Sandra Savaglio, star dell’astrofisica internazionale, chiamata ad insegnare all’UNICAL. La scienziata cosentina: «E’ un evento straordinario»

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savaglio time

La copertina che nel 2004 il settimanale TIME dedicò all’astrofisica cosentina Sandra Savaglio

“Fare ricerca significa vincere la paura grazie alla curiosità”
Sandra Savaglio, al TEDx di Lecce 2013

di Kasia Burney Gargiulo

Calabrese, appena 45 anni, una miriade di premi vinti, ricercatrice in alcuni degli istituti di astrofisica più prestigiosi del mondo, una copertina sul TIME nel 2004, e un solo grande rammarico, quello di essere stata costretta a fuggir via dall’Italia per inseguire il suo sogno di studiosa delle stelle. E’ Sandra Savaglio, scienziata di origine cosentina che dopo la laurea e il dottorato in fisica all’Università della Calabria, è volata dapprima in Germania, dove si è conquistata il ruolo di Fellow e Senior Research Scientist presso lo European Southern Observatory (Monaco di Baviera), e poi negli USA quale docente di astrofisica alla Johns Hopkins University e allo Space Telescope Science Institute (Baltimora). Attualmente è impegnata in Germania, a Garching, presso il Max-Planck Institut per la Fisica Extraterrestre, nel Polo europeo di maggiore rilievo nel campo dell’astrofisica. Ma ecco giungere oggi la clamorosa notizia del suo rientro in Calabria, pronta ad insegnare Astrofisica presso l’Università in cui si è laureata, l’Unical. Un colpo grosso per il Dipartimento di Fisica, fiore all’occhiello del settore a livello nazionale. L’Ateneo di Arcavacata già ricco di risorse umane, è dunque riuscito ad accaparrarsi per chiamata diretta la protagonista di uno dei casi più noti ed eccellenti di fuga di cervelli italiani all’estero.

Ritornata nella sua terra d’origine in veste di docente ordinario di Astrofisica, Sandra Savaglio non ha potuto non esprimere il suo entusiasmo: “E’ un evento, da alcuni punti di vista, straordinario – dichiara con la giusta dose di orgoglio. “Vengo dal paese economicamente messo meglio per il finanziamento alla ricerca, cioè la Germania, e decido di andare in un posto depresso economicamente in Italia e in Europa. Ma a parte il fatto che è il mio luogo di origine, ad Arcavacata c’è un dipartimento di fisica che è un gioiellino per l’università, un fiore all’occhiello per la regione e per il Paese. Un ambiente che conosco bene e a cui sono legata da quando ho iniziato a studiare fisica. Un legame che non si è mai e poi mai spezzato e che ora mi rivuole indietro. Mi ha preparato  e poi mi ha mandato in giro per il mondo 24 anni fa, con l’idea di farmi imparare un mestiere, con il patto, che un giorno sarei tornata per trasmettere quella conoscenza. Forse non si immaginava che l’odissea sarebbe durata così a lungo ma finalmente ho l’opportunità di realizzare quella idea. La mia esperienza in astrofisica, nello studio dell’universo, della sua creazione ed evoluzione è al top, è arrivato il momento di tornare. Questo sarà il mio ruolo e la mia responsabilità nel Dipartimento di Fisica dell’Unical. Mi aspetto di avere a disposizione delle risorse umane (ovvero studenti e giovani ricercatori), e per quello non c’è crisi economica che regga. In Calabria le risorse umane nel campo della ricerca scientifica di base ci sono, molto più che in Germania. Ecco perchè – conclude –  sto vivendo un evento straordinario, nel senso etimologico della parole: fuori dall’ordinario, ovvero contrario al pensiero comune.”

”E’ un segnale di svolta il rientro in Calabria di Sandra Savaglio, una delle ricercatrici italiane piu’ importanti e conosciute”.  E’ quanto ha dichiarato l’assessore alla Cultura della Regione Calabria, Mario Caligiuri, commentando la decisione del Consiglio di Amministrazione dell’Università della Calabria di procedere alla chiamata diretta di Sandra Savaglio. Dalla Regione fanno sapere che l’ateneo calabrese ha utilizzato la normativa nazionale, che prevede la possibilita’ di chiamare ”studiosi stabilmente impegnati all’estero in attivita’ di ricerca o insegnamento a livello universitario da almeno un triennio, che ricoprono una posizione accademica equipollente in istituzioni universitarie o di ricerca estere”. La notizia di oggi è dunque il punto di arrivo di una procedura iniziata più di un anno e mezzo fa, quando il dipartimento di Fisica dell’Universita’ della Calabria aveva proposto l’iniziativa. La proposta era stata successivamente approvata dal Senato Accademico alla fine del mese di giugno 2012 e trasmessa al Ministero dell’Universita’ e della Ricerca Scientifica, che dopo la valutazione positiva di una commissione di esperti nominata sulla qualità del lavoro scientifico svolto dalla scienziata, ha autorizzato alla fine di ottobre 2013 la chiamata diretta, mettendo a disposizione la metà dei fondi economici necessari.

Vediamo ora di ripercorrere alcuni degli eventi più importanti che hanno finora caratterizzato la brillante carriera di Sandra Savaglio, frutto di una passione nata con Asimov, letto quasi per caso a 17 anni, in quarta liceo scientifico. Abbiamo già ricordato sopra alcuni dei prestigiosi istituti di ricerca presso i quali ha lavorato fino ad oggi e a ciò possiamo aggiungere che per le sue mani sono passati i più potenti telescopi del mondo fra ottici, infrarossi e ultravioletti (Very Large Telescope, Hubble Space Telescope, Spitzer Space Telescope, Herschel), grazie ai quali ha potuto esplorare l’universo delle galassie distanti, dell’arricchimento chimico dell’universo e dei fenomeni esplosivi. Fra le sue collaborazioni di prestigio ricordiamo quella con Riccardo Giacconi, fra il 1996 e il 1998, prima che lo scenziato italiano naturalizzato statunitense vincesse nel 2002 il Nobel per la Fisica; in quel periodo Giacconi dirigeva l’European Southern Observatory a Monaco di Baviera. Alla Johns Hopkins University di Baltimora Savaglio iniziò invece un programma di ricerca riguardanti le galassie in formazione, in collaborazione con il Prof. Karl Glazebrook e i suoi risultati così come quelli dei suoi collaboratori vennero pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature e poi ripresi dai più noti quotidiani americani, fra cui il New York Times. Presso l’Istituto Max Planck di Fisica Extraterrestre, dove lavora attualmente, si occupa di ricerca su “gamma-ray bursts” (GRB, ovvero esplosioni a raggi gamma) e nel 2005 ha creato il più grande database pubblico dedicato ai GRB e alle galassie che li ospitano, battezzandolo “Ghosts”.

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Una simpatica immagine di Sandra Savaglio, versione Halloween, che ancora compare nel suo profilo sul sito della John Hopkins University

Sandra Savaglio ha al suo attivo oltre centoventi pubblicazioni in riviste internazionali, in qualità di autrice o coautrice e nel 2006 ha pubblicato insieme a Mario Caligiuri, attuale Assessore alla Cultura della Regione Calabria, un libro-denuncia sul mondo della ricerca in Italia.

E proprio su quest’ultimo argomento, ha lasciato il segno l’intervista rilasciata nel gennaio 2004 al Corriere della Sera, proprio in concomitanza della ormai celebre copertina del TIME (v. foto di apertura) dall’emblematico titolo “How Europe lost its science stars” (Come l’Europa perde le sue star della scienza). In quella occasione la Savaglio ricordò le accuse di truffa rivoltele da chi pretendeva di occupare il suo posto dopo la sua vittoria a un concorso per l’Osservatorio romano di Monte Porzio. Fu un episodio sgradevole conclusosi con la sua assoluzione e con una seconda vittoria al concorso, e tuttavia tale da indurla – insieme allo stato generale della ricerca in Italia –  a trasferirsi all’estero, in paesi capaci di apprezzare “non l’esperienza, l’età, i gradi, ma la capacità di lavorare e raggiungere gli obiettivi”.

Ammise allora di aver provato sulla sua pelle che cosa significhi in Italia “sacrificarsi per nulla, studiare tanto, lavorare il doppio, per poi sentirsi soli e abbandonati a se stessi”, laddove all’estero per quanto si lavori anche di più, si ha la soddisfazione di vedersi riconoscere la bravura e il talento. In una parola vige la Meritocrazia, valore poco praticato in Italia dove imperano – stigmatizzò la scienziata – “sistemi antichi nei quali il valore dei singoli viene in secondo piano, e tutto affoga nel mare delle convenzioni e delle convenienze”. Un meccanismo perverso che blocca le carriere e spegne gli entusiasmi, di fronte alla cui esistenza Sandra fu posta fin dal tempo della sua laurea quando il relatore le disse con chiarezza che se avesse voluto fare una carriera soddisfacente sarebbe dovuta andare all’estero. L’astrofisica aveva quindi concluso l’intervista con una riflessione sulla situazione italiana, invocando un cambio di mentalità e la necessità di premiare il merito e dicendosi disposta a rientrare in italia anche guadagnando solo un terzo di quanto garantito all’estero, ma a patto che si cambiasse registro. Sandra oggi ha mantenuto la sua parola. Pertanto prendiamo il suo rientro a Cosenza come un bel segnale di cambiamento ma soprattutto come un augurio per il futuro di tutti quei giovani che vogliono restare in questo Paese a fare ricerca.
 
latuapubblicita2
 

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