Maggio di Accettura: l’innalzamento e la scalata del grande albero rituale

accettura - scalata Maggio

Basilicata – …ecco un ”maggiaiolo” sospeso nel vuoto mentre con la sola forza delle mani tenta di arrampicarsi sui pioli che tengono unita la Cima al Maggio… – Accettura (Matera) – 21 maggio 2013 – Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ® – FdS: courtesy dell’Autore

Maggio di Accettura: l’innalzamento e la scalata del grande albero rituale. Viaggio alla scoperta di un rito millenario fra paganesimo e devozione cristiana

di Enzo Garofalo

Concludiamo il grande reportage di FAME DI SUD sul ‘Maggio’ di Accettura raccontandovi la ‘pirotecnica’ giornata finale di questo indimenticabile rito collettivo che per 4 giorni ci ha gradevomente visti impegnati in Lucania. Il martedì 21 maggio è iniziato per noi di buon’ora con la consueta salita ad Accettura, rallegrati ancora una volta da un percorso soleggiato fra i colori di una campagna fiabesca. E’ questo il giorno principale della devozione religiosa a S. Giuliano Martire oltre che quello del vero trionfo del ‘Maggio’, il grande albero rituale.

Mentre i ‘maggiaioli’ ultimano i lavori sulla cima – rinfoltita di verdi fronde per compensare quelle perdute durante il trasporto e abbellita sulla punta con alcuni colorati mazzi di fiori – si prepara la processione dedicata al santo patrono. Uscita dalla chiesa in cima al paese, con un gruppo di devoti che portano a spalla la statua di S. Giuliano, il corteo percorre le vie del paese fino a giungere a Largo S. Vito, la piazza del ‘Maggio’, dove il simulacro del Santo sarà posto su di un altare a ricevere l’omaggio finale della folla e a presenziare all’innalzamento del grande albero. Particolare elemento della processione è un gruppo di donne che recano sul capo le cosiddette ‘cende’, dei fantasiosi altarini votivi fatti di candele e nastrini, un tempo portati sul capo da ragazze vergini e nubili e oggi da chiunque voglia esprimere in questa forma la propria devozione al santo. Intanto, in attesa che la processione arrivi al ‘capolinea’, il Maggio viene unito alla Cima con un sistema di pioli e si procede lentamente a innalzarlo con un ingranaggio di funi destinate ad essere eliminate una volta eretto. Il sollevamento è parziale fino all’arrivo di S. Giuliano. Poi con un ultimo scatto di braccia e di argani lo si pone a piombo, rendendolo pronto per il colpo di scena finale: la scalata. A cimentarsi, quasi all’ora del crepuscolo, sono un gruppo di giovani coraggiosi. Emuli del leggendario Zizilone, il più coraggioso fra tutti gli scalatori a memoria d’uomo, si arrampicheranno sul grosso tronco sino a raggiungere la chioma. Da qui saluteranno, con spericolate acrobazie, la folla ammutolita mentre il sole tramonta alle loro spalle dietro le montagne che circondano il paese. E’ questa la magica conclusione di un’esperienza esaltante che invitiamo tutti a vivere almeno una volta, ospiti della cordialissima comunità di Accettura.

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