Innovazione sociale e rinascita del patrimonio culturale del Sud: un corso gratuito dell’Università di Napoli

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Puglia - Ostuni, la città bianca - Ph. Francesco Zuccolo | CCBY2.0

Puglia – Ostuni, la città bianca – Ph. Francesco Zuccolo | CCBY2.0

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di Redazione FdS

Nella sconfortante situazione generale in cui versa il patrimonio culturale e ambientale italiano, a rischio per scarsità di risorse e crisi economica, emergono esperienze inedite: iniziative promosse da cittadini appassionati e competenti che hanno ri-funzionalizzato siti, luoghi, saperi e tradizioni, riorganizzando le relazioni comunitarie e il lavoro. Su questo tema l’Università di Napoli “Federico II”, che aderisce al progetto EMMA (European Multiple MOOC Aggregator), propone, a partire dal 14 maggio,  il corso (gratuito) su “Cultural heritage, Social Innovation and New Citizenship”, una virtual classroom per seguire la quale occorre collegarsi QUI e attivare la procedura di iscrizione.

Il corso passerà dapprima in rassegna un’analisi del patrimonio culturale abbandonato e degli attuali inadeguati modelli di gestione tradizionali. Successivamente, si presenteranno una serie di casi di successo di storie di innovazione spontanea e necessaria che hanno portato alla rinascita del patrimonio dimenticato in particolare nella dimensione minore del Sud Italia, soffermandosi in particolare sul fenomeno dell’innovazione sociale e sulla sua applicabilità al patrimonio culturale.

Obiettivi didattici
In questo MOOC verranno illustrate una serie di storie emblematiche che in questi anni si sono sviluppate nell’Italia del Sud, e che hanno provato con un approccio innovativo ad affrontare la problematica della tutela del patrimonio culturale ed ambientale. Si tratta di casi esemplari di progetti nati senza un supporto istituzionale utili però ad esplorare un fenomeno di crescente interesse che mostra evidenti interventi di innovazione sociale dal basso.  Sulla base di queste esperienze saranno descritte le caratteristiche di un nuovo modello di gestione del patrimonio culturale ed ambientale che viene innescato proprio dalla partecipazione dei cittadini e che si ispira al concetto di Social innovation.

Al termine del corso si avranno gli strumenti per:

diagnosticare i problemi e le sfide provenienti dal contesto culturale;
sviluppare e applicare modelli di sviluppo partecipativi;
impiegare metodi e processi interdisciplinari.
Lo studio dei casi, inoltre, consentirà, attraverso l’impatto con esperienze reali, l’apprendimento di nozioni per lo sviluppo della capacità di costruire relazioni, coalizioni e sistemi per supportare e sostenere il cambiamento.

Risultati
Queste storie di innovazione sociale in ambito culturale iniziano ad essere numerose, ma trattandosi di tanti piccoli racconti non fanno troppo rumore. Non si è in presenza di start-up innovative, non ci sono venture capitalist interessati, non ci sono guadagni milionari. Sono tante piccole stelle che provano a fare luce in un panorama molto difficile e critico. La convinzione dei promotori del corso è che ci sia molto da imparare da queste storie.

Si tratta ancora di pochi casi e sicuramente è un fenomeno da seguire e da approfondire, ma al termine di questa prima tappa sarà possibile già mettere a fuoco una serie di questioni che emergono chiaramente:

il superamento degli stereotipi: i casi offrono una realtà sul Mezzogiorno e sul Mediterraneo che va oltre il lamento e il fatalismo, oltre l’opportunismo e oltre gli scontri e le contrapposizioni;
la possibilità del cambiamento: tutte le storie rappresentano delle esperienze concrete e visibili di rigenerazione, anche in contesti davvero sfavorevoli;
l’approccio sperimentale: verso nuovi modelli di gestione.

Docente
Stefano Consiglio, University of Naples Federico II
Stefano Consiglio è Prof. Ordinario di Organizzazione aziendale presso l’Università Federico II di Napoli, Dipartimento di Economia Management e Istituzioni. E’ stato vice-presidente del Polo delle Scienze Umane della Federico II di Napoli e Direttore del Dipartimento di Sociologia. E’ il coordinatore del Corso di Studi Magistrale in Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale e Ambientale dell’Università Federico II. E’ membro del consiglio direttivo dell’Accademia Italiana di Economia Aziendale (AIDEA). L’attività di ricerca scientifica del prof. Consiglio è incentrata su tematiche collocate nell’area dell’organizzazione aziendale, della gestione del personale e dell’innovazione e creazione di impresa.

Coautore
Adriana Scuotto, EMMA Project
“Nice to meet you, I’m Adriana!
I almost reached the fateful age of 30…For 10 years, the passion, study and work have led me to be interested in cultural heritage and its forms of organization and management.
Recently I discovered the world of MOOC and I like it very much!
Keep in touch!…”

Coautore
Agostino Riitano
Agostino Riitano è Cultural Manager, conoscitore delle tematiche culturali del Sud Italia e dell’area Euro-Mediterranea, sperimenta nuovi modelli rigenerazione urbana mediante la valorizzazione del patrimonio e delle eredità culturali, attivando progetti di innovazione sociale e creolizzazione dei linguaggi espressivi. Fonda nel 2003 Officine Efesti, centro di produzione creativa e associazione per la promozione delle arti contemporanee nell’area Euro-Med. Dal 2006 è stato direttore artistico di Eruzioni Festival, Barock, Festival delle Culture Giovani e Tra- sparenze Festival. È stato tra i cofondatori del Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea (C.Re.S.Co). Si è occupato del management culturale del progetto di co-design e sviluppo locale del Rione Sanità di Napoli. Attualmente è project manager di Rural Hub, progetto di ricerca che favorisce l’affermazione di change maker rurali. Fa parte del team della direzione artistica del progetto Matera 2019-  Città di Matera a Capitale Europea della Cultura. Come esperto di social innovation partecipa alla creazione del piano di sviluppo turistico-culturale della Repubblica Dominicana. Consulente di OCSE per le politiche culturali delle regioni del Sud Italia. Docente di project management presso il Corso di Alta Formazione in Management dei Beni Culturali e Ambientali dell’Università Federico II di Napoli.

 

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