Negozioadomicilio. Dalla Calabria una piattaforma gratuita di e-commerce per sostenere i piccoli esercenti

Una tipica salumeria italiana

Una tipica salumeria italiana

di Redazione FdS

Si chiama Negozioadomicilio.it ed è il risultato dell’impegno volontario di un gruppo di ingegneri gestionali e informatici, esperti di Economia del Turismo e webmaster. Si tratta di una piattaforma web per tentare una risposta  ”a misura d’uomo” alla crisi economica e sociale generata dalla epidemia da coronavirus che ha ormai raggiunto pressoché tutti i Paesi del mondo; una crisi che il Fondo Monetario Internazionale ha definito “il peggior calo della crescita globale dalla Grande Depressione del 1929″. La necessità per il tessuto economico italiano di fronteggiare questo evento estremo, sta imponendo ai piccoli esercenti e a tutti i piccoli imprenditori un cambio delle loro abitudini nella promozione e nella commercializzazione dei loro prodotti e servizi, con scelte destinate a valere per il presente ma anche per l’immediato futuro.

Il sistema proposto attraverso la piattaforma, lanciata in Calabria ma rivolta a operatori e utenti nazionali, ha origine dalle competenze scientifiche di un team di esperti sparsi in tutta Italia e punta a contribuire alla ripartenza dell’economia dei piccoli imprenditori che sono stati costretti a chiudere. Esso è concepito come un “centro commerciale virtuale”, nel quale, chiunque ne abbia i requisiti, può aprire il suo store senza costi di iscrizione né spese di commissione sulle venditeNegozioadomicilio.it è semplice, intuitivo, personalizzabile, capace di accogliere l’intero ecosistema economico, a disposizione dei piccoli negozi di prossimità per continuare a rimanere accanto ai propri clienti senza alcun investimento, se non di tempo, per la gestione del proprio negozio e del supporto ai clienti stessi. Insomma un modo per stare accanto a questo tessuto economico di microimprese aiutandole ad affrontare il futuro.

Ma cosa si intende esattamente per ”negozi di prossimità”? Sono quelle piccole realtà commerciali di quartiere che da sempre, oltre allo scambio di beni e servizi, offrono qualcosa in più ai cittadini e cioè il fatto di svolgere una funzione di presidio sociale, spesso animando le vie meno centrali di città e borghi, creando rapporti confidenziali se non di amicizia tra gestori e clienti; realtà di commercio al dettaglio tipiche del tessuto urbano italiano sebbene da anni decimate dalla spropositata concorrenza di grande distribuzione, centri commerciali e acquisti online. Cellule economiche (almeno quelle finora sopravvissute a dispetto di tutto), per le quali la crisi pandemica rischia di essere del tutto esiziale. La strategia di diffusione adottata – spiegano gli autori del progetto - è quella del “passa parola” e del coinvolgimento delle istituzioni locali e nazionali, che si spera diano un supporto alla diffusione di questa opportunità per le attività commerciali di #rimanerevicinoaipropriclienti e per i clienti di #rimanerevicinoaiproprinegozi. In un momento come questo che stiamo vivendo, il piccolo contributo di tutti è la più grande forza che possiamo mettere in campo.

L’ingegnere informatico Domenico Corchiola, portavoce del gruppo di promotori del progetto – intervistato da Adele Filice per la testata CalabriaLibre – ha spiegato come l’iniziativa sia nata dalla volontà di rendersi socialmente utili in un momento di estrema difficoltà come quello che stiamo vivendo.“Accanto a questa considerazione, scaturita dal cuore – ha però aggiunto Corchiola – è seguita anche una riflessione più logica” e cioè che “se in questo momento, non prendiamo a cuore le sorti delle piccole imprese, delle microeconomie di prossimità, del negozietto che non può reggere il confronto con la grande catena di supermercati sorretta dalla grande distribuzione, in poco tempo assisteremo alla scomparsa di quel tessuto economico che è stato l’anima della ripresa del Paese dal dopoguerra in poi. E anche noi, professionisti nei servizi, abbiamo bisogno della presenza delle piccole imprese per svolgere la nostra professione. Non possiamo sempre e solo contare sui “grandi”. E in ultimo, ma non per ultimo, è da considerare qualche risvolto occupazionale futuro, quale potrebbe essere, ad esempio, una rete di operatori che si occupi della spedizione e del trasporto”. La palla passa dunque ora agli esercenti, che potranno allestire sul sito il loro negozio virtuale, e ai clienti che, costretti in casa dalla quarantena, potranno usufruire di un comodo servizio di consegna domiciliare dei beni acquistati; servizio che potrà rimanere utile anche quando – si spera il prima possibile – il negozio di prossimità tornerà ad essere fisicamente uno dei luoghi cardine della socialità quotidiana.

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