Teatro-Tempio di Pietravairano: il luogo dove storia e natura danno spettacolo

Campania - Complesso Teatro-Tempio sul monte San Nicola, Pietravairano (Caserta), con proposta ricostruttiva del Tempio - Ph. Università del Salento

Campania – Complesso Teatro-Tempio sul monte San Nicola, a Pietravairano (Caserta), con proposta ricostruttiva del Tempio – Ph. Università del Salento, Lecce | Video nel testo e photo gallery a fondo pagina

“Questo sito è una delle scoperte più spettacolari mai compiute nel Sud Italia”
Edward Bispham, Università di Oxford

di Enzo Garofalo

Tutto è cominciato una mattina di febbraio del 2000, una di quelle mattine fredde, luminose e senza vento, ideali per volare e fotografare; esattamente ciò che, cogliendo l’attimo, decise di fare Nicolino Lombardi, dirigente scolastico, studioso di storia locale e appassionato di ultraleggeri. Volteggiando nei cieli di Pietravairano, un borgo di appena 3 mila anime in provincia di Caserta, il suo sguardo punta verso il monte Urlano per osservare l’andamento di una cinta muraria megalitica che costeggia il versante sud della montagna, ma ecco che in località San Nicola osserva i ruderi di quello che presto si sarebbe rivelato uno spettacolare teatro-tempio di epoca romana tardo-repubblicana (II-I sec. a.C.).

Lombardi racconta di aver inizialmente guardato quei resti con scarso interesse, essendosi in precedenza fatto l’idea che appartenessero ad un edificio di età medievale. Ma questa volta c’era qualcosa di diverso, di molto più chiaro: “fu come vedere il tempio col colonnato ancora in piedi e il teatro con le gradinate colme di spettatori”. Il tempo di scattare numerose foto a varie altezze ed eccolo già a casa a confrontarle con altre prese in precedenza. Non c’erano più dubbi: a Pietravairano due preziose testimonianze della civiltà mediterranea riemergevano d’improvviso, “probabilmente ideate insieme e fuse in un’unica struttura, razionale e carica di senso religioso e perfettamente inserita nel contesto della natura circostante.” E’ iniziata così una splendida avventura archeologica intorno a questo sito unico nel suo genere, se non altro per la scenografica posizione in cima al monte, concepito – dai Romani vincitori o dalle élite italiche locali in vena di emulazione dei fasti capitolini – per essere esposto all’ammirazione di tutti, che fossero Sanniti, Sidicini, Romani o chiunque altro percorresse le strade di collegamento fra Lazio, Campania, Molise e Puglia.

UN VIAGGIO NEI MILLENNI FRA ORIZZONTI MOZZAFIATO

Siamo nel nord casertano, in quella parte di Campania compresa in antico nell’area storico-geografica del Sannio abitata dall’omonimo popolo italico che a partire dal IV sec. a.C. entrò in contatto con Roma, allora una potenza in piena ascesa la cui supremazia si affermò definitivamente in zona tra il 343 e il 290 a.C. con la vittoria nelle tre Guerre Sannitiche cui seguì un inesorabile processo di romanizzazione.

La nostra meta non è difficile da raggiungere. Si parte da Pietravairano, il Castrum Petrae di normanna memoria, borgo medievale affacciato a 250 metri di altezza su uno sperone orientale del Monte Catrevola, dotato di un suggestivo assetto urbanistico a gradinata e sede di una bella fortificazione angioina oltre che del Monastero Santuario di Santa Maria della Vigna, ricostruito nel ‘600 ma custode di una cripta originaria con affreschi tardogotici. Superato il centro storico, si raggiunge verso est la piccola frazione di Sant’Eremo da dove inizia un tragitto panoramico che consente di raggiungere a piedi, in circa 15 minuti di strada sterrata, il teatro-tempio romano situato a 410 metri di altezza, in un’area già interessata dalla presenza di una cinta muraria megalitica di età preromana. Una salita che consente di immergere lo sguardo in un paesaggio di grande bellezza prima di arrivare a chiedersi, di lì a poco, cosa ci facciano a quell’altezza un tempio e un teatro, qui da millenni simbolo perduto, e finalmente ritrovato, di quella sintesi mirabile di etica ed estetica e del legame fra rito e rappresentazione espressi dal teatro delle origini nel quale, parafrasando Platone, “la potenza del bene trova asilo nella natura del bello”. Del resto per gli antichi il tempio, così come il teatro, erano strumenti utili, ciascuno a suo modo, per interrogarsi sui significati più reconditi della vita.

I due elementi del complesso, il tempio e il teatro, il cui impianto secondo gli archeologi è frutto di un progetto unitario, concepito come tale fin dalle prime fasi di costruzione, sono posti su due terrazze a quote differenti e denotano la capacità delle maestranze di costruire strutture imponenti anche in luoghi impervi come questo: su quella inferiore troviamo il teatro del quale si conserva la cavea semicircolare, idonea a contenere diverse centinaia di persone, ricavata lungo il pendio naturale della collina sul modello dei teatri greci di cui troviamo significativi esempi nel Sud Italia, e la scaena, collocata lungo il margine meridionale della terrazza e munita di quattro contrafforti semicircolari.

Sulla terrazza superiore, resti visibili e rilievi planimetrici hanno mostrato invece la presenza di un tempio a pianta rettangolare, cosiddetto tuscanico, costituito da uno spazio antistante (pronao) a quattro colonne (tetrastilo) che introduce a tre ambienti (cellae) verosimilmente riservati alle statue della divinità. Sui lati, in corrispondenza delle colonne frontali, vi erano due vasche di raccolta dell’acqua piovana, di cui sopravvive solo quella orientale. Poco più a monte del tempio sono inoltre riemersi i resti di una torretta di avvistamento a pianta circolare, disposta su un basamento quadrangolare, la cui costruzione sembrerebbe coeva a quella del complesso tempio-teatro. Il ritrovamento di alcune sepolture, ricavate in alcuni spazi del complesso, ha permesso di datare l’abbandono della sua originaria funzione già al II sec. d.C., sebbene la frequentazione del luogo abbia avuto un seguito per altri scopi in età medievale [di seguito il video con la elaborazione del sito in 3D].

In attesa di ricavare ulteriori informazioni, non resta che abbandonarsi alla vertigine della contemplazione sulla sommità del monte, grazie a una vista che spazia a 360° su tutto l’alto casertano, alternando i massicci profili dei monti alla dolcezza di valli e pianure coltivate in geometrici appezzamenti, lungo territori attraversati dal sinuoso corso del fiume Volturno. La luce cambia col trascorrere delle ore e uno spettacolare tramonto vi sorprenderà togliendovi il fiato, mentre siete ancora là, fermi ad interrogare le enigmatiche pietre su cui poggiano i vostri piedi. E mentre ve ne state seduti su uno spalto del teatro, vi sembrerà di essere come sospesi nel vuoto, sulla prua di quella nave senza meta che si chiama Storia.

Non c’è dubbio che dinanzi a questo particolarissimo monumento, le domande iniziano ad accavallarsi in cerca di risposte che solo gli studiosi possono dare; perciò cercheremo di saperne di più interpellando uno degli archeologi pugliesi che hanno partecipato alle campagne di scavo: a lui è rivolta l’intervista che trovate nel seguente link:

INTERVISTA ALL’ARCHEOLOGO DARIO PANARITI: «IL TEATRO-TEMPIO E’ UN MONUMENTO ROMANO»

LE CAMPAGNE DI SCAVO

Sono ben otto le campagne di scavo che dal 2002 ad oggi hanno interessato il teatro-tempio di Pietravairano: le prime quattro effettuate in regime di convenzione tra l’Università del Salento e la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, sotto la direzione del prof. Gianluca Tagliamonte e del dott. Francesco Sirano, le altre condotte sempre dall’Università del Salento in virtù di una concessione triennale (2012-2014) rilasciata dalla Direzione Generale per le Antichità del MIBACT, con la direzione di Tagliamonte, il coordinamento di Luciano Rendina e l’assistenza di due giovani ricercatori tarantini (Dario Panariti e Luigi Cinque), autori anche delle interessantissime elaborazioni-video che vi presentiamo in questa occasione [nel video seguente elaborazione di computer grafica dedicata al Teatro-Tempio di Pietravairano]

Gli scavi oltre a permettere di delineare i principali elementi strutturali del complesso hanno restituito tutta una serie di reperti che vanno dai frammenti di tegole (alcuni con bollo in lingua latina) e coppi della copertura fittile del tempio ad elementi in laterizio costitutivi delle colonne della facciata, a rari frammenti di mattone, senza escludere frammenti ceramici da cucina e coppe a vernice nera, parti di lucerne e una consistente quantità di frammenti architettonici relativi alla decorazione del tempio, come sime fittili decorate con palmette a rilievo e gocciolatoi a forma di teste di leone finemente delineate, blocchetti di tufo grigio e frammenti di intonaco di colore bianco e rosso. Molta parte dei reperti sono stati ritrovati nella zona centrale del teatro per via del crollo del muro di sostruzione meridionale della terrazza su cui sorgeva il tempio. Nella cavea del teatro diversi sono poi i resti del sottile strato di malta che originariamente rivestiva le gradinate, molte delle quali sono ancora in buono stato di conservazione.

Gocciolatoio a protome leonina del tempio di Pietravairano (Ce) - Ph. Università del Salento, Lecce

Gocciolatoio a protome leonina del tempio di Pietravairano (Ce) – Ph. Università del Salento, Lecce

Grande è l’interesse che il rinvenimento e gli esiti degli scavi hanno suscitato nella comunità scientifica internazionale, oggetto fra l’altro di conferenze tenutesi ad Amsterdam, Lisbona e Parigi negli scorsi anni. Diversi studiosi stranieri hanno raggiunto Pietravairano e il Monte S. Nicola per rendersi personalmente conto dell’effettivo valore del sito, come ad es. nel 2015 il prof. Tesse D. Stek dell’Università di Leiden in Olanda, Jeremia Pelgrom direttore del Reale Istituto Olandese di Roma e il professor Edward Bispham dell’Università di Oxford, tutti e tre noti studiosi dell’antico Sannio e del processo di romanizzazione nell’Italia centro-meridionale.

IL CONTRIBUTO DI UN SINDACO ILLUMINATO

Francesco Zarone, sindaco di Pietravairano (Ce)

Francesco Zarone, sindaco di Pietravairano (Ce)

Fin dagli esordi nel 2009 della sua Amministrazione, il sindaco Francesco Zarone, classe 1968, si è posto fra gli obiettivi prioritari della sua azione politica quello di valorizzare il patrimonio culturale presente nel territorio di Pietravairano, augurandosi però in particolare “di essere ricordato in futuro come il Sindaco che da subito, e più di tutti, ha creduto, puntato, scommesso, sulla valorizzazione del complesso archeologico di Monte S. Nicola, lavorando con entusiasmo, slancio, passione e determinazione per far conoscere la magnifica scoperta e l’immensa risorsa che essa rappresenta”. Un auspicio più che legittimo per una persona che è riuscita, in un momento difficile come quello attuale, a razionalizzare risorse e a stimolare sinergie fra più soggetti, allo scopo di garantire lo studio, la divulgazione e la fruizione di uno dei siti archeologici più belli d’Italia.

In particolare, in occasione della campagna di scavo 2012-2014 il Comune di Pietravairano ha messo a disposizione una squadra di giovani operai selezionati per affiancare gli archeologi sul campo, fornendo in generale l’indispensabile supporto materiale e logistico alle operazioni di scavo, sulla base di un Protocollo di intesa siglato tra il Comune e l’Università del Salento, ma anche dell’entusiasmo che ha animato il sindaco, gli altri membri dell’Amministrazione e il personale degli uffici comunali. Il Comune ha inoltre raggiunto un’intesa con l’Amministrazione Provinciale di Caserta che ha messo a disposizione un buon numero di operai idraulici forestali, impegnati a migliorare la percorribilità e la messa in sicurezza dell’impervio sentiero di accesso all’area archeologica.

Non è mancato tuttavia anche l’apporto di privati cittadini che hanno offerto alloggio gratuito agli archeologi e spazi da utilizzare come laboratorio per lo studio e la catalogazione di reperti. Infine, uno dei maggiori successi del Comune di Pietravairano è stato quello di aver ottenuto un finanziamento di circa 2 milioni di euro dalla Regione Campania per attuare un recupero che – secondo dichiarazioni rilasciate di recente da Antonio Salerno, funzionario della Soprintendenza – dovrebbe completarsi entro fine anno con l’apertura ufficiale del sito alla pubblica fruizione: ”si tratta – ha detto Salerno – di un restauro funzionale e non soltanto conservativo, nel senso che il luogo sarà riportato al suo antico utilizzo nell’area del teatro, con l’allestimento di veri e propri spettacoli. La salita fino alla cima al monte sarà invece presto agevolata dalla installazione di una apposita cabina su rotaia, opzione alternativa alla suggestiva passeggiata che consente di godere delle bellezza paesaggistiche del luogo.”

Dai convegni ai seminari, alle visite guidate, a Pietravairano sono stati numerosi gli eventi che negli ultimi anni, parallelamente alle attività di scavo e restauro, hanno puntato i riflettori sul patrimonio archeologico del complesso teatro-tempio di Monte San Nicola, senza trascurare quello architettonico, storico-artistico e paesaggistico dei borghi medievali di Pietravairano e della sua frazione San Felice. Un patrimonio giacente e bisognoso di cure che l’amore di un sindaco per la propria terra punta – facendo rete con i comuni limitrofi che condividono le stesse radici culturali – a trasformare in ‘oggetto del desiderio’ di quanti ancora non conoscono questo angolo di Campania.

L’evento culturale di punta, riproposto ormai in diverse edizioni, è senza dubbio “Il Teatro ritrovato. Per la conoscenza e la valorizzazione del complesso archeologico del Monte San Nicola”, che si è guadagnato anche il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed ha suscitato grande interesse negli addetti ai lavori come nei semplici appassionati di archeologia. L’ultimo atto che ora rimane da compiere è dunque l’apertura ufficiale al pubblico del sito archeologico, a meritato coronamento di un percorso virtuoso che ha tutti i numeri per diventare un modello applicabile in quei luoghi d’Italia che ancora hanno un prezioso passato da mostrare e da raccontare.

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Teatro-Tempio di Pietravairano: il luogo dove storia e natura danno spettacolo

Veduta panoramica di Pietravairano (Ce)

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Ortofoto complessiva del Teatro-Tempio di Pietravairano (Ce), luglio 2015 - Ph. Università del Salento, Lecce

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Veduta aerea del complesso santuariale di Pietravairano (Ce) - Ph. Università del Salento, Lecce

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Ortofoto del complesso santuariale di Pietravairano (Ce) 2015 - Ph. Università del Salento, Lecce

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Veduta aerea del complesso santuariale di Pietravairano (Ce) - Ph. Università del Salento, Lecce

Teatro-Tempio di Pietravairano: il luogo dove storia e natura danno spettacolo

Veduta aerea del complesso santuariale di Pietravairano (Ce) - Ph. Università del Salento, Lecce

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Ortofoto del complesso santuariale di Pietravairano (Ce) 2015 - Ph. Università del Salento

Teatro-Tempio di Pietravairano: il luogo dove storia e natura danno spettacolo

Veduta aerea del complesso santuariale di Pietravairano (Ce) - Ph. Università del Salento, Lecce

Teatro-Tempio di Pietravairano: il luogo dove storia e natura danno spettacolo

Veduta aerea del complesso santuariale di Pietravairano (Ce) - Ph. Università del Salento, Lecce

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Veduta aerea del complesso con proposta ricostruttiva del Tempio di Pietravairano (Ce) - Ph. Dario Panariti per università del Salento, Lecce

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Ortofoto del Tempio di Pietravairano (Ce), aprile 2015 - Ph. Università del Salento, Lecce

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Veduta aerea del complesso santuariale di Pietravairano (Ce) - Ph. Università del Salento, Lecce

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Restauri nella terrazza superiore, lato sud, del Teatro-Tempio di Pietravairano (Ce) - Ph. Università del Salento, Lecce

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Restauri nell'area del Tempio di Pietravairano (Ce) - Ph. Università del Salento, Lecce

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Ortofoto del complesso santuariale di Pietravairano (Ce) 2014 - Ph. Università del Salento, Lece

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Ortofoto del sito di Pietravairano (Ce) 2013 - Ph. Università del Salento, Lecce

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Escursione al Teatro-Tempio nel 2011 - Ph. Università del Salento, Lecce

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Immagine aerea del complesso santuriale di Pietravairano (Ce), 2007 - Ph. Università del Salento, Lecce

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Immagine aerea del complesso santuriale di Pietravairano (Ce), 2007 - Ph. Università del Salento, Lecce

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Immagine aerea del complesso santuriale di Pietravairano (Ce), 2007 - Ph. Università del Salento, Lecce

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Veduta aerea del complesso di Pietravairano (Ce) 2007 - Ph. Università del Salento, Lecce

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Veduta aerea del complesso di Pietravairano (Ce) 2007 - Ph. Università del Salento, Lecce

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La foto della scoperta compiuta da Nicolino Lombardi nel 2000

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Planimetria del Tempio di Pietravairano (Ce) - Ph. Università del Salento, Lecce

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Ipotesi ricostruttiva della decorazione architettonica del Tempio di Pietravairano (Ce) - Ph. Dario Panariti per Università del Salento, Lecce

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Ipotesi ricostruttiva del Tempio di Pietravairano (Ce) - Ph. Dario Panariti per Università del Salento, Lecce

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Proposta ricostruttiva fronte meridionale del Tempio di Pietravairano (Ce) - Ph. Dario Panariti per università del Salento, Lecce

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Teatro di Pietravairano (Ce): fasi ricostruttive dell'edificio scenico - Ph. Dario Panariti per Università del Salento, Lecce

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Proposta ricostruttiva del Teatro-Tempio di Pietravairano (Ce), vista da Est - Ph. Dario Panariti per università del Salento, Lecce

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Proposta ricostruttiva del Teatro-Tempio di Pietravairano (Ce), vista dall'alto - Ph. Dario Panariti per università del Salento, Lecce

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Proposta ricostruttiva del Teatro-Tempio di Pietravairano (Ce), vista dall'alto - Ph. Dario Panariti per università del Salento, Lecce

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Proposta ricostruttiva del Teatro-Tempio di Pietravairano (Ce), vista dall'alto - Ph. Dario Panariti per università del Salento, Lecce

Bibliografia:

G. Tagliamonte, L.M. Rendina, L. Cinque, A. Natali, D. Panariti, Il teatro ritrovato – Il santuario di Monte S. Nicola a Pietravairano (CE): scavi e ricerche (anno 2013), Vitulazio, Piccola Editalia, 2014
G. Tagliamonte, L.M. Rendina, L. Cinque, A. Natali, D. Panariti, Il teatro ritrovato – Il santuario di Monte S. Nicola a Pietravairano (CE): la campagna di scavo dell’anno 2012, Vitulazio, Piccola Editalia, 2013
G. Tagliamonte, F. Sirano, L. M. Rendina, L. Cinque, D. Panariti, S. Zerilli, Il teatro ritrovato – Il complesso archeologico del Monte S. Nicola di Pietravairano, Formia, 2012

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