La grande fotografa Lisetta Carmi dona alla città di Cisternino 30 sue opere e 900 volumi

Lisetta Carmi, Travestiti, 1965

Travestiti, Genova, 1965-1971  Ph. © Lisetta Carmi

di Redazione FdS

A 96, circa la metà dei quali trascorsi in Puglia, Lisetta Carmi – una delle più grandi fotografe del XX secolo – lo scorso 13 giugno ha ufficializzato la donazione al Comune di Cisternino (Brindisi) di trenta suoi scatti e di 900 volumi della sua biblioteca. La donazione è stata favorita dagli ottimi rapporti con l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Luca Convertini, ma anche con il MAAAC (Museo Area Archeologico Arte Contemporanea), il museo ubicato nell’ipogeo della chiesa di San Nicola che fin dai suoi esordi ha riservato la propria attenzione alla figura e all’opera di questa straordinaria fotografa. La scelta di Cisternino ha profonde ragioni affettive, essendo la rinomata cittadina della Valle d’Itria il luogo dove l’artista ha scelto di vivere. Appena due anni fa il MAAAC ha ospitato in mostra alcune opere fotografiche di Lisetta Carmi; scatti che ne hanno tratteggiato il percorso creativo lungo gli anni ’60 e ’70 del ’900: dai travestiti ai portuali di Genova (sua città di origine), al Venezuela e ai tanti altri luoghi del mondo da lei fissati sulla pellicola. Quella esposizione è stata appunto un primo passo verso la individuazione a Cisternino di una sede che potesse accogliere una significativa testimonianza del prezioso lavoro dell’artista. Il traguardo è stato finalmente raggiunto e secondo quanto dichiarato dal sindaco Convertini, la volontà di Lisetta Carmi sarebbe quella di avere uno spazio a lei intitolato al secondo piano del Palazzo Lagravinese, un elegante edificio nobiliare sito nel cuore del centro storico di Cisternino, appartenuto a una famiglia i cui membri si sono distinti nella pratica della politica, delle arti e delle scienze (Nicola Lagravinese fu medico dei Savoia e di Gabriele D’Annunzio). Uno spazio in cui le opere di Lisetta possano essere una importante testimonianza di vita soprattutto per i giovani.
 

Sicilia

Sicilia 1977 Ph. © Lisetta Carmi

«Ho fotografato per capire»: è questa, non a caso, la frase chiave per comprendere la poetica di un’artista che ha votato la sua carriera fotografica alla comprensione della realtà con occhio discreto, cogliendo “l’attimo pieno di significato”, come avrebbe detto Henri Cartier-Bresson a cui fu da qualcuno paragonata in occasione dei primi scatti realizzati – ancora giovane, con una Agfa Silette e senza alcuna formazione tecnica alle spalle – a San Nicandro Garganico, in Puglia, dove era approdata insieme al suo amico etnomusicologo Leo Levi, qui venuto a studiare i canti della locale comunità ebraica. Affascinata dalla luce e dalla bellezza dei luoghi, Lisetta passò quindi a visitare anche Rodi Garganico, Venosa, le catacombe ebraiche. Fu il suo incontro folgorante con la fotografia e comprese quale forza potesse contenere un’immagine. Fu per lei, e anche per gli altri, la rivelazione di un grande talento che andò a sommarsi a quello per la musica, la sua prima grande passione.
 

San Nicandro Garganico

San Nicandro Garganico, Puglia Ph. © Lisetta Carmi

Di origine ebraiche, ha vissuto un’adolescenza segnata dall’orrore delle persecuzioni razziali; fu costretta ad abbandonare la scuola, mentre i suoi fratelli andarono a studiare in Svizzera. Allora viveva a Genova, in una casa di Lungoparco Gropallo, in compagnia del suo pianoforte, nel cui studio era guidata dagli insegnamenti del maestro Alfredo They. Un rapporto, quello con lo strumento, destinato a interrompersi quando di fronte alle rivendicazioni della classe operaia e in un momento in cui la politica italiana sembrò imboccare una svolta a destra, Lisetta decise – con sommo sconforto del suo maestro – di partecipare alle manifestazioni di piazza, noncurante del fatto che le sue mani di pianista potessero subire qualche incidente.
 

Travestiti, Genova, 1965-71 Ph. © Lisetta Carmi

Travestiti, Genova, 1965-71 Ph. © Lisetta Carmi

Mise da parte così la sua già avviata carriera musicale, senza peraltro abbandonare lo studio della musica che durò almeno 35 anni. Per tre anni, dal 1961 al 1964, è stata fotografa di scena al Teatro Duse di Genova, ma il suo sguardo si allargò agli studi degli artisti, alle vie di città desolate, ai volti dei profughi, ai bambini, alle chiatte del porto genovese, alle case e ai letti dei travestiti la rivelazione della cui esistenza fece scandalo nella società perbenista degli anni ’70: “amo i poveri, gli emarginati e i bambini che sono la vera ricchezza del mondo”, dichiarò Lisetta in un’intervista.
 

La scuola di Herakhan, India, 1977 Ph. © Lisetta Carmi

La scuola di Herakhan, India, 1977 Ph. © Lisetta Carmi

Lisetta Carmi fu la prima in Italia a documentare un parto naturale, e lo fece con immagini ancor oggi potenti e impressionanti, ma la sua arte fu anche strumento di denuncia delle condizioni di lavoro degli operai del porto di Genova, con i loro volti segnati dalla fatica e la salute messa a rischio dallo scarico dei fosfati (fece scalpore l’immagine dell’operaio ricoperto di polvere bianca). Da un lato i protagonisti del mondo culturale cittadino, dall’altro il volto nascosto e a volte inconfessabile della sua Genova.
 

Portuale di Genova ricoperto dalle polveri di fosfati Ph. © Lisetta Carmi

Portuale di Genova ricoperto dalle polveri di fosfati Ph. © Lisetta Carmi

 
Camalli al lavoro nel porto di Genova Ph. © Lisetta Carmi

Camalli al lavoro nel porto di Genova Ph. © Lisetta Carmi

Straordinari anche i ritratti di Ezra Pound. Li realizzò durante un incontro fugace con il poeta nella sua casa di Rapallo, dove si era rifugiato una volta uscito dal manicomio criminale statunitense in cui era stato internato per motivi politici. Non fu l’unico esponente di spicco del mondo della cultura a finire davanti al suo obiettivo, avendo realizzato ritratti di artisti come Lucio Fontana, Luigi Dallapiccola, Leonardo Sciascia, Claudio Abbado, Joris Ivens, Carmele Bene e Lele Luzzati.
 

Ezra Pound a S. Ambrogio di Rapallo Ph. © Lisetta Carmi

Ezra Pound a S. Ambrogio di Rapallo Ph. © Lisetta Carmi

Molto significativi anche gli scatti realizzati durante i numerosi viaggi compiuti in giro per l’Italia e per il mondo: dalle foto scattate in Sicilia e in Sardegna a quelle realizzate in paesi stranieri come l’America Latina, l’Irlanda, Israele, la Palestina, l’Afghanistan e l’India.
 

Irlanda, 1975 Ph. © Lisetta Carmi

Irlanda, 1975 Ph. © Lisetta Carmi

 
Kabul, Afghanistan Ph. © Lisetta Carmi

Kabul, Afghanistan Ph. © Lisetta Carmi

E proprio il rapporto con l’India sarebbe stato cruciale per la sua vita futura: là conobbe infatti il maestro Babaji, uno yogi considerato immortale che, a quanto pare, le indicò Cisternino come meta definitiva della sua esistenza; luogo dove, nel 1979, Lisetta avrebbe fondato l’ashram Bhole Baba, dedicandosi alla diffusione dell’insegnamento del suo maestro, e dove è ancora felice di vivere.

Sebbene la sua carriera di fotografa, per scelta deliberata, sia durata poco più di un ventennio (fino al 1984), Lisetta Carmi ha prodotto un vasto archivio e la sua opera è da molti anni oggetto di un grande interesse da parte di studiosi e appassionati; un interesse ancora vivissimo, anche grazie all’azione spesso congiunta di enti pubblici e privati (come la prestigiosa Galleria Martini & Ronchetti di Genova), che trova riscontro nelle numerose partecipazioni ad eventi d’arte come le ultime edizioni di Arte Fiera o la antologica dello scorso anno al Museo di Trastevere a Roma, oppure ancora le prossime importanti mostre in programma al MAN di Nuoro, ad Arles e al MUST di Lecce, città dove nel 2011, nel corso del Festival del Cinema Europeo, fu presentato in anteprima il docu-film Lisetta Carmi. Un’anima in cammino di Daniele Segre, insieme alla personale “Alla ricerca della verità”, organizzata al Cineporto dalla Apulia Film Commission.

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