Nel blu dipinto di blu: a Polignano gli spettacolari tuffi del Red Bull Cliff Diving World Series 2015

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Puglia - Un momento della competizione maschile al Red Bull Cliff Diving World Series 2015, Polignano a Mare (Bari) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Puglia – Un momento della competizione maschile al Red Bull Cliff Diving World Series 2015, Polignano a Mare (Bari) – Ph. © Ferruccio Cornicello

di Ferruccio Cornicello

Polignano a Mare: il pubblico sulla spiaggia di Lama Monachile per assistere ai tuffi del Red Bull Cliff Diving World Series 2015 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Polignano a Mare: il pubblico sulla spiaggia di Lama Monachile per assistere ai tuffi del Red Bull Cliff Diving World Series 2015 – Ph. © Ferruccio Cornicello

Un fine settimana all’insegna dello sport estremo e delle emozioni quello che si è appena concluso nella cittadina pugliese di Polignano a Mare. Complici le favorevoli condizioni meteoclimatiche che hanno permesso lo svolgersi della competizione ed esaltato le bellezze ambientali e urbanistiche dell’abitato e in particolare del suo nucleo medievale. Situato a picco sul mare Adriatico, il borgo gode di uno dei punti più suggestivi del paesaggio costiero pugliese, caratterizzato dalla presenza di numerose insenature, grotte e lame, solchi carsici di antichi corsi d’acqua di varia ampiezza e poco profondi che dalla Murgia discendono verso il mare.

L’abitato della Città Metropolitana di Bari ha infatti ospitato, sabato 12 e domenica 13 settembre, la due giorni della settima e penultima tappa del Red Bull Cliff Diving World Series 2015, l’adrenalinico campionato mondiale di tuffi dalle grandi altezze. Per Polignano, unica tappa italiana nella storia della competizione, è stato un grande ritorno nel circuito mondiale delle disciplina dopo 5 anni dall’ultima edizione ospitata, la terza dal 2009.

Il pubblico assiepato sulla scogliera di Polignano a Mare per assistere ai tuffi del Red Bull Cliff Diving World Series 2015 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Il pubblico assiepato sulla scogliera di Polignano a Mare  – Ph. © Ferruccio Cornicello

Un weekend attesissimo per le 55 mila persone (il doppio delle presenze rispetto all’edizione del 2010) di ogni età che hanno assistito alla competizione sportiva, giunte da ogni parte d’Italia. Una vera e propria marea umana calorosa, entusiasta ed emozionata che ha letteralmente invaso il borgo pugliese occupando ogni posto di osservazione utile sullo splendido anfiteatro naturale di Lama Monachile, luogo di svolgimento delle gare: sul lungomare Domenico Modugno, sulla scogliera prospiciente le piattaforme di lancio, sul Ponte di Lama Monachile (l’antica via Traiana) e sull’omonima e suggestiva spiaggia sul fondo della gravina caratterizzata da alte pareti rivestite di fichi d’india, e infine sulle centinaia di natanti di ogni tipo presenti in mare.

Le sessioni di warm-up e le gare del 12 e 13 settembre

Ph. © Ferruccio Cornicello

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Entusiasmanti e mozzafiato, supportate da un affascinato e caloroso pubblico con il fiato sospeso ad ogni lancio, le performance dei tuffatori e delle tuffatrici durante le sessioni di riscaldamento e le accesissime gare di questa tappa italiana del Cliff Diving, sport estremo nato sul finire del ‘700 sull’isola di Maui nell’arcipelago delle Hawaii, dove la leggenda narra che l’ultimo sovrano usava praticare il “Lele Kawa” ovvero tuffarsi dalle alte scogliere obbligando anche i suoi guerrieri a compiere questo rito di iniziazione.

I tuffi sono stati eseguiti dagli atleti e dalle atlete senza protezione alcuna lanciandosi da due piattaforme rigide artificiali sovrapposte montate a strapiombo nell’inusuale e inedita location di una terrazza di una casa privata ( si attraversa il salotto dell’abitazione per raggiungere le piattaforme!) costruita sulla scogliera del Bastione di Santo Stefano. La piattaforma di lancio della categoria femminile posta a 21,8 mt di altezza dalla superficie del mare, quella della categoria maschile posizionata invece al di sopra della precedente a ben 27 mt ovvero ad un’altezza tre volte superiore a quella dei tuffi olimpici. Misure da brividi che sfidano la legge di gravità e lanciano il corpo del diver in 3 secondi ad una velocità che può sfiorare i 90 Km/h!

Ph. © Ferruccio Cornicello

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Ventidue i divers presenti nella tappa Polignanese, provenienti da diverse nazionalità e dai cinque continenti, divisi in titolari e Wildcards, atleti che partecipano alla tappa di Polignano. Quattordici i tuffatori tra cui 10 titolari – Gary Hunt, Orlando Duque, Jonathan Paredes, Michal Navratil, Andy Jones, Blake Alridge, Artem Silchenko, David Colturi, Steven LoBue e Jucelino Junior – e 4 Wildcard – Alessandro De Rose, Kris Kolanus,, Jose Wilker e Sergio Guzman. Otto invece le tuffatrici nella competizione femminile, 4 titolari – Rachelle Simpson, Ginger Huber, Anna Baber e Adriana Jimenez – e 4 Wildcard – Yana Nestsiarava, Cesilie Carlton, Lysanne Richard e Jacqueline Valente.

GUARDA LA PHOTO GALLERY DEL 12 SETTEMBRE

Tra i competitori e pretendenti al titolo mondiale maschile del 2015 il veterano colombiano Orlando Duque ( 40 anni compiuti lo scorso anno), detentore nei sui 15 anni di attività di 12 titoli e due record mondiali. Uno dei due record è quello di essere l’unico tuffatore che ad oggi è riuscito ad ottenere un 10 pieno (il punteggio varia da 0 a 10) da tutti i giudici durante la Cliff World Championship a Kaunolu alle Hawaii nel 2000.

Ph. © Ferruccio Cornicello

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Ma la vera star di questo sport è Il britannico Gary Hunt, classe ’84, campione in carica della World Series, vincitore del titolo per tre anni consecutivi (2010, 2011, 2012), detentore di sei vittorie su sette nell’attuale edizione. Ritenuto il tuffatore più innovativo di questo sport il repertorio esibito da Hunt ha compreso anche il Triple Quad, il primo tuffo concepito esclusivamente per il cliff diving che consiste in tre salti mortali e quattro avvvitamenti e presenta il più alto coefficiente di difficoltà in assoluto pari a 6,2.

Un solo italiano in gara, tra le Wildcard, il giovane e grintoso calabrese nato a Cosenza che vive a Trieste Alessandro De Rose, classe ’92, promettente atleta che dichiara di tuffarsi da quanto aveva cinque anni.

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Questa tappa italiana del campionato mondiale femminile è stata vinta dalla tuffatrice statunitense Rachelle Simpson, al secondo posto si è posizionata l’altra statunitense Ginger Leigh Huber e al terzo la bielorussa Yana Nestsiarava (Wildcard). Con la tappa di Polignano, la terza dopo quelle di Stati Uniti e Portogallo, si è anche conclusa la Women’s World Series, istituita nel 2014, che ha incoronato e riconfermato campionessa mondiale per il secondo anno consecutivo la statunitense Rachelle Simpson.

Ph. © Ferruccio Cornicello

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Il vincitore della competizione mondiale maschile di questa settima e penultima tappa della World Series è stato il britannico Gary Hunt, seguito da colombiano Orlando Duque e dal messicano Jonathan Paredes rispettivamente posizionati sul secondo e terzo gradino del podio. Nella classifica generale di questa edizione 2015 sono ancora loro ad occupare le medesime posizini rispettivamente con 1290, 810 e 779 punti. La vera sfida per conquistare un posto per le 6 qualificazioni automatiche per la stagione 2016 si disputerà però tra gli atleti posizionati nella classifica generale dalla quarta posizine in giù e vedrà coinvolti i tuffatori Blake Alridge, David Colturi, Andy Jones, Artem Silchenko e Michal Navratil.

Cinque i componenti della giuria internazionale guidata dall’italiano Claudio De Miro che hanno valutato le evoluzioni dei divers in gara che si sono esibiti in questo weekend scegliendo e combinando, con un numero variabile di salti mortali, varie tipologie di tuffi, suddivisi nelle categorie di avanti, indietro, ritornato, rovesciato, avvitamento e verticale, e quelli in cui il corpo assume, durante il lancio, le posizioni di teso, carpiato, raggruppato e libero. Ogni tuffo comporta un diverso grado di difficoltà e viene misurato da un coefficiente variabile stabilito dall’Higt Diving Alliance tenendo conto del numero di salti mortali e del numero degli avvitamenti.

La giuria internazionale - Ph. © Ferruccio Cornicello

La giuria internazionale – Ph. © Ferruccio Cornicello

Tra gli ospiti presenti nella giornata conclusiva della World Series anche la campionessa mondiale di tuffi Tania Cagnotto, figlia d’arte, considerata la più grande tuffatrice italiana di tutti i tempi ed unica tuffatrice europea che detiene il maggior numero di podi in carriera.

Iniziata il 25 aprile scorso a Cartegena de Indias, città situata sulle coste settentrionali della Colombia nel Mare dei Caraibi, la World Series terminerà sabato prossimo 26 settembre a Bilbao, città posta lungo la costa dell’oceano Atlantico, nel golfo di Biscaglia nella parte settentrionale della penisola iberica. La location di quella che si prospetta come un’avvincente finalissima, dove verrà incoronato il nuovo campione mondiale nella categoria maschile dell’edizione 2015 della World Series e dove si conosceranno i nomi dei 6 atleti che conquisteranno la qualificazione automatica per la stagione 2016, sarà il Puente de La Salve nell’omonimo quartiere lungo il fiume Nervión. A fare da suggestivo sfondo alla chiusura della stagione 2015 della competizione sarà l’imponente e spettacolare struttura architettonica in titanio del Museo Guggenheim, museo di arte contemporanea, principale attrazione turistica e simbolo oggi di Bilbao nel mondo. Quella della città basca sarà anche l’occasione per festeggiare la cinquantesima tappa della storia della Red Bull Cliff Diving World Series, raggiunta dopo aver fatto il giro del mondo in sette anni toccando ben 23 paesi diversi. La finale potrà essere seguita in diretta streaming su www.redbullcliffdiving.com e su Red Bull TV.

La giornata finale dell’evento si è conclusa con una sorpresa per il pubblico presente che ha visto all’improvviso volare nel cielo blu dipinto di blu e tuffarsi nelle verdi acque cristalline del meraviglioso mare antistante Polignano perfino “Superman”…interpretato dal diver Michal Navratil soprannominato “Supratil” per le somiglianti posizioni di lancio con il celeberrimo supereroe che l’atleta assume durante le sue esibizioni.

Nella luminosa bellezza mediterranea di Polignano non sono infine passate inosservate due importanti “presenze” che hanno voluto richiamare l’attenzione sul pericolo a cui tale bellezza è esposta nella prospettiva, ormai realistica ed imminente, che l’Adriatico diventi oggetto di ricerche petrolifere da parte delle multinazionali degli idrocarburi: ci riferiamo allo striscione #NOTRIVELDAY e a quello con l’hashtag #difendiamolabellezza che gruppi di cittadini hanno voluto esporre per l’occasione. Un significativo momento di riflessione sociale e ambientale a cui ci sentiamo di aderire in coerenza con la consueta sensibilità del nostro magazine verso questi temi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Veduta aerea di Polignano a Mare - Ph. by Red Bull Clif Diving World Series 2015

Veduta aerea di Polignano a Mare (Bari) – Ph. by Red Bull Clif Diving World Series 2015

 
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