La Sicilia secondo Karel Čapek

taormina

Il teatro greco di Taormina, olio su tela di Joséphine Sarazin de Belmont (1825)

Proseguiamo il nostro viaggio alla ricerca delle impressioni sul Sud Italia riportate da viaggiatori molto “speciali” nei loro ‘cahiers de voyage’, riportando quelle sulla Sicilia orientale del giornalista, scrittore e drammaturgo ceco Karel Čapek (1890-1938) che le affidò all’opera “Fogli italiani” * nel capitolo “Da Palermo a Taormina”. Il libro è un ‘diario’ di viaggio scritto per un quotidiano di Praga nel 1923, che si rivela particolarmente interessante in quanto concepito come una sequenza di impressioni e di immagini lontane da ogni luogo comune e dalla visione oleografica imperante all’epoca dell’autore:

«Pagatemi queste righe a peso d’oro, non per la loro straordinaria bellezza ma perchè io stesso le devo pagare così care. Se stimo ogni piccola stella dieci centesimi e un centesimo ogni profondo mormorio del mare, dieci lire il fuocherello rosso sulla cima dell’Etna e mezza lira ogni ora dell’aria balsamica – come vedete, non tengo conto né dei riflessi del mare, né delle palme, né del vecchio castello, e nemmeno del teatro greco che di notte non ha niente con cui attirare l’attenzione – allora, veramente ne vale la pena e sia lodato Dio che mi ha mandato in questa parte del mondo».

* Il volume è attualmente disponibile nella edizione pubblicata da Sellerio nella traduzione di Daniela Galdo.

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