Matera e Petra: sorelle di pietra nella mostra del fotografo Carlos Solito

Mater(i)a P(i)etra (Matera, 20 gennaio-17 marzo)

Mater(i)a P(i)etra (Matera, 20 gennaio-17 marzo)

di Redazione FdS

Matera e Petra città sorelle, nate dalla stessa madre roccia e collegate da un fil rouge fatto di pietra che le unisce idealmente a migliaia di chilometri di distanza. Due città diverse che a pochi verrebbe in mente di accostare: una nel Sud dell’Italia, città di confine e contrasti, oggi cuore della cultura europea; l’altra custodita tra le montagne del Medio Oriente, per secoli sotto la guida di popoli arabi e oggi considerata una delle meraviglie del mondo. Due fiori all’occhiello di territori che le abbracciano disegnando una cornice di geografia, natura, paesaggi umani che invitano al viaggio, alla scoperta.

Ricostruire questo nesso è l’obiettivo del fotografo, regista e scrittore Carlos Solito che, con il progetto MATER(i)A P(i)ETRA, accomuna i due luoghi per addentrarsi in un viaggio nei territori della Basilicata e della Giordania. Entrambe città scavate nella roccia, culla di civiltà rupestri e dotate di ingegnosi sistemi di canalizzazione sotterranea, Matera e Petra, già gemellate UNESCO, condividono un’atmosfera unica che viene documentata nel progetto di Solito, in esposizione nel Museo di Palazzo Lanfranchi dal 20 gennaio al 17 marzo.

Diecimila anni di storia racchiusi nella pietra. Questa è Matera, tra le città abitate più antiche al mondo, con radici che affondano negli albori della civiltà in un passepartout di rocce testimoni di un presente che è passato e un ineguagliabile “futuro primevo”. È come osservare una struttura vivente che, nutritasi dei popoli che l’hanno abitata o attraversata nella storia, è riuscita a mantenere un’identità solida e ben definita, caratterizzata dal suo attaccamento alle tradizioni, alla storia, alla cultura. In Giordania, a migliaia di chilometri di distanza, Petra è a suo modo lo specchio vivente della città lucana. Anch’essa scavata nella roccia, la capitale degli antichi Nabatei è un ventre materno che ha dato vita e ospitalità ad antiche civiltà.
 

Matera - Ph. © Carlos Solito

Matera –  Ph. © Carlos Solito

Evocando suoni, profumi, paesaggi e abitanti di questi due mondi, con quaranta coppie di fotografie il progetto unisce la Città dei Sassi a quella dei Nabatei: 40 coppie di soggetti di ogni genere ed età posano davanti all’obiettivo, instaurando una rete di nessi e rimandi fatti di quiete e sapori antichi, solennità e bellezza prorompente, come una sorta di anima condivisa. Sono fotografie dal forte potenziale visivo, narrativo, concettuale, analogico e simbolico dove i luoghi, le atmosfere e soprattutto il racconto umano, propongono un itinerario e un dialogo ideale dall’altipiano della Murgia alla sponda orientale del fiume Giordano. Dalla Lucania al Regno Hashemita, il progetto di Solito è un reportage sulla reciproca essenza che esalta i silenzi, l’umanità e l’arcaico sacro di queste uniche sorelle di pietra.
 

Petra, Giordania - © Carlos Solito

Petra, Giordania – Ph. © Carlos Solito

MATER(i)A P(i)ETRA è un progetto prodotto da Fondazione Matera-Basilicata 2019, Jordan Tourism Board e Polo Museale Regionale della Basilicata, in partenariato con Jordan Minister of Tourism and Antiquities, Regione Basilicata e Petra Authority. Supportato tecnicamente da MTrading srl, SIGMA, Stampa Sud SpA, Kidz e Camera Service Group. Con il patrocinio del Comune di Matera e Ambasciata di Giordania in Italia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Museo di Palazzo Lanfranchi, Matera
Piazzetta Pascoli, 1
La mostra è visitabile durante le ore di apertura del museo.
Per accedere alle mostre di Matera 2019 è necessario essere in possesso del Passaporto Matera 2019.

IL LUOGO

 

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