Inseguendo il solstizio d’estate. Sole superstar a S. Leonardo di Siponto e nella Cattedrale di Bari

Puglia - Il sole che filtra dal rosone centrale della Cattedrale di S. Sabino (Bari) ne proietta la sagoma luminosa sul rosone intarsiato in marmo sul pavimento davanti all'altare maggiore - Ph.: © Ferruccio Cornicello

Puglia – Il sole che filtra dal rosone centrale della Cattedrale di S. Sabino (Bari) ne proietta la sagoma luminosa sul rosone intarsiato in marmo sul pavimento davanti all’altare maggiore – Ph. © Ferruccio Cornicello

«Ricordatevi che è scritto che val meglio il poco del giusto che le ricchezze di tutti gli empi, e che un sbocconcello di duro pane, mangiato nella gioia di una coscienza pura, è da preferirsi alle abbondanti e svariate provviste di quelle case ove regna la discordia.»
dalla Vita di san Leonardo, Insegnamenti di san Leonardo ai seguaci

di Redazione FDS

E’ stata una corsa contro il tempo, ma alla fine Famedisud è riuscita a documentare in due luoghi diversi della Puglia uno dei fenomeni più belli dell’anno facendo la spola fra l’estremità nord-ovest e il cuore della regione all’inseguimento del sole solstiziale di giugno. Alle 12.00 e alle 16,10 solari dello scorso 21 giugno – rispettivamente presso l’Abbazia di S. Leonardo di Siponto, a Manfredonia (Foggia), e presso la Cattedrale di S. Sabino a Bari – il sole ha fatto il suo ingresso trionfale nei due edifici sacri unendo Natura e Architettura e rivelandoci le straordinarie conoscenze di meccanica celeste dei nostri avi medievali. Sì, perché la precisione matematica con cui il fenomeno si manifesta ha del prodigioso. Il fenomeno accomuna questi due luoghi alla celebre cattedrale di Chartres, in Francia, dove lo stesso giorno di giugno accade qualcosa di analogo, con la differenza che i due siti pugliesi sono poco conosciuti da questo punto di vista, pur essendo facilmente raggiungibili ed offrendosi alla visita senza difficoltà alcuna: pertanto il prossimo anno attrezzatevi per un suggestivo “tour del sole” che non vi deluderà.

SOLSTIZIO A SAN LEONARDO DI SIPONTO

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Il sole solstiziale, attraverso il foro gnomonico, inizia a manifestarsi nell’Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Partiamo dall’Abbazia di S. Leonardo di Siponto, a Lama Volara, nella assolata campagna dei dintorni di Manfredonia. Noi arriviamo poco dopo le 10.00 e la gente, numerosissima, giunge alla spicciolata sotto la canicola estiva, ansiosa di assistere all’epifania del sole nella chiesa. C’è il tempo sufficiente – prima che l’orologio segni le 12,58 (corrispondenti al mezzogiorno solare) – di dare un’occhiata abbastanza approfondita all’edificio e all’area circostante. Qui anticamente passava una strada dei pellegrini (il cui tragitto è ancora percorribile) attestatasi nel tempo come “Via Sacra Langobardorum”, ossia il tratto che collegava direttamente l’antica capitale longobarda di Benevento al Santuario di San Michele sul Monte Gargano. Con la diffusione del culto micaelico, il Monte divenne infatti santuario nazionale dei Longobardi e la “Via Sacra Langobardorum”, uno degli itinerari privilegiati dai pellegrini, nell’Italia meridionale, verso la grotta dell’Arcangelo.

Lungo il percorso, che offriva diverse varianti verso la stessa meta, il pellegrino incontrava chiese, monasteri, castelli, ed ospizi. Importante punto di riposo e di sostentamento era appunto l’abbazia di San Leonardo in Siponto: dell’antica città romana e bizantina distrutta da Guglielmo I nel 1155, in un’area spopolatasi in seguito dai terremoti, oggi sopravvivono, isolati nella campagna, la cattedrale di Santa Maria ed il complesso di San Leonardo, la cui esistenza, protetta dai Normanni, è documentata fin dai primi del XII secolo. Si sa che nel 1127 l’Abbazia era officiata dai Canonici Regolari di Sant’Agostino, e che nel 1261 passò ai frati dell’Ordine Teutonico, che ne fecero il centro della loro attività in Puglia, rimanendovi fino alla seconda metà del Quattrocento. Usciti di scena anche i teutonici la gestione della chiesa, ormai considerata Badia, venne assegnata in ‘commendam’ ai cardinali delle diocesi locali.

L’Abbazia è intitolata a S. Leonardo di Noblac, un abate francese, che visse da eremita gran parte della vita. Venerato per la sua protezione degli imprigionati o carcerati ingiustamente, è normalmente raffigurato in abito diaconale, e più spesso col saio di un monaco, mentre regge fra le mani delle catene, proprio come lo si vede nella statua che campeggia su un altare della chiesa dell’Abbazia e sul suo magnifico portale scolpito in pietra.

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…il raggio di sole solstiziale è arrivato alla meta, nel punto che segna il centro della distanza fra i due pilastri della navata laterale sinistra, in corrispondenza di una piccola croce graffita sul pavimento – Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Ma vediamo in che modo il Sole interseca la dorata pietra dell’edificio, rivelando tutto il suo potere ‘fisico’ e simbolico. Da un foro praticato dagli antichi costruttori della chiesa, un raggio di sole viene intercettato alle 12,00 (ora solare) di ogni 21 giugno ed indirizzato in un punto del pavimento in cui compare graffita una piccola croce e corrispondente alla esatta metà dei due pilastri della navata laterale sinistra guardando dall’ingresso laterale della chiesa, ossia quello impreziosito dal bellissimo portale scolpito in pietra. E’ evidente che chi ha concepito questo ‘foro gnomonico’ doveva essere in possesso di precise conoscenze astronomiche che gli hanno permesso di scegliere il punto esatto del tetto in cui collocare il foro individuando la direzione Sud (dove il sole ‘passa’ a mezzogiorno) e osservando il momento preciso dell’anno in cui l’astro raggiunge la sua culminazione massima rispetto alla terra. Praticato il foro nel tetto, questo è stato corredato a mo’ di diaframma di un rosoncino a undici ‘petali’ affinché il raggio solare non si disperdesse, ma giungesse concentrato sul pavimento, sul quale si vede rispecchiato con grande intensità il disco solare. Il fatto che l’effetto solare nella chiesa non abbia le caratteristiche di una meridiana (dotata per sua natura di una struttura più complessa) non impedisce – secondo qualcuno – di ritenere comunque che fosse un sistema di computo del tempo segnalante un determinato giorno dal quale conteggiare il resto dei giorni dell’anno. Certo è che il punto del pavimento in cui il raggio va a cadere rappresenta una misura destinata a rimanere immutabile pur se nei secoli fosse cambiata la struttura del pavimento, proprio perché è il centro della distanza fra i due pilastri e questa non sarebbe certo potuta mutare finchè la chiesa fosse rimasta in piedi.

L’evento si colloca nell’ambito del ciclo annuale della luce, fatto di due fasi, l’una discendente che va dal solstizio d’estate (21 giugno) a quello d’inverno (21 dicembre); l’altra, ascendente, va dal solstizio d’inverno per arrivare al suo culmine al solstizio d’estate. Dal punto di vista simbolico, nell’ambito del cristianesimo, questo ciclo si ricollega alle figure di S. Giovanni Battista e del Cristo: il primo è il Precursore, l’Annunciatore che in Gv. 3,30 dice di Gesù: “Illum oportet crescere, me autem minui” (Egli deve crescere ed io diminuire). Non a caso il 21 giugno il sole raggiunge il suo apice, per poi iniziare a discendere, mentre il 21 dicembre raggiunge il suo minimo e quindi comincia a salire. Le date della natività del Battista e del Cristo, che la tradizione colloca proprio un po’ dopo i due solstizi, sembrano chiaramente mostrare l’aspetto discendente dell’uno (il Battista) e quello ascendente dell’altro (Cristo). In tutto ciò il sole del 21 giugno, quello che passa allo zenith, è dunque la Luce al suo apice, il trionfo del Cristo-Sole che non declina perché posto fuori dal Tempo naturale.

Andando alla ricerca di una simbologia molto più antica, che trova correlazione con quella racchiusa ad es. in siti megalitici del nord Europa come Stonehenge ma riscontrabile anche molto più a sud, il punto in cui cade il raggio solare rappresenterebbe una sorta di centro sacro, un luogo cioè dove il “divino” si unisce con il “terreno”. E’ l’antico concetto di ‘omphalos’ (ombelico) che si riscontra in molte culture megalitiche, nella Bibbia e anche in civiltà come quelle egizia e greca, ed è l’idea di una proiezione in terra di un centro celeste, il “luogo” cioè dove l’uomo può entrare in contatto con gli dei. Del resto non dimentichiamo che il Gargano è il luogo del culto solare per eccellenza che fonde paganesimo e cristianesimo trionfante in quell’altro straordinario luogo che è la grotta-santuario di S. Michele a Monte S. Angelo. Di questo e di altro ancora si è parlato nel corso dell’interessante convegno “I solstizi nella storia dell’uomo” tenutosi nell’Abbazia di S. Leonardo sempre lo scorso 21 giugno, nelle ore che hanno preceduto il fenomeno.

ALTRI FENOMENI ASTRONOMICI

A S. Leonardo di Siponto il sole torna a penetrare fra le navate della chiesa in altre due importanti occasioni astronomiche, ossia il 21 marzo e il 22 o 23 settembre, nei giorni cioè degli equinozi di primavera e d’autunno. Attraverso un secondo “foro gnomonico” posizionato questa volta sulla facciata ovest e formato da dieci fori a differenza di quello del solstizio che ne ha undici, al calar del sole intorno alle ore 16.00 circa, un fascio di luce interseca in orizzontale la navata sinistra e colpisce l’abside proiettando un “medaglione di luce”. Quanto alla data di marzo, per il Cristianesimo è importante accertare con esattezza la data dell’equinozio di primavera (21 marzo) perché in base ad essa si stabilisce la data della Pasqua che deve coincidere con la prima domenica dopo il plenilunio successivo al 21 marzo. A partire dalla data di settembre inizia la ‘risalita’ della luce fino a raggiungere il suo culmine nel solstizio d’estate dell’anno successivo.

UNA GEMMA SCULTOREA: IL PORTALE

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Particolare del portale istoriato della Abbazia di S. Leonardo di Siponto: scena con la visita dei Magi al Bambino – Ph. © Ferruccio Cornicello

Andare a S. Leonardo per ‘vivere’ il magico momento del solstizio è anche l’occasione per ammirarne l’affascinante architettura. Fra i tanti dettagli architettonici e decorativi per i quali rinviamo alla relativa voce enciclopedica (v.) spicca senza dubbio la decorazione scultorea a rilievo del portale laterale della chiesa che sul substrato del romanico pugliese accoglie influssi francesi ed abruzzesi. Dando uno sguardo a partire dalla lunetta si vede al centro il Cristo benedicente nella mandorla fiancheggiato da due angeli. Intorno, partendo da sinistra a destra si scorgono un toro, un angelo, una cerva, un centauro che suona la lira, un drago, un secondo centauro che suona il flauto, un’aquila e il leone. Alcuni di questi simboli, come il toro e la cerva appaiono come la rivisitazione di antiche icone pagane che rimandano ai simboli di divinità come Dioniso e Diana legate alla vegetazione, mentre il centauro riecheggia la doppia natura dell’uomo che suona strumenti “filisofali” come la lira e il flauto. Interessanti anche i due leoni stilofori: il primo raffigurato nell’atto di sbranare un uomo nudo, rappresenterebbe il diavolo “predatore” di anime, mentre l’altro che si ciba di una sorta di serpente avrebbe una valenza opposta, ossia del Bene che sconfigge il Male.

Gli stipiti e le cornici del portale, dell’arco e della lunetta sono scolpiti con ornamenti vegetali, zoomorfi e antropomorfi. I due capitelli interni sono costituiti da due blocchi trapezoidali con scolpite alcune scena: quello di sinistra rappresenta l’Arcangelo Michele che trafigge un drago con la lancia, un pellegrino a cavalcioni su di un’asina la quale, alla vista dell’angelo con una spada, china il capo (qualcuno lo identifica con Bàlaam, un mago babilonese, noto per un fatto descritto nella Bibbia – Deuteronomio 23,4-5 – il quale era stato inviato a sgominare gli Israeliti con la sua magia, ma venne fermato da un angelo. Il capitello di destra raffigura invece i tre Re Magi che vanno verso la Vergine con il Bambino Gesù e San Giuseppe). Nel frontone appaiono scolpite due figure maschili. Quella di sinistra, secondo alcuni rappresenterebbe Sant’Agostino, mentre per altri autori sarebbe San Giacomo, ma potrebbe anche trattarsi di un laico sovrano o pellegrino, non portando aureola. Quella di destra , con cappuccio sulla testa, un libro in mano ed una catena, raffigura senz’altro San Leonardo.

IL SOLSTIZIO NELLA CATTEDRALE DI BARI: IL TRIONFO DELLA LUCE

E’ da epoca relativamente recente che la Bari contemporanea si è accorta dell’esistenza di un fenomeno solstiziale anche nella bellissima Cattedrale romanica di S. Sabino (per la cui descrizione storico-architettonica rinviamo alla relativa voce enciclopedica (v.): risale infatti al 2007 la scoperta del sacrista Michele Cassano che notò il fenomeno della congiunzione fra la luce filtrante dal grande rosone della facciata e il suo omologo intarsiato in marmo sul pavimento davanti all’altare maggiore della chiesa duecentesca. Prima di allora (tranne ovviamente che nel Medioevo e forse anche in qualcuno dei secoli successivi) la cosa era passata inosservata a causa delle panche che ricoprivano il punto del magico connubio. Da qualche anno l’evento dallo straordinario impatto visivo viene celebrato con uno spettacolo di musica, danza, canto e recitazione, che rendono omaggio all’avvento del Sol Invictus (il sole invincibile, che nella simbologia cristiana si identifica con il Cristo, e in quella pagana, simboleggia il trionfo della luce sulle tenebre nell’ambito del ciclo naturale, sebbene non senza riflessi nella sfera spirituale.

Il momento culminante del fenomeno si ha intorno alle 17,10 ma già nei minuti che precedono di molto quest’attimo si vede la luce solare fare il suo ingresso in chiesa spettacolarmente frazionata in altrettanti raggi dai ‘petali’ del rosone centrale. L’effetto viene potenziato in modo suggestivo attraverso una abbondante aspersione di incenso che con gestualità ieratica viene diffuso nella navata centrale da un uomo e da una giovane donna. Le volute di fumo salgono verso l’alto in mille arabeschi e così come il pulviscolo atmosferico, accentuano per contrasto la visibilità dei fasci di luce. Anche il fenomeno di Bari, come quello dell’Abbazia di S. Leonardo di Siponto, rivela persino al visitatore più profano la straordinaria perizia (secondo alcuni una vera “sapienza iniziatica”) degli antichi costruttori di cattedrali nel porre in relazione fenomeni astronomici e architetture sacre, a sottolineare il legame profondo, mediato dalla Natura nel suo insieme, fra l’Umano e il Divino.

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Solstizio d'estate a S. Leonardo di Siponto e nella Cattedrale di Bari | PHOTOGALLERY

Il raggio di sole penetra dal foro gnomonico e illumina un volto umano sul capitello, Abbazia S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Chiesa dell'Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Parte absidale della Chiesa dell'Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Stemmi adornano un antico pozzo con vasca presso l'Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Stemmi adornano un antico pozzo con vasca presso l'Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Scorcio della facciata e della cupola della chiesa di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Strutture architettoniche dell'Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Strutture architettoniche dell'Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Il pubblico del convegno “I solstizi nella storia dell’uomo” tenutosi in una sala dell’Abbazia di S. Leonardo lo scorso 21 giugno 2013, prima del fenomeno solstiziale all'interno della chiesa - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Interno della chiesa di S. Leonardo di Siponto (Fg). Scorcio della cupola - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Interno della chiesa di S. Leonardo di Siponto (Fg). Alcuni affreschi e scudi crociati teutonici riportano alla metà del Duecento - Ph. © Ferruccio Cornicello

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In controluce la sagoma di San Leonardo di Noblac mentre regge fra le mani le catene dei privati ingiustamente di libertà, di cui è protettore - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Il sole fa la sua prima apparizione attraverso il foro gnomonico...il raggio colpisce l'arco della volta, S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Nella penombra la sagoma di San Leonardo di Noblac mentre regge fra le mani le catene dei privati ingiustamente di libertà, di cui è protettore - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Le catene votive appese ai lati dell'altare della chiesa di S. Leonardo di Siponto, in omaggio a S. Leonardo di Noblac, protettore dei prigionieri ingiustamente detenuti - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Il sole mostra il suo primo riflesso sul pavimento della chiesa dell'Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Ad annunciare l'arrivo dell'estate, nella chiesa di S. Leonardo di Siponto (Fg), non c'è soltanto il sole, ma anche un'enorme grillo poggiato sulla parete in blocchi di tufo dell'edificio sacro - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Il raggio di sole solstiziale penetra dal foro gnomonico ed illumina il capitello del pilastro, Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Il raggio solare procede nella sua apparente evoluzione sul pavimento della chiesa di S. Leonardo di Siponto, man mano che la Terra fa il suo movimento intorno al sole - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Il raggio di sole solstiziale penetra dal foro gnomonico ed illumina un volto umano scolpito sul capitello, Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Il raggio di sole solstiziale penetra dal foro gnomonico e si proietta sempre più visibile nella Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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...per accentuare l'effetto viene messo a bruciare dell'incenso le cui volute avidenziano ancor più il raggio di sole, Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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In controluce il raggio di sole che penetra dal foro gnomonico il 21 giugno nella chiesa di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Il raggio di sole solstiziale ha quasi raggiunto la meta...nel punto intermedio fra i due pilastri della navata sinistra della chiesa di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Sole superstar nella chiesa di S. Leonardo di Siponto, Manfredonia (Foggia) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Sole superstar nella chiesa di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Il raggio di sole solstiziale continua a fare spettacolo nella chiesa di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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...il raggio di sole solstiziale è arrivato alla meta, nel punto che segna il centro della distanza fra i due pilastri della navata laterale sinistra, in corrispondenza di una piccola croce graffita sul pavimento - Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Uno dei due capitelli interni del portale (quello di sinistra) , costituiti da blocchi trapezoidali mostra scolpita una scena con l’Arcangelo Michele che trafigge un drago con la lancia, un pellegrino a cavalcioni su di un'asina la quale, alla vista dell'angelo con una spada, china il capo (qualcuno lo identifica con Bàlaam, un mago babilonese, noto per un fatto descritto nella Bibbia - Deuteronomio 23,4-5 - il quale era stato inviato a sgominare gli Israeliti con la sua magia, ma venne fermato da un angelo - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Scena da uno dei due capitelli interni del portale (quello di sinistra) , costituiti da blocchi trapezoidali: mostra scolpito l’Arcangelo Michele che trafigge un drago con la lancia, Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Scena da uno dei due capitelli interni del portale (quello di destra) , costituiti da blocchi trapezoidali: mostra i tre Re Magi che vanno verso la Vergine con il Bambino Gesù e San Giuseppe, Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Scena da uno dei due capitelli interni del portale (quello di destra) , costituiti da blocchi trapezoidali: mostra i tre Re Magi che vanno verso la Vergine con il Bambino Gesù e San Giuseppe, Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Nella lunetta del portale si vede al centro il Cristo benedicente nella mandorla fiancheggiato da due angeli. Intorno, partendo da sinistra a destra si scorgono un toro, un angelo, una cerva, un centauro che suona la lira, un drago, un secondo centauro che suona il flauto, un’aquila e il leone. Alcuni di questi simboli, come il toro e la cerva appaiono come la rivisitazione di antiche icone pagane che rimandano ai simboli di divinità come Dioniso e Diana legate alla vegetazione, mentre il centauro riecheggia la doppia natura dell'uomo che suona strumenti "filisofali" come la lira e il flauto - Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Motivi vegetali e misteriose figure grottesche sul portale della Chiesa dell'Abbazia di San Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Nel frontone appaiono scolpite due figure maschili. Quella di destra , con cappuccio sulla testa, un libro in mano ed una catena, raffigura senz’altro San Leonardo, titolare della omonima Abbazia di Siponto (Fg) - Ph.: © Ferruccio Cornicello

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Gli stipiti (nella foto quello di sinistra) e le cornici del portale, dell'arco e della lunetta sono scolpiti con ornamenti vegetali, zoomorfi e antropomorfi - Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Gli stipiti (nella foto quello di destra) e le cornici del portale, dell'arco e della lunetta sono scolpiti con ornamenti vegetali, zoomorfi e antropomorfi - Abbazia di S. Leonardo di Siponto (Fg) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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L'Abbazia di San Leonardo di Siponto, adiacente alla omonima chiesa dove si verifica il fenomeno del sole solstiziale. Oggi i monaci sono tornati ad abitare l'abbazia dopo una lunghissima assenza - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Facciata della cattedrale di S. Sabino (XII sec.), a bari in P.zza dell'Odegitria - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Part. della facciata della cattedrale di S. Sabino a Bari. In primo piano il rosone protagonista del fenomeno solstiziale che si ripete ogni 21 giugno - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Alcuni dettagli della ricca decorazione simbolico-allegorica che caratterizza l'esterno della Cattedrale di S. Sabino, Bari - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Fenomeno del sole solstiziale nella Cattedrale di S. Sabino, Bari - 21 giugno 2013 (v. articolo) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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...lentamente il sole che filtra dal rosone centrale della Cattedrale di Bari ne proietta la sagoma luminosa sul rosone intarsiato in marmo sul pavimento davanti all'altare maggiore - Ph. © Ferruccio Cornicello

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...lentamente il sole che filtra dal rosone centrale della Cattedrale di Bari ne proietta la sagoma luminosa sul rosone intarsiato in marmo sul pavimento davanti all'altare maggiore - Ph. © Ferruccio Cornicello

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...lentamente il sole che filtra dal rosone centrale della Cattedrale di Bari ne proietta la sagoma luminosa sul rosone intarsiato in marmo sul pavimento davanti all'altare maggiore. Il tutto sotto l'occhio attento del pubblico che intanto segue un concerto di musica sinfonica - Ph. © Ferruccio Cornicello

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L'aspersione di incenso accentua l'effetto della luce solare che penetra dal rosone centrale della Cattedrale di Bari e va a toccare, sovrapponendosi ad esso, il mosaico che riproduce sul pavimento lo stesso rosone - Ph. © Ferruccio Cornicello

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...un uomo porta con incedere ieratico l'incensiere da cui si levano ampie volute di fumo... - Cattedrale di San Sabino, Bari - Ph. © Ferruccio Cornicello

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...ora tocca a una donna... - Cattedrale di San Sabino, Bari - Ph. © Ferruccio Cornicello

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...l'offerta dell'incenso al Sole si carica di simbologie che affondano le loro radici agli albori del Cristianesimo e fra i retaggi del soccombente paganesimo... - Cattedrale di San Sabino, Bari - Ph. © Ferruccio Cornicello

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...ecco il momento fatidico della sovrapposizione fra la luce proiettata dal sole attraverso il rosone della facciata e il rosone intarsiato sul pavimento antistante l'altare maggiore... - Cattedrale di S. Sabino (Bari) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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...un momento della performance musicale-coreografica che ha accompagnato il fenomeno solstiziale... - Cattedrale di San Sabino, Bari - Ph. © Ferruccio Cornicello

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...ancora un momento della performance musicale-coreografica che ha accompagnato il fenomeno solstiziale... - Cattedrale di San Sabino, Bari - Ph. © Ferruccio Cornicello

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...Il saluto al Sole, in un momento della performance musicale-coreografica che ha accompagnato il fenomeno solstiziale... - Cattedrale di San Sabino, Bari - Ph. © Ferruccio Cornicello

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...Apoteosi della Luce. il sole solstiziale è al suo culmine nella Cattedrale di San Sabino, a Bari - Ph. © Ferruccio Cornicello

VISITE AI DUE LUOGHI SACRI:

La chiesa di SAN LEONARDO DI SIPONTO è aperta tutti i giorni dalle ore 09:00 circa alle ore 19:00.
Celebrazione della Santa Messa: Lunedì e Martedì ore 08,00
Domenica e precetto alle ore 11,00
(nfo: (+39) 3476519076
www.sanleonardodisiponto.it

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La CATTEDRALE DI BARI è aperta tutti i giorni dalle ore 8.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00
Tutti i Sabato dal 1° luglio al 30 settembre visite guidate serali alla fabbrica e al succorpo.
Info: (+ 39) 080.5210605

LE MAPPE: S. LEONARDO DI SIPONTO  E  CATTEDRALE DI  BARI
 

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