Napoli: dai depositi di Palazzo Reale spunta un pregiato tappeto di re Luigi XIV°

Il tappeto che Luigi XIV volle per il Louvre, Palazzo Reale, Napoli

Il tappeto che Luigi XIV volle per il Louvre, Palazzo Reale, Napoli

Il prezioso manufatto fu commissionato nel 1668 dal “Re Sole” per il palazzo del Louvre

di Redazione FdS

In Italia gli ”scavi” non sono solo quelli archeologici; anche i secoli della cosiddetta ”età moderna” possono riservare sorprese quando qualche ”illuminato” decide di mettere mano a depositi e archivi, che nel nostro Paese sono troppo spesso il regno dell’oblio. Rimasto a lungo ”sepolto” nei depositi di Palazzo Reale a Napoli in attesa di restauro, un prezioso manufatto è tornato alla luce mentre si stava procedendo a una schedatura degli oggetti conservati nelle sale dell’Appartamento Storico: si tratta del primo di 93 tappeti commissionati da Luigi XIV per la Grand Galerie del Louvre, eseguiti tra il 1668 e il 1688 dalla Manifattura della Savonnerie e realizzato su cartone di Charles Le Brun, pittore del re, con il titolo de Le quattro parti del mondo. Esso – spiega la storica dell’arte Alessandra Cosmi – costituiva una sorta di “introduzione” all’intera serie, concepita secondo un preciso programma; in base alla ricostruzione dello studioso Wolf Burchard, il tappeto era collocato di fronte all’ingresso della Grande Galerie, precisamente nel Salon Carré, ambiente del Louvre in cui oggi è esposta la pittura italiana. Al centro del manufatto è visibile il volto di Apollo collocato all’interno di un sole raggiante mentre negli angoli figurano dei medaglioni monocromi con allegorie dei quattro continenti, evidente allusione al dominio del re Sole sul mondo. La serie dei 93 tappeti è oggi purtroppo andata perduta nella sua organicità, essendo alcuni di essi finiti in musei come il Louvre di Parigi e il Metropolitan di New York, mentre altri sono approdati sul mercato antiquario.

 Il ritrovamento dell’esemplare “napoletano” è avvenuto nei giorni scorsi in occasione dell’apertura di 17 tappeti conservati nei depositi per valutarne lo stato conservativo, gli eventuali restauri da effettuare e la possibilità di una loro ricollocazione nelle sale dell’Appartamento Reale; un’operazione condotta grazie a un accordo con Il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”.
 

Ricognizione dei tappeti di Palazzo Reale, Napoli

Ricognizione dei tappeti di Palazzo Reale, Napoli

Dopo aver srotolato i tappeti, gli esperti si sono così trovati di fronte a quest’opera prestigiosa la cui storia inizia nella Francia del Seicento e prosegue nei secoli successivi con una serie di passaggi di mano: negli anni Ottanta del Settecento questo tappeto fu infatti utilizzato da Luigi XVI nella Sala da pranzo del castello di Fontainebleau, nel 1812 fu poi spostato a Roma nel Palazzo del Quirinale, scelto come reggia da Napoleone e, poco dopo il 1814, Gioacchino Murat lo portò nel Palazzo Reale di Napoli insieme ad altre opere e arredi. A partire da questa settimana, e in attesa del restauro, il tappeto di Luigi XIV è esposto all’interno della sala delle Guardie del Corpo, nella quale è precluso l’accesso ai visitatori che, però, possono ammirarlo affacciandosi dalle sale adiacenti.

Il progetto molto più ampio, affidato al Centro di Venaria, prevede la schedatura conservativa degli oggetti esposti, dipinti, arredi, suppellettili conservati nell’Appartamento Storico e nei depositi. A seguito della ricognizione dello stato degli oggetti si procederà a un preventivo per il restauro, che sarà affidato attraverso un bando pubblico, all’inizio del prossimo anno, interessando inizialmente quattro ambienti: la Sala da pranzo del corpo diplomatico adiacente al Teatro di Corte, la Sala del Trono, la Galleria degli Ambasciatori e il Salone d’Ercole.

“Il restauro e il riallestimento dell’Appartamento Storico è uno degli interventi fondamentali del Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali”, nell’ambito del quali il Ministero della Cultura ha assegnato al Palazzo Reale di Napoli un finanziamento di 23 milioni di euro – dichiara il direttore Mario EpifaniPer il momento abbiamo deciso di concentrarci su quattro tra le sale principali del percorso di visita, con l’obiettivo di restituire un assetto il più possibile fedele a quello documentato quando il Palazzo era ancora abitato dalla famiglia reale. Il visitatore potrà così apprezzare maggiormente la preziosità degli arredi e delle opere d’arte conservate nell’Appartamento e rivivere il fasto di una reggia”.  La finalità è infatti quella di ricostruire un percorso filologico fissando la data di riferimento del 1907, anno in cui fu redatto l’ultimo inventario del palazzo in quanto residenza reale. Il Centro di Venaria sta lavorando quindi con una squadra altamente specializzata in tutti settori (tessuti, metalli, arredi lignei, etc.) e concluderà il lavoro nel mese di gennaio, con la collaborazione dei restauratori di Palazzo Reale, Ugo Varriale con Francesca De Martino e la storica dell’arte Alessandra Cosmi.

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