L’azione dei cittadini in difesa del bene comune, in ‘Azione popolare’ di Salvatore Settis

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azione popolare - settis
«Azione popolare» è il pieno esercizio del diritto di cittadinanza, per imporre un’agenda politica centrata sul bene comune. Il suo manifesto esiste già: è la Costituzione. Che società ci aspetta sotto l’assolutismo dei mercati e il ricatto del debito pubblico? Quale ambiente, quale cultura, salute, educazione? Quale giustizia sociale? Serve un’altra idea di Italia per liberare energie civili, creatività, lavoro. Per la Costituzione, lo Stato siamo noi. Cittadini responsabili. In prima persona.

Scrive Salvatore Settis  nel suo volume Azione popolare. Cittadini per il bene comune (ed. Einaudi – pp. 240 – 18 euro): «Indignarsi non basta. Negli anni feroci che stiamo attraversando, la stessa parola “indignazione” è stata a lungo bandita dal discorso pubblico in Italia, e chiunque la pronunciasse veniva tacciato di moralismo e invitato a non esser pessimista, pensare ad altro e godersi la vita. Per poter professare l’indignazione che ci bolliva dentro abbiamo dovuto aspettare che venisse di moda».

Indignarsi dunque non basta. Contro l’indifferenza che uccide la democrazia, contro la tirannia antipolitica dei mercati dobbiamo rilanciare l’etica della cittadinanza. Puntare su mete necessarie: giustizia sociale, tutela dell’ambiente, priorità del bene comune sul profitto del singolo. Far leva sui beni comuni come garanzia delle libertà pubbliche e dei diritti civili. Recuperare spirito comunitario, sapere che non vi sono diritti senza doveri, pensare anche in nome delle generazioni future. Ambiente, patrimonio culturale, salute, ricerca, educazione incarnano valori di cui la Costituzione è il manifesto: libertà, eguaglianza, diritto al lavoro. La comunità dei cittadini è fonte delle leggi e titolare dei diritti. Deve riguadagnare sovranità cercando nei movimenti civici il meccanismo-base della democrazia, il serbatoio delle idee per una nuova agenda della politica. Dare nuova legittimazione alla democrazia rappresentativa facendo esplodere le contraddizioni fra i diritti costituzionali e le pratiche di governo che li calpestano in obbedienza ai mercati. Ricreare la cultura che muove le norme, ripristina la legalità, progetta il futuro. Serve oggi una nuova consapevolezza, una nuova responsabilità. Una forte azione popolare in difesa del bene comune.

Salvatore_SettisSalvatore Settis, calabrese di Rosarno (Reggio Calabria), è archeologo e storico dell’arte. Dal 1999 al 2010 è stato direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa. Insegna Archeologia classica presso la Normale di Pisa dal 1985. Ha inoltre diretto il Getty Center for the History of Art and the Humanities di Los Angeles dal 1994 al 1999. È inoltre membro del Deutsches Archäologisches Institut, della American Academy of Arts and Sciences, dell’Accademia Nazionale dei Lincei e del Comitato scientifico dell’European Research Council. L’8 gennaio 2000 il Sindaco di Rosarno Giuseppe Lavorato gli ha conferito il “Premio Rosarno Medma”. Il suo libro Italia S.p.a.. L’assalto al patrimonio culturale nel 2003 ha vinto il premio Viareggio nella categoria Saggistica. Dal 2004 è membro del Comitato dei garanti della Scuola Galileiana di Studi Superiori dell’Università di Padova. Il 20 novembre 2007 l’Università di Padova gli ha conferito la laurea honoris causa in Giurisprudenza. Il 29 ottobre 2008 l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” gli ha conferito, alla presenza del Presidente emerito della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, la seconda laurea honoris causa in Giurisprudenza. Nel 2012 con il libro Paesaggio costituzione cemento. La battaglia per l’ambiente contro il degrado civile ha vinto il prestigioso premio letterario Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” per la sezione “Ecologia e paesaggio”.
 
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