Omero nel Baltico. Il Sud erede di un’epopea nata nelle fredde regioni del Nord Europa

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di Redazione FdS

I popoli migrano e con essi migrano idee, usanze e tradizioni, spesso riambientate nei luoghi di destinazione. Lo dimostrano le connessioni apparentemente misteriose non di rado esistenti fra certe civiltà e le loro usanze. Nel caso del libro di cui stiamo per parlarvi il fenomeno riguarda alcune tradizioni intorno alle quali si è costruita tanta parte dell’identità culturale dei popoli di area mediterranea, Italia compresa; di esse l’autore del volume offre una chiave di lettura rivoluzionaria. Parliamo delle vicende riportate nei poemi omerici e del libro di Felice Vinci “Omero nel Baltico” (Palombi editori), il quale sposta nel profondo nord dell’Europa le radici di epopee guerresche e mitologiche che siamo tutti abituati ad immaginare ambientate appunto nel Mediterraneo e soprattutto nel Sud dell’Italia.

Si tratta di una tesi argomentatissima e integrata da numerosi documenti, che nel corso delle diverse edizioni del libro (è arrivato alla 5a) sono andati accrescendosi sempre più, ma soprattutto si tratta della prova di come i rapporti etnici e culturali fra i popoli siano molto più complessi e ricchi di correlazioni di quanto non riescano ad immaginare gli ottusi sostenitori di pregiudizi e rigide divisioni fra Nord e Sud dell’Europa o del mondo. E’ importante sottolineare come la scoperta di Vinci nulla tolga al valore e all’importanza che per noi hanno avuto certe tradizioni nella misura in cui sono state assimilate fino al punto da entrare nello stesso dna della nostra cultura. E’ quanto mette in evidenza anche Rosa Calzecchi Onesti, celebre traduttrice italiana dei poemi omerici, la quale nella sua presentazione dell’ultima edizione del volume di Vinci scrive: “In realtà né Schliemann né tutte le successive ricerche, anche a Micene, a Tirinto e nel Pilo sabbioso, sono in questione, una volta accettata l’idea che, cambiata la situazione climatica nelle terre del Baltico, le popolazioni che fuggirono verso il sud in cerca di climi migliori, si portarono naturalmente dietro, come la loro lingua, le loro tradizioni e saghe e leggende e le situarono nella nuova terra, anche se la conformazione geografica era molto diversa”.

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Il reale scenario dell’Iliade e dell’Odissea sarebbe dunque identifìcabile non nel mar Mediterraneo, dove da’ adito ad innumerevoli incongruenze (un clima sistematicamente freddo e perturbato, battaglie che proseguono durante la notte, eroi biondi intabarrati in pesanti mantelli di lana, fiumi che invertono il loro corso, il Peloponneso pianeggiante, isole e popoli introvabili…), ma nell’Europa settentrionale. Le saghe che hanno dato origine ai due poemi provengono dal Baltico e dalla Scandinavia, dove nel II millennio a.C. fioriva una splendida età del bronzo e dove sono tuttora identificabili molti luoghi omerici, fra cui Troia e Itaca; le portarono in Grecia, in seguito al tracollo dell’optimum climatico, i grandi navigatori che nel XVI secolo a.C. fondarono la civiltà micenea: essi ricostruirono nel Mediterraneo il loro mondo originario, in cui si erano svolte la guerra di Troia e le altre vicende della mitologia greca, e perpetuarono di generazione in generazione, trasmettendolo poi alle epoche successive, il ricordo dei tempi eroici e delle gesta compiute dai loro antenati nella patria perduta. La messa per iscritto di questa antichissima tradizione orale, avvenuta in seguito all’introduzione della scrittura alfabetica in Grecia, attorno all’VIII secolo a.C., avrebbe poi portato alla stesura dei due poemi nella forma attuale.

Come dicevamo il libro “Omero nel Baltico” di Felice Vinci è giunto alla sua quinta edizione; non si tratta di una semplice ristampa ma di un lavoro integrato da numerose novità:  l’autore aggiunge al quadro già consolidato, i risultati di nuove indagini e approfondimenti, non solo suoi ma anche di altri studiosi che hanno preso in esame la materia e che hanno già affascinato il pubblico americano. Importante il contributo del prof. Tripodi, cui si deve il resoconto di un sopralluogo nella Troia finnica, la Troia omerica; la mappa del geografo medievale Adamo di Brema in cui i Ciclopi sono collocati lungo la costa della Norvegia settentrionale e tante curiosità ancora. Ulteriori conferme alla teoria che costituisce un punto di partenza per un mondo, quello dell’età del bronzo nordica ancora pressoché inesplorato.
 
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