Le cere di Caterina de’ Julianis. Pronto uno studio sulla ceroplastica napoletana

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Caterina de Julianis, Il Tempo, XVIII sec., Basilica dell'Immacolata, Catanzaro

Caterina de Julianis, Il Tempo, XVIII sec., Basilica dell’Immacolata, Catanzaro – Ph. Anna Rotundo

di Redazione FdS

Dopo poco più di un mese dall’avvio della operazioni di restauro dei quattro stupendi esempi di ceroplastica dell’artista napoletana Caterina de Julianis conservati a Catanzaro, nella Basilica dell’Immacolata, la ceroplastica partenopea e una delle sue massime rappresentanti saranno oggetto di una conferenza organizzata dal Comando Militare Esercito “Calabria” per giovedì 15 febbraio alle ore 17.00, presso la sala polifunzionale della Caserma Pepe – Bettoja di Catanzaro. Intitolato “Arte ceroplastica barocca a Catanzaro. Le cere di Caterina De Julianis” , l’incontro vedrà come relatore l’architetto catanzarese Oreste Sergi Pirrò, che presenterà i risultati scientifici scaturiti da cinque anni di approfondita ricerca da egli condotta e confluiti nel saggio monografico dal titolo “Caterina de Julianis a Catanzaro: dai rinomati scarabattoli ad un ignoto Ecce Homo. Proposte attributive e nuove considerazioni per l’arte ceroplastica napoletana”, pubblicazione che – recita una nota stampa – si appresta a diventare un vero e proprio caposaldo dello studio sulla ceroplastica napoletana ed in particolare sulla figura di Caterina De Julianis.

Part. dell'Ecce Homo di Caterina de' Julianis, cera - Ph. Pirrò

Part. dell’Ecce Homo di Caterina de’ Julianis, cera, XVII sec. – Ph. Oreste Sergi Pirrò

I risultati della ricerca che prende in esame la scultura in cera dell’Ecce Homo ed i celebri quattro scarabattoli di conservati rispettivamente nella chiesa di S. Maria del Carmine e nella Basilica di Maria SS. Immacolata di Catanzaro, sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica calabrese “Esperide – Cultura Artistica in Calabria”, grazie al prezioso contributo del Circolo culturale “Augusto Placanica”.

La scelta di voler programmare l’incontro culturale all’interno del complesso militare non è un caso. Il Comando Militare Esercito “Calabria”, infatti, oltre ad avere già al suo attivo diverse iniziative culturali aventi per oggetto la memoria storica della Calabria e di Catanzaro, ha voluto, sin dall’insediamento dell’attuale Comandante, Col. Giovanni Rossitto, aprirsi alla città per far riscoprire ai catanzaresi anche la straordinaria storia del complesso “Bettoja”, antico convento cinquecentesco dei PP. Cappuccini. Lo studio di Oreste Sergi Pirrò, a tal proposito, è riuscito, attraverso documenti inediti, ad attestare non solo la presenza all’interno della sacrestia della chiesa dei Cappuccini di S. Maria degli Angeli di due scarabattoli con “statuette rappresentanti la nascita e la morte del Redentore”, ma anche ad identificare la scultura dell’Ecce Homo in cera, oggi nella chiesa del Carmine, con quella inventariata già nel 1784 all’interno del complesso francescano. Lo studio storico-critico, attraverso immagini esclusive e dettagliate, mette, pertanto, in evidenza una complessa vicenda artistica di queste opere presenti a Catanzaro per le quali, lo studioso e storico catanzarese, ha aperto nuove prospettive d’indagine e approfondimento sia sulla figura dell’artista partenopea e sia, più specificatamente, sulle sculture in oggetto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sala polifunzionale Caserma Pepe – Bettoja, Catanzaro
via Luigi Pascali, 40
ore 17.00
Ingresso libero
IL LUOGO

 
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