L’aria più pulita d’Europa? E’ sull’altopiano calabrese della Sila


Scorcio del Parco Nazionale della Sila – Ph. © Ferruccio Cornicello | Scopri altri contenuti sul Parco Nazionale della Sila cliccando sui tag dell’immagine interattiva

di Redazione FdS

Non cercatela al Polo Nord, nè nella Foresta Nera e neppure sulle Alpi. L’aria più pulita d’Europa si trova in una località dell’altopiano calabrese della Sila, proprio di recente eletto Riserva della Biosfera italiana nella Rete Mondiale dei siti di eccellenza dell’UNESCO, nonchè candidato a Patrimonio dell’Umanità. Ad accertare questa felice realtà è stata una ricerca condotta nel 2009 da Stefano Montanari, direttore del Laboratorio Nanodiagnostics di Modena che, insieme alla collega Antonietta Gatti - entrambi fra i massimi esperti di Nanopatologie – ha analizzato l’aria di Tirivolo, piccola frazione del comune di Zagarise (Catanzaro), nel parco esperienziale Orme nel Parco, all’interno del Parco Nazionale della Sila. L’esigenza della ricerca si presentò in relazione ad un progetto internazionale sull’inquinamento da nanoparticelle per cui fu necessario trovare un luogo in cui la contaminazione dell’aria fosse ad un livello considerabile prossimo allo zero. Il dott. Montanari inizialmente si disse scettico di riuscire ad individuare un posto del genere “perché -  scrisse in un articolo apparso sulla rivista Biolcalenda - l’atmosfera è una sorta di contenitore che, per grande che sia, non ha barriere”.

Grazie ad una partner di ricerca norvegese, il primo tentativo fu dunque fatto nel Mare Glaciale Artico, alle Isole Svalbard, “un arcipelago scarsissimamente abitato dove non esistono strade, vicino al Polo Nord e, perciò, un ottimo candidato. Con nostra sorpresa – spiegò Montanari - non fu così: anche lassù tra i ghiacci, a mille chilometri da Capo Nord le polveri inquinanti erano arrivate e il microscopio elettronico ce le mostrava impietosamente.

Ma ecco che come talora accade nella ricerca scientifica la soluzione al problema arrivò inaspettatamente. Nell’agosto del 2009 i due ricercatori decisero di trascorrere una vacanza in Calabria presso il parco avventura Orme nel Parco, a Zagarise. Per semplice curiosità tirarono fuori i loro strumenti di rilevazione e senza aspettarsi grandi risultati, li posizionarono per effettuare dei campionamenti d’aria. Al rientro dalla vacanza accadde l’insospettabile: i filtri utilizzati nei campionamenti per trattenere la polvere in sospensione vennero osservati avvalendosi di un costosissimo microscopio elettronico a scansione dotato di un sensore di microanalisi a raggi X che consentì di identificare i granelli di polvere in base sia alla loro morfologia sia alla loro composizione chimica. “Ci si creda o no –  aggiunse Montanari – l’aria era pulita, molto meglio di quella delle isole Svalbard e, nella nostra esperienza, in assoluto la migliore che mai ci sia capitato di incontrare”.
 

I vasti orizzonti dell'altopiano della Sila - Ph. © Ferruccio Cornicello

I vasti orizzonti dell’altopiano della Sila – Ph. © Ferruccio Cornicello

Sia in Calabria che alle Svalbard sono state rilevate poche polveri, ma la differenza fondamentale è che mentre in Sila sui filtri si è depositata solo della semplice polvere naturale, nelle isole del Mar Glaciale Artico è stata ad es. rilevata anche una particella di piombo con aggregate particelle più piccole, certamente derivanti – a giudizio della dott.ssa Gatti – da processi combustivi. Di conseguenza, mentre il campione di aria prelevato alle isole Svalbard non sarebbe stato idoneo quale esempio di zero inquinamento, quello prelevato in Sila lo era eccome. Secondo Montanari le spiegazioni del fenomeno possono essere diverse: “da quelle di fisica secondo cui, a causa della rotazione terrestre, il particolato sospeso tende a portarsi verso i poli, fino a tirare in ballo l’altitudine. Ma il motivo principale è che ancora, nonostante i tentativi di qualche “politico” molto disinvolto, non si è riusciti a fare della Calabria una terra di conquista per chi prospera impiantando industrie inquinanti e incenerimento dei rifiuti.

Nel corso della conferenza stampa con cui nel 2010 sono stati presentati gli esiti della ricerca, tenutasi nel Parco della Sila in località Monaco di Taverna, presso il centro visite “Antonio Garcea”, il dott. Montanari ha dichiarato di aver visto poche volte terre “in cui c’è veramente tutto” come in Calabria, una regione che “sta morendo di fame pur avendo la dispensa piena”. Un territorio “che si sta violentando, cercando di piegarlo ad una vocazione industriale che non gli è mai appartenuta e da cui deriverebbero solo danni”, una regione “perseguitata da un immeritato insuccesso”. Montanari ha quindi spiegato i diversi tipi di nanoparticelle, dividendole in naturali e prodotte dall’uomo (come ad es. quelle derivanti dai fumi industriali, dagli inceneritori di rifiuti, dalle attività militari, dal deterioramento degli edifici, ecc.) ed ha sottolineato come non esista in Italia alcuna normativa che ad es. preveda un controllo della presenza di nanoparticelle nel cibo, elementi da cui non sono esenti neppure i prodotti biologici che, sebbene coltivati senza l’ausilio di agenti chimici, non è detto siano privi di polveri sottili inquinanti. A causa delle attività umane, è possibile ritrovare tali polveri sulla vegetazione, sui prodotti alimentari e quindi anche nell’organismo umano, con conseguenze inevitabili per la salute. Ecco perchè le condizioni dell’aria riscontrate in Sila rappresentano un qualcosa di straordinario, un valore immenso che spetta a tutti noi di dover preservare.

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