Napoli seduce anche Givenchy che vi ambienta il lookbook della pre-collezione Spring 2017

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La modella Mariacarla Boscono posa per Givenchy nel Chiostro di S. Domenico Maggiore, Napoli - Ph. © Max and Patrick

La modella Mariacarla Boscono posa per Givenchy nel Chiostro di S. Domenico Maggiore, Napoli – Ph. © Max and Patrick | Photo gallery a centro pagina | Video a fondo pagina

di Kasia Burney Gargiulo

Bellezza e decadenza, marmi ricchi di storia e cemento armato senza una storia, architetture auliche e quartieri popolari: sono alcuni degli stridenti contrasti di una città iperbolica come Napoli scelti a sfondo dell’ultima campagna di comunicazione di Givenchy, la celebre maison parigina dell’alta moda.

Non si è ancora spenta l’eco della trionfale sortita napoletana di Dolce & Gabbana e già si scopre che Partenope ha sedotto, quasi in contemporanea, una delle più prestigiose case di moda del mondo, quella che, per intenderci, ha avuto come testimonial Audrey Hepburn, insuperata icona di stile. A volere Napoli quale set del lookbook e di un video della pre-collezione Spring 2017, il direttore creativo di Givenchy, l’italiano Riccardo Tisci, che di Sud ne sa qualcosa essendo nato 41 anni fa a Taranto da genitori di Palagianello. Circa una settimana fa Tisci, che ha letteralmente riportato a nuova vita la maison francese dopo l’archiviazione dell’era Galliano e McQueen, era infatti a Napoli per individuare le location in cui ambientare lo shooting fotografico e lo spot.

La campagna, affidata al duo Max Von Gumppenberg & Patrick Bienert e, per le riprese video, a Matt Lambert, ha visto per le vie della città top model del calibro di Mariacarla Boscono, Bella Hadid, Greta Varlese, Matilde Rastelli e i modelli Alessio Pozzi e Mario Brugioni, impegnati con i fotografi in un’operazione di segno diverso rispetto a quella di D&G. Tisci e la curatrice dello styling Katy England, hanno infatti preferito far “interloquire” le creazioni Givenchy direttamente con il contesto urbano giocando sul loro rapporto di armonia o di stimolante contrasto con la città, senza interazione con la popolazione locale. Un modo diverso, ma non meno suggestivo, di guardare Napoli, città mai banale e set ideale per le più estrose creatività.

Napoli seduce anche Givenchy che vi ambienta il lookbook della pre-collezione Spring 2017

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Images: © Max & Patrick

Ecco allora il Porto, il chiostro del complesso di San Domenico Maggiore e i vicoli dei Quartieri Spagnoli, popolarsi delle forme e dei colori di una moda prossima ventura, affidata all’estro di un genio dell’haute couture che, come Domenico Dolce e Stefano Gabbana, ha voluto sottolineare il proprio entusiasmo per Napoli, definendola una città meravigliosa e un centro culturale di cui il mondo non può fare a meno; un luogo che a dispetto delle tante ombre che ancora l’affliggono riesce sempre a celebrare la vita, la bellezza, la sensualità.

E pensare che fino ad oggi l’alta moda ha avuto occhi solo per le metropoli più à la page come Parigi, New York, Milano, Roma, sia per i grandi eventi di presentazione che per le campagne fotografiche. Che sia l’inizio di un suo “decentramento” fuori dai circuiti canonici? Vedremo. Intanto i creativi hanno bisogno di sempre nuovi stimoli e senza dubbio l’Italia, anche quella finora trascurata o erroneamente definita “minore”, ne ha molti da offrire, se solo ci si leva le lenti deformanti del pregiudizio. Riccardo Tisci ammette di aver riscoperto un’Italia depositaria di una cultura invidiabile, di risorse straordinarie e di bellezze mozzafiato, da cercare e da mostrare anche al di fuori dei luoghi tradizionalmente preposti alla grande moda.

Dal crudo realismo dei Quartieri Spagnoli, con panni appesi, stenditoi in strada e scooter addossati ai muri, alle atmosfere postmoderne del Porto sullo sfondo del palazzo del Culp, la compagnia dei lavoratori portuali, all’ascetica bellezza del complesso conventuale di S. Domenico Maggiore, Napoli si fa dunque teatro di una collezione dal taglio modernissimo e al tempo stesso elegante, giocata fra le suggestioni della scena musicale underground anni ’90, i canoni più classici della maison francese e uno stile urbano aperto a contemporanee sperimentazioni, con risultati di grande eclettismo. Il tutto in perfetta sintonia con Napoli, città eclettica per definizione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

 
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