PROVINCIA APRVTII. La presenza dei Cappuccini in Abruzzo in una carta del ‘600

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Abruzzo_Sud_Italia

Giovanni da Moncalieri (1578-1654), Provincia Aprutii Cum confinijs, Torino, 1649, incisione su rame, mm 218×317. Image courtesy of Sergio Trippini Studio Bibliografico – Stampe Antiche | Special thanks to Francesco and Sergio Trippini

di Ferruccio Cornicello*

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Giovanni da Moncalieri (1578-1654), Provincia Aprutii Cum confinijs, Torino, 1649, particolare.

La carta geografica in questione è contenuta nell’atlante tematico a stampa Chorographica descriptio Provinciarum et Conventuum Fratrum Minorum S. Francisci Capucinorum…,pensato come sussidio geografico alle visite pastorali, guida pratica e utile per calcolare le distanze tra i vari abitati. Strumento che permette inoltre al fruitore una visione la più completa possibile delle singole province dell’Ordine: consistenza del personale, luoghi di studio, numero e tipologia gerarchica dei centri religiosi, loro collocazione e diffusione sul territorio. Informazioni queste, che vengono riportate nell’atlante su un foglio separato, rilegato insieme alla carta geografica ma che la precede, ciascuno inciso diversamente, e riccamente inciso con decorazioni ornamenrtali in stile arabesco, con forme floreali e geometriche.

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Giovanni da Moncalieri (1578-1654), Provincia Aprutii Cum confinijs, Torino, 1649, particolare

Commissionato in un certo numero di copie ad uso interno dal 24° Ministro Generale dell’Ordine dei Cappuccini Giovanni da Moncalieri (Montecalerio), l’atlante viene pubblicato per la prima volta a Roma nel 1643. Viene ristampato negli anni successivi nelle edizioni Roma-Torino 1646, Torino 1649 e Torino 1654. Nel 1712 nella edizione stampata a Milano presso la Tipografia G. Pandolfo Malatesta esso riceve un aggiornamento generale basato sulle coordinate del De La Hire che portano ad una rielaborazione integrale degli atlanti apparsi nel secolo precedente. L’edizione milanese promossa dal 34° Ministro Generale P. Agostino de Tisana è curata dal frate Giovanni Battista da Montecassino, le incisioni sono di Simone Durelli e Michelangelo de Dinant. L’ultima edizione viene pubblicata sempre a Milano nel 1713 presso la stamperia A. Ramellati.

Il modello di riferimento della Chorographica descriptio è il manoscritto “su carta non comune di provenienza veneta” disegnato a penna e colorato a mano del 1632 del frate cappuccino e cartografo umbro Silvestro Pepi da Panicale (Panicale 1570 ca. – 1641), realizzato in appena due anni su commissione dell’allora vicario generale anch’egli umbro Girolamo da Narni. Anche se rispetto al manoscritto la Chorographica compie un importante passo in avanti apportando significative modifiche alla geocartografia scientifica in primis, agli apparati delle informazioni contenute, aggiornandole, e alle illustrazioni.

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Giovanni da Moncalieri (1578-1654), Provincia Aprutii Cum confinijs, Torino, 1649, particolare

Atlante, quello di padre Silvestro, che riveste importanza anche da un punto di vista storico poiché costituisce una novità culturale e un momento di vitalità della comunità monastica: è il primo del genere nella storia della chiesa e degli altri ordini religiosi. Noto oggi con il nome di “Atlante Cappuccino”, il manoscritto reca sul frontespizio considerato un vero e proprio monumento – “decorato con molteplici elementi architettonici e ornamentali: testine alate d’angiolini, maschere, festoni, arabeschi, fiori, volute, colonne tortili e una notevole varietà di motivi geometrici” – il titolo DESCRITTIONE GEOGRAFICA Delle Provincie d’Italia, di Spagna, Francia, e di Germania nelle quali fin’hora si è dilatata la Serafica Relig.ne de Pri. Capu:ni di SAN FRANCESCO.

Opera inedita quella di Fra Silvestro ritrovata negli armadi dell’Archivio dell’Istituto Storico Cappuccino a Roma, presentata al pubblico per la prima volta nel corso della mostra su L’Immagine di San Francesco nella Controriforma del 1982-1983 tenutasi nella città capitolina, pubblicata integralmente nel 1990 dopo un accurato restauro. L’atlante di Silvestro da Panicale è strutturato in una legatura in assi e pelle con borchie in ottone e rame, impressioni a freddo sui piatti, misura 285mm x 380mm, contiene 62 fogli e 49 carte geografiche.

A 11 anni dal suo servizio, riconosciuta l’importante utilità pratica dell’atlante di frate Silvestro, come si accennava, il nuovo Ministro Giovanni da Montecalerio diede incarico a tre frati di elaborare sulla base di quello manoscritto un nuovo atlante composto da 45 tavole: Ludovico da Monreale ( ? – 1675) della Provincia Umbra, Bernardo (Fustier) da Bordeaux (? – 1649) e Massimino da Guchen ( ? – 1655) entrambi della Provincia di Aquitania. Ai tre sarebbero da attibuire i disegni preparatori delle carte, mentre al cappuccino Gallo, pseudonimo di autore ancora ignoto, le incisioni, come si legge nella carta dell’Europa “humiles subditi FF. Bernard. Burdegalensis Concion. Ludovic à M. regali & Maximinus à Guchen sacerdotes offerunt. Gallus sculpsit”. Certa la collaborazione di Massimino da Guchen alla realizzazione dell’atlante di padre Silvestro.

La carta geografica qui rapprentata dal titolo Provincia Aprutii Cum confinijs è tratta dalla Chorographica descriptio edita a Torino nel 1649. Il titolo è scritto entro un elaborato cartiglio con volute collocato sul margine destro della carta. Il tondo con all’interno una scena di vita del fondatore dell’Ordine, San Francesco d’Assisi, è il sigillo identificativo della Provincia abruzzese che reca la scritta SIGILLVM P (ROVINCIÆ).

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Giovanni da Moncalieri (1578-1654), Provincia Aprutii Cum confinijs, Torino, 1649, particolare con figure di animali

In basso sul margine sinistro della carta troviamo invece due figure di animali e all’interno di una cornice una doppia scala miliare, la Milliaria Italiaca communia e la Milliaria Germanica communia. La carta, con reticolato, ha margine graduato su tutto il perimetro.

Gli elementi geografici riportati sulla mappa sono rappresentati molto schematicamente e in modo approssimativo, siamo ancora nell’ambito della cartografia pre-geodetica, anche in ragione del forte tematismo religioso che caratterizza l’elaborato. La delineazione della costa è rappresentata con ondulazioni approssimative e con la tecnica del tratteggio, l’orografia è affidata al disegno detto a mucchi di talpa. Quasi assenti i richiami alla vegetazione, all’ambiente naturale, e alle attività antropiche. Per l’idrografia sono da notare i vari ponti di attraversamento posti lungo il corso del Negra R. (fiume Nera) nella confinante Provincia S. Francisci corrispondente all’odierna Umbria e la figurazione dell’ormai scomparso Laco di Celano, olim Fucinus Lacus nella nostra. Sistema lacustre carsico endoreico nell’attuale Piana del Fùcino, oggetto di bonifiche sin dal tempo dei Romani, proseguite nel medioevo e in epoca moderna a partire da metà Ottocento quando inizia il suo prosciugamento con l’opera di bonifica intrapresa da una società francese prima, continuata dal duca A. Torlonia nella seconda meta del secolo poi , causando cosi la perdita dell’idronimo Lago di Celano con la scomparsa del bacino idrico. L’antico lago Forco secondo il poeta greco Licofrone, il lago dei Volsci per altri, il latino Fucinus che si collega all’etnico Fucentes associato da Gaio Plinio Secondo, noto come Plinio il Vecchio ( Como, 23 – Stabia 25 agosto 79) ai Marsi che abitavano le sponde orientali del lago, con probabile significato di “luogo melmoso”. Ritornando alla lettura della carta osserviamo un maggiore risalto grafico dato dall’autore agli abitati. I centri sedi di arcivescovadi e vescovadi vengono segnalati con una croce più sostenuta che campeggia sugli edifici.

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Giovanni da Moncalieri (1578-1654), Provincia Aprutii Cum confinijs, Torino, 1649, particolare con la ”statistica”

Complementare alla lettura della carta geografica è la “statistica” della Provincia in questione, riportata su un foglio separato dalla carta geografica inciso con decorazioni ornamentali in stile arabesco e un cartiglio con volute ed entro una cornice, che documenta 2 Arcivescovati, 6 Vescovati, 2 Luoghi di studi, 29 Conventi, 55 Predicatori, 84 Sacerdoti, 63 Chierici, 217 Laici e 483 frati in totale. Sono inoltre indicate le altre provincie cappuccine confinanti con la nostra sintetizzate nelle abbreviazioni Prov. della Marca, S.Franc., Roma, Napoli e Sant Ang. Province, che sulla carta geografica vengono invece chiamate, a testimonianza di un lavoro svolto a più mani non sempre coordinato, procedendo da Nord e in senso antiorario, con i termini in latino e in diversa grafia, come per altri toponimi, Provinciæ Piceni pars., Provinciæ S. Francisci pars., Provinciæ Romanæ pars., Provinciæ Neapolitanæ pars. e PROVINCIÆ S. ANGELI PARS.

Per approfondimenti:

– Almagià Roberto, Monumenta Italiae Cartographica, Sala Bolognese, Arnoldo Forni Editore,1980, ristampa anastatica edizione Firenze 1929.

– Almagià Roberto, Monumenta Cartographica Vaticana, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1944-1955, 4 voll.

– Bifolco Stefano – Ronca Fabrizio, Cartografia rara italiana: XVI secolo. L’Italia e i suoi territori. Catalogo ragionato delle carte a stampa, Roma, Edizioni Antiquarius, 2014.

– Borri Roberto, L’Italia nelle antiche carte dal Medioevo all’Unità nazionale, Scarmagno (TO), Priuli & Verlucca, 2010.

– Cremonini Dante, L’Italia nelle vedute e carte geografiche dal 1493 al 1894. Libri di viaggi e atlanti, Modena, Franco Cosimo Panini, vol. I 1995.

– Cremonini Dante, L’Italia nelle vedute e carte geografiche dal 1572 al 1894. Libri di viaggi e atlanti, Modena, Franco Cosimo Panini, vol. II, 2013.

– Gieben Servus ( a cura di), Atlante Cappuccinno. Opera inedita di Silvestro da Panicale (1632), Roma, Istituto Storico dei Cappuccini, 1990.

– French Josephine ( Editor), Ronald V. Tooley, Tooley’s Dictionary of Mapmakers, Riverside – Connecticut – USA, Early World Press, revised edition, 4 voll. 1999-2004.

– Schulz Jürgen, La cartografia tra scienza e arte. Carte e cartografi del Rinascimento italiano, Modena, Franco Cosimo Panini, 1990.

– Perini Marcus ( a cura di), Carlo Perini. L’Italia e le sue regioni nelle antiche carte geografiche, Verona, Libreria Antiquaria Perini, 1996.

– Mattioli Anselmo (a cura di), Silvestro Pepi da Panicale e il suo atlante, Perugia, Biblioteca OASIS, 1993.

– Melelli Alberto, L’Atlante Cappuccino: notazioni storico-geocartografiche, in Mattioli Anselmo (a cura di), Silvestro Pepi da Panicale e il suo atlante, Perugia, Biblioteca OASIS, 1993.

– Thieme Ulrich – Becker Felix- Vollmer Hans, Allgemeines Lexikon der bildenden Künstler von der Antike bis zur Gegenwart, Leipzig, E.A. Seemann Verlag, 1907-1962, 43 voll.

– Valenti Paola – Valerio Vladimiro (a cura di), Apparati decorativi. Figurazioni e decorazioni nella cartografia italiana dal ‘400 all‘800, V Seminario di Studi, Associazione “ Roberto Almagià” Collezionisti Italiani di Cartografia Antica, Sant’Anatolia di Narco (PG) 25-26-27 giugno 2010, Terni, Associazione “Roberto Almagià” Collezionisti Italiani di Cartografia Antica, 2010.

– Valerio Vladimiro ( a cura di), L’Italia e le sue regioni nella bottega dell’incisore. Venezia e Roma nel ‘500, Associazione “Roberto Almagià” – Collezionisti Italiani di Cartografia Antica, III Seminario di Studi, Comune di Sant’Anatolia di Narco (PG) 30 maggio – 1 giugno 2008, Città di Castello (PG), Artegraf, 2008.

– Valerio Vladimiro, Atlanti italiani dall’invenzione della stampa all’affermazione della litografia, in La Cartografia Italiana, Cicle de conferences sobre Historia de la Cartografia, Barcelona, Institut Cartografic de Catalunya, 1993.

– Woodward David (edited by), The History of Cartography, vol III, part 1, Cartography in the European Renaissance, Chicago & London, The University of Chicago Press, 2007.

– Woodward David, Cartografia a stampa nell’Italia del Rinascimento, Edizioni Sylvestre Bonnard, Milano, 2002.

– Woodward David (edited by), Art and Cartography. Six historical essay, Chicago and London, The University of Chicago Press, 1997.

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* Socio dell’Associazione Culturale “Roberto Almagià” – Associazione Italiana Collezionisti di Cartografia Antica

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