Napoli celebra Giovanni Antonio Rizzi Zannoni, scienziato padovano che rivoluzionò la cartografia del Regno di Napoli

Foglio n.14 dell’Atlante Geografico del Regno di Napoli - Image: courtesy of Sergio Trippini Stampe Antiche

Foglio n.14 dell’Atlante Geografico del Regno di Napoli – Image: courtesy of Sergio Trippini Stampe Antiche

Napoli celebra Giovanni Antonio Rizzi Zannoni, scienziato padovano che rivoluzionò la cartografia del Regno di Napoli

di Ferruccio Cornicello*

Il prossimo 24 gennaio alle ore 11,30 iniziano a Napoli le celebrazioni del Bicentenario dalla morte dell’illustre scienziato, astronomo e cartografo Giovanni Antonio Rizzi Zannoni (Padova, 2 settembre 1736 – Napoli, 20 maggio 1814) considerato il più importante cartografo italiano dell’età moderna dai tempi di Giovanni Antonio Magini (Padova 13 giugno 1555 – Bologna 11 febbraio 1617). Per l’occasione verrà posata una targa commemorativa presso la garitta settentrionale di Castel Sant’Elmo. Nello stesso luogo Rizzi Zannoni il 24 gennaio del 1782 concluse le sue osservazioni astronomiche finalizzate a determinare l’esatta posizione del punto che valesse quale centro delle coordinate per la costruzione delle nuova e rivoluzionaria carta topografica a grande scala del Regno di Napoli.

Sponsor dell’evento saranno il Rotary Iternational Gruppo Partenopeo e la prestigiosa Associazione Culturale “Roberto Almagià” – Associazione Italiana Collezionisti di Cartografia Antica, intitolata al grande geografo italiano, storico della geografia e della cartografia, naturalista e collezionista Roberto Almagià (Firenze 1884 – Roma 1962). Fondata nel 2006, l’Associazione è attiva in Italia e all’estero (la sua attività è stata recensita anche dall’importante istituzione cartografica internazionale, la BIMCC – Brussels International Map Collectors’ Circle) per lo studio e la promozione di iniziative destinate all’approfondimento della conoscenza cartografica storica e della stampa antica, mediante la pubblicazione di materiale cartaceo e multimediale, l’organizzazione di seminari scientifici, convegni, dibattiti e ricerche di ogni tipo, l’ideazione e la cura di mostre cartografiche. Tra queste ultime e tra le altre, ricordiamo, la partecipata, ricca e unica mai realizzata in Italia per materiale esposto, mostra cartografica itinerante curata nel 2011 in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell’ Unità d’Italia, dal titolo L’Italia prima dell’Italia. Carte geografiche e topografiche dell’Italia dal 1478 al 1861, presentata integralmente a Milano e Caserta e in misura ridotta a Civitella del Lago (TR), i cui risultati sono stati raccolti nell’omonimo catalogo.

Numerose sono le manifestazioni previste nel corso del 2014 e nei primi mesi del 2015 su tutto il territorio nazionale tra mostre cartografiche, conferenze internazionali, seminari e tavole rotonde, correlate con le celebrazioni per Rizzi Zannoni, promosse dal Comitato Nazionale per il Bicentenario ideato e presieduto da Vladimiro Valerio, già presidente dell’Associazione “Roberto Almagià”, nonché decano del collezionismo e degli studi storici sullo scienziato padovano. Manifestazioni e attività che verranno illustrate al pubblico nel corso della conferenza stampa che si terrà a Napoli sempre nella giornata inaugurale di venerdì 24 gennaio.

Nutrita la lista di prestigiose isitituzioni italiane che hanno aderito al Comitato e che conservano materiale documentario e manoscritto: l’Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti, l’Accademia Pontiniana, l’Archivio di Stato di Milano, l’Archivio di Stato di Napoli, l’Archivio di Stato di Padova, l’Archivio di Stato di Venezia, l’Associazione Culturale “Roberto Almagià”, la Biblioteca Ambrosiana, la Biblioteca del Seminario Vescovile di Padova, la Biblioteca Marciana, la Biblioteca Nazionale di Napoli, il Centro Italiano per gli Studi Storico Geografici, l’Istituto Geografico Militare, l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, l’INAF – Osservatorio Astronomico di Brera, l’INAF – Osservatorio Astronomico di Capodimonte, l’INAF – Osservatorio Astronomico di Padova, la Società Geografica Italiana, la Società Napoletana di Storia Patria, la Soprintendenza ai BAPSAE di Napoli e Provincia, la Soprintendenza speciale per il PSAE e per il Polo Museale della città di Napoli, l’Unione Astrofili Napoletani.

Giovanni_Antonio_Rizzi_ZannoniAutodidatta per formazione, con ogni probabilità –  il che evidenzia maggiormente la sua genialità e la sua vivacità intellettuale, nonché la sua innata tendenza per gli studi geografici e la passione per i viaggi iniziati in tenera età –  il Rizzi Zannoni (nella foto a sin. in un ritratto a incisione) si afferma presto a livello europeo per le sue numerose attività. Nel 1772, ad esempio, termina l’Atlante della Polonia voluto dal re Augusto III. Ma è durante la sua permanenza in Francia, dal 1760 al 1776, che trova il suo meritato successo, grazie anche ai legami di amicizia con il Segretario dell’Ambasciata napoletana a Parigi, l’eclettico abate Ferdinando Galiani, fautore in seguito dell’arrivo del Nostro alla corte napoletana. A Parigi, lo scienziato padovano, oltre alle osservazioni astronomiche, si cimenta nell’elaborazione di materiale già esistente. Rientrato a Padova da Parigi nel 1776, il Rizzi Zannoni concepisce il disegno di realizzare su basi astronomico-geodetiche la Gran carta d’Italia in 15 fogli, opera mai portata a compimento, pur essendone stata annunciata l’imminente pubblicazione attraverso la stampa di un Annonce per raccogliere sottoscrizioni.

Nel 1781 si trasferisce a Napoli (città preferita a Milano) dove opererà sino al 1814. Qui, Ferdinando IV di Borbone, su impulso dell’economista abate Ferdinando Galiani, grande esponente della fervida stagione dell’illuminismo napoletano, commissiona allo scienziato padovano una nuova e moderna rappresentazione cartografica del Regno. Una carta topografica a grande scala misurata geodeticamente e rilevata sul terreno e non più sull’elaborazione di precedenti mappe, più accurata ed esatta della precedente Carta geografica della Sicilia Prima, i cui limiti erano ormai evidenti a tutti, edita a Parigi dallo stesso Rizzi Zannoni nel 1769, che riprende e completa su suggerimento del Galiani l’allestimento della medesima avviato dall’abate nel 1762. Oltre a quest’ultimo, due sono gli altri personaggi che intuiscono l’importanza del lavoro cartografico che doveva essere svolto, e che furono di supporto al Rizzi Zannoni: il Ministro degli Affari Esteri e di Casa Reale, il Marchese della Sambuca, e il Segretario di Guerra Commercio e Marina l’ammiraglio John Acton.

A sottolineare l’enorme mole di lavoro intrapreso per la realizzazione della carta topografica a grande scala, e il pensiero dell’abate sulla relazione tra conoscenza del territorio e adeguata politica di impiego delle risorse, è un passo contenuto nella biografia dell’abate Galiani, scritta dal contemporaneo Diodati nell’anno successivo alla sua morte avvenuta nel 1787: “si fecero molti viaggi per le provincie e furonvi spediti architetti, astronomi, disegnatori, piloti e diversi altri per prendere le misure, nonchè girar tutto il litorale e i luoghi mediterranei del Regno. L’opera si eseguiva dal signor Zannoni colla direzione del consigliere Galiani, il quale pensò di far non solamente la carta geografica che vien distinta in 32 fogli; ma oltre di essa la carta nautica in venticinque fogli. In tal modo venivano nella carta geografica esattamente descritte tutte le provincie, terre, strade, ponti, passi, poste, montagne, miniere, boscaglie, e tutto ciò che è necessario a sapersi per l’economia dello Stato, e nella carta nautica tutto il litorale del Regno, coi varî porti, spiaggie, lidi, scogli, secche, profondità ed altre cose, che servono per la regola di bastimenti e della navigazione”.

In realtà, come sostenuto dagli studiosi, l’abate Galiani interviene soltanto nelle questioni amministrative, mentre per gli aspetti tecnici relativi ai lavori cartografici ha un ruolo importante il marchese della Sambuca cui spetta la stesura del progetto originale della carta, peraltro mai ritrovato. Ne risulta così l’imponente Atlante Geografico del Regno di Napoli, in 31 fogli, disegnati da Giovanni Antonio Rizzi Zannoni e incisi su rame da Giuseppe Guerra, in scala 1:114.545, commissionato nel 1781 e completato nel 1812 con l’esecuzione del foglio 20 relativo alla Basilicata interna compresa tra Pietragalla, Tramutola, Montalbano e la Murgia materana.

L’incisione e la stampa dei fogli dell’Atlante inizia dalla Calabria meridionale, tra il 1787 e il 1788, con i fogli attualmente numerati 30 e 31, per l’attenzione riservata dagli ufficiali e dai tecnici della Corte Borbonica a quei territori della Calabria a sud dell’istmo di Catanzaro colpiti dal violento sisma del 1783, attenzione finalizzata ad avviare le operazioni di ricostruzione dei centri abitati e di bonifica dei numerosissimi ristagni che si erano formati a seguito di frane e smottamenti. Le attività relative all’esecuzione dell’Atlante subiscono una interruzione di 10 anni, dal 1794 al 1804, causata anche da una grande mole di lavori da eseguire e da incombenze ufficiali del Zannoni. Il completamento dell’Atlante riceve una spinta decisiva con l’entrata in Napoli delle truppe francesi il primo febbraio del 1806.

Trentuno furono gli anni complessivi impiegati per le misurazioni, 26 quelli relativi alle operazioni di incisione. Primo esempio, come dicevamo, di realizzazione per le regioni meridionali di una carta topografica a grande scala, misurata geodeticamente e rilevata sul terreno. Accurata e precisa sintesi di rappresentazione e riduzione simbolica su una carta geografica di elementi naturali e attività antropiche legate alla porzione del territorio raffigurato: monti, pianure, litorali, laghi, fiumi, paludi, aree boschive da un lato, centri abitati, case sparse, chiese, conventi, camposanti, monasteri, abbazie, acquedotti, casini di caccia, mulini, fondachi, saline, tratturi, vie di comunicazione, sistemazioni agrarie dei terreni e bonifiche, resti di antichità dall’altro, giusto per fare degli esempi. Altra importante opera realizzata dal Rizzi Zannoni nel trascorso napoletano, e correlata all’atlante terrestre, è l’Atlante Marittimo delle Due Sicilie, ultimato nel 1792, in 23 grandi fogli, in scala 1:90.000 ca, tra le più belle realizzazioni cartografiche europee tardo settecentesche.

Alla corte napoletana, in un momento di grandi trasformazioni sociali, politiche e sullo sfondo delle guerre napoleoniche, il Rizzi Zannoni occupò il ruolo di ultimo geografo del Re e di primo Direttore di un ufficio cartografico di Stato. Anche il titolo dell’Atlante muta al variare delle condizioni politiche: dall’iniziale Atlante Geografico del Regno di Napoli compito e rettificato sotto i felici auspicj di Giuseppe Napoleone I re di Napoli e di Sicilia, Napoli 1808, si passa nel 1815, al rientro dei Borbone sul trono di Napoli, al frontespizio che reca il titolo di Atlante Geografico del Regno di Napoli delineato per ordine di Ferdinando IV Re delle Due Sicilie.

Oltre che la nascita della moderna cartografia del Regno di Napoli, al Rizzi Zannoni si deve anche la nascita del primo laboratorio cartografico negli Stati Italiani, con finalità civili e amministrative, oltre che militari. Sulla sua eredità si è formato l’Officio Topografico del Regno di Napoli nel 1814 e l’Istituto Geografico Militare nel 1872.

ALCUNE CARTE DI G. A. RIZZI ZANNONI

Quello che vedete a sin. è il foglio n.14 dell’Atlante Geografico del Regno di Napoli, uno tra i più belli di tutta l’opera. Disegnato da Giovanni Antonio Rizzi Zannoni, inciso su rame da Giuseppe Guerra, è datato 1794. ll paesaaggio riportato nella carta è dominato dalla rappresentazione del Golfo di Napoli e dell’imponenza del Vesuvio, la cui orografia, similmente a quella del resto della carta è evidenziata ricorrendo al sistema del lumeggiamento obliquo. Ulteriori elementi legati alla morfologia vulcanica dell’area sono evidenziati dai circoli vulcanici dei Campi Flegrei. In mare troviamo le isole dell’arcipalago napoletano, il litorale compreso è lo spazio tra la foce dei Regj Lagni sino a Salerno. Tratti di costa appaiono paludosi e pieni di vegetazione. Fitto il sistema viario nell’area di Napoli e tutto intorno al Vesuvio, come denso appare l’insediamento soprattutto in prossimità dei due centri maggiori, Napoli e Salerno.

Carta geografica tratta dall’Atlante del Regno di Napoli Ridotto in VI Fogli, 1815 ca., disegnata da Giovanni Antonio Rizzi Zannoni e incisa da V. Aloja, montata su tela a stacchi. Il titolo della carta è iscritto in un ricco e decorativo cartiglio di gusto neoclassico nel quale spicca lo stemma dei Borboni. Nel quinto foglio sono riportate le scale grafiche l’una in Miglia 30 Italiane e l’altra di 10 Leghe comuni di Francia. Questa edizione, contrariamente alla prima, riporta le “indicazioni di confini: di Stati, di Provincie, di Distretti, di Circondarj”. La carta è arricchita da una particolare coloritura che evidenzia la rete stradale, l’idrografia ed i centri abitati.

Quello qui presentato è il Foglio n. 21 componente l’Atlante Geografico del Regno di Napoli. Disegnato da Giovanni Antonio Rizzi Zannoni e inciso su su rame da Giuseppe Guerra, riporta la data 1811. Nella carta topografica compare il litorale del Golfo di Taranto e parte del territorio interno, con i punti di riferimento costituiti a nord da Laterza e Carovigno, dalla foce del Vagento (Basento) e Maruggi a sud. Pantani e acquitrini circondano i corsi d’acqua, sufficientemente dettagliata appare la rete viaria. Più fitta la rete degli isediamenti a est di Taranto dove spiccano gli abitati di Manduria, Oria, Francavilla e Grottaglie. Come per altri fogli anche in questo traspare l’interesse per le antichità dei rilevatori.

Come si può notare nel dettaglio (v. immagine seguente) una dicitura Ant. Metaponto ora Torre a Mare, compare nel luogo dell’antica colonia magnogreca. A ricordo invece, del ritrovamento avvenuto nel 1732, di due tavole bronzee con iscrizioni greche del IV-III sec a.C. e poi romane risalenti al I sec a.C. note come Tavole Palatine ovvero Tavole di Eraclea, troviamo la dicitura Tavole di Paladini o sia Catedra di Pitagora.

Nuova Carta dell’Italia, di Giovanni Antonio Rizzi Zannoni, 1802. Pubblicata dall’editore Molini di Firenze è una sorta di manifesto pubblicitario, con il quale l’astronomo padovano Giovanni Antonio Rizzi ZANNONI intendeva lanciare per sottoscrizione un progetto di più ampio respiro: la Gran carta d’Italia in 15 fogli. A seguito del fallimento dell’iniziativa, la carta in due fogli rimane l’unico documento che ci consente di valutare le novità e i limiti delle conoscenze cartografiche sull’Italia al volgere del XVIII secolo.

* Socio dell’Associazione Culturale “Roberto Almagià” – Associazione Italiana Collezionisti di Cartografia Antica

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Per approfondimenti:

Associazione “Roberto Almagià” – Vladimiro Valerio (a cura di), L’Italia prima dell’Italia. Carte geografiche e topografiche dell’Italia dal 1478 al 1861, Giussano (MB), Alessandro Dominioni Editore, 2011.
- Giovanni Brancaccio, Geografia, cartografia e storia del Mezzogiorno, Napoli, Guida Editori, 1991.
- Ilario Principe (a cura di), Giovanni Antonio Rizzi Zannoni. Atlante geografico del Regno di Napoli, con la collaborazione dell’Istituto Geografico Miliatare Italiano di Firenze, a cura della Biblioteca Nazionale di Cosenza e del Laboratorio di Cartografia Storica dell’Università della Calabria, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, 1993.
- Vladimiro Valerio, Società uomini e istituzioni cartografiche nel Mezzogiorno d’Italia, Firenze, Istituto Geografico Militare, 1993.
- Vladimiro Valerio, L’Italia nei manoscritti dell’Officina Topografica conservati nella Biblioteca Nazionale di Napoli, Napoli, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, 1985.
- Vladimiro Valerio, Giancarlo Alisio (a cura di), Cartografia napoletana dal 1781 al 1889, Napoli, Prismi, 1983.

Fonte news: Comunicato Stampa Associazione Culturale “Roberto Almagià” – Collezionisti Italiani di Cartografia Antica

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