti, Canada, Cina, Spagna e Germania.

I concerti della rassegna principale si svolgeranno all’Auditorium Vallisa di Bari, con appuntamento alle 21.00, e saranno preceduti da una breve guida all’ascolto di Stefania Gianfrancesco, giornalista e direttore amministrativo del Festival che, come di consueto, introdurrà il pubblico con garbo e competenza al programma della serata. Poiché però uno dei propositi del Bari International Music Festival è quello di portare l’eccellenza esecutiva dei concerti in tour anche in altre sedi baresi ed in altre località della Puglia, saranno previste fra l’altro delle repliche ad ingresso gratuito in luoghi come Monte Sant’Angelo (Foggia), nel millenario scenario del Santuario dell’Arcangelo Michele; Bitonto, nelle sale della bellissima Galleria Nazionale ‘Devanna’; Molfetta, presso l’auditorium della barocca chiesa di S. Domenico; Giovinazzo, presso la sede dell’Associazione Polifonica (QUI l’intero calendario, comprensivo degli eventi collaterali).

Abbordabilissimi i biglietti della rassegna: 15 euro per i singoli concerti alla Vallisa (ridotto per studenti: 10 euro) oppure 60 euro per l’abbonamento a tutti e 5 i concerti (40 euro ridotto). Poiché i posti sono a numero limitato è consigliabile prenotare il biglietto con anticipo (telefonando all’ufficio della Bari International Music Association – Tel: + 39 334 3727906 – dalle 9.00 alle 18.00 – da lunedì a Venerdì).

Ma il BIMF non è solo concerti di grande prestigio esecutivo. E’ anche Accademia, con uno dei programmi di musica solistica e da camera più interessanti in circolazione: una combinazione di lezioni individuali, lezioni di musica da camera, masterclass, esibizioni su palcoscenico, conferenze e altro ancora. Correlato ai corsi è previsto il Bari International Music Festival Prize che sarà conferito a un musicista, o gruppo di musicisti, che si sia distinto e che sarà inserito come ospite nel cartellone del BIMF 2014 (QUI tutto sui corsi dell’Accademia del BIMF).

Veniamo infine alle collaborazioni di questa giovane ma già così dinamica manifestazione: fra i partner spiccano l’Università degli Studi di Bari, il cui lungimirante Rettore ha messo a disposizione il Salone degli Affreschi dell’Ateneo per alcuni appuntamenti; la delegazione barese del Fondo per l’Ambiente Italiano e la Galleria Nazionale di Puglia con sede a Bitonto, la Provincia di Bari, che è partecipe con un piccolo contributo. Grande assente il Comune di Bari, a cui paradossalmente sembra non essere ancora arrivata l’eco del grandissimo successo di pubblico e critica della 1° edizione del BIMF; una disattenzione inspiegabile, peraltro compensata dall’attenzione di un discreto numero di sponsor canadesi che gli organizzatori sono riusciti magistralmente a coinvolgere attraverso un’operazione di raccolta fondi svoltasi tramite alcuni concerti tenuti all’estero. Non è mancato inoltre l’apprezzamento di istituzioni newyorkesi interessate all’acquisto di alcune delle produzioni concertistiche del BIMF. Insomma un Festival che da subito si è dimostrato essere una di quelle rare realtà in cui l’aggettivo “internazionale” non è usato a sproposito, oltre a risultare l’ennesima riprova di come le eccellenze nostrane – di qualunque settore esse siano – godano di alta considerazione all’estero più di quanto non ne godano in casa propria.

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