L’Isola Disabitata. In scena a Napoli, al Teatrino di Corte di Palazzo Reale, l’opera di Jommelli

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Bozzetto di scenografia per l'Isola disabitata

Bozzetto di scenografia per L’Isola disabitata

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Dopo 262 anni fa il suo debutto a Napoli l’opera di Niccolò Jommelli, il compositore di Aversa di cui lo scorso anno anno si è celebrato il 300° anniversario della nascita

di Redazione FdS

Scorcio del Teatrino di Corte di Palazzo Reale, Napoli

Scorcio del Teatrino di Corte di Palazzo Reale, Napoli

Prosegue l’opera di recupero di capolavori della grande tradizione napoletana da qualche stagione messa in atto dal Teatro San Carlo di Napoli. Dopo “Il Marito disperato” e “Il Maestro di Cappella” di Domenico Cimarosa, “La Furba e Lo Sciocco” di Domenico Sarro e il “Don Trastullo” di Niccolò Jommelli, è la volta de L’isola disabitata dello stesso Jommelli, in scena al Teatrino di Corte di Palazzo Reale dal 14 al 20 maggio 2015. Un vero e proprio debutto per un’opera che, rappresentata per la prima volta a Ludwigsburg, in Germania, nel 1761, e basata su un libretto poi messo in musica da diversi altri compositori come Sarti, Traetta, Haydn, Spontini, Paisiello, pur avendo goduto sempre di grande fama non era mai entrata prima d’ora in cartellone al San Carlo.

Azione teatrale di Pietro Metastasio
Musica di Niccolò Jommelli

Direttore, trascrittore ed editore: Rinaldo Alessandrini
Regia: Mariano Bauduin
Scene: Dario Gessati
Costumi: Marianna Carbone
Luci: Guido Levi

Interpreti:

Costanza: Raffaella Milanesi
Enrico: Alessandro Scotto di Luzio
Gernando: Davide Luciano
Silvia: Silvia Frigato
Matilde Serao: Antonella Morea

Pietro Metastasio scrisse “L’ Isola disabitata” nel 1753 per la Corte di Spagna su commissione del famoso castrato pugliese Farinelli. Al suo debutto in Spagna, il 31 maggio 1753, con la musica di Giuseppe Bonno, austriaco di origine italiana, l’opera fu rappresentata a Madrid diretta dallo stesso Farinelli. Le cronache raccontano che, felicissimo per l’esito, il re Carlo III inviò a Metastasio (“poeta cesareo” alla corte di Vienna) una preziosa scrivania intarsiata d’ oro. La fortuna dell’opera fu tale che in breve tempo vari altri compositori ne musicarono il libretto, tra cui appunto Jommelli, Sarti, Traetta, Haydn, Spontini, Paisiello, innamorati della capacità di Metastasio di creare testi perfetti per la musica. L’opera ambienta la vicenda narrata in un’isola sperduta, quella dove Costanza crede di essere stata abbandonata, insieme alla sorella minore Silvia, dal marito Gernando. Solo la gioiosa leggiadria di Silvia riesce a stemperare il dolore e l’astio della donna. Alla fine si scoprirà che Gernando non aveva abbandonato la sposa ma era stato rapito dai pirati e tenuto per anni prigioniero. Infatti l’uomo ricompare sull’isola con l’ amico Enrico in cerca della sua Costanza, con un lieto fine da manuale: i due coniugi si ritrovano felici e la giovane Silvia sposa Enrico.

Il regista Bauduin ha immaginato, per questa edizione napoletana, di ambientare la vicenda a Palazzo Donn’Anna, dove si ritroveranno i naufraghi a seguito lunga separazione. “Palazzo Donn’Anna – spiega il regista – così abitato e disabitato, è un po’ la metafora della Scuola Napoletana. Sembra che stia per crollare e invece finisce sempre per risorgere”. Prevista anche una licenza narrativa attraverso l’introduzione in scena anche della figura della celebre giornalista e scrittrice tardo-ottocentesca Matilde Serao a cui è affidato il compito di recitare l’antefatto della vicenda, per l’occasione ambientata a fine Ottocento.

Teatro di Corte di Palazzo Reale, Napoli
Debutto: giovedì 14, ore 20.30
Repliche: venerdì 15, ore 20.30 – sabato 16, ore 18.00 – domenica 17, ore 17.oo – martedì 19, ore 19.00 – mercoledì 20, ore 18.00
Info e Biglietteria: tel: +39 081 7972331 – 412 -468
biglietteria@teatrosancarlo.it

IL LUOGO

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