Gestione beni culturali, urge riforma nazionale. Amarelli: «Da fruizione dei musei ricchezza condivisa»

AMARELLI

L’imprenditore calabrese Fortunato Amarelli, CEO della Amarelli Liquirizia

di Redazione FdS

Musei e offerta culturale nella Sibaritide, una diversa ed unitaria gestione manageriale di siti e marcatori identitari come il Parco ed il Museo Archeologico della Sibaritide insieme, ad esempio, al sito delle Grotte di S. Angelo di Cassano, al Castello Ducale di Corigliano, al Codex Purpureus ed al Parco archeologico bruzio di Castiglione di Paludi potrebbe rappresentare l’imbocco di un percorso territoriale virtuoso capace di far aumentare gli scarsissimi flussi turistici attuali, incrementando appeal, marketing e facilità di fruizione e, quindi, generando ricchezza locale condivisa. Ne è convinto Fortunato Amarelli – CEO della Amarelli Liquirizia, la storica azienda familiare con sede a Rossano Calabro (Cosenza) – per il quale è assolutamente replicabile e superabile, in termini di potenziale culturale a disposizione sul territorio, quella che è ormai unanimemente considerata la gestione virtuosa di una piccola impresa culturale: il Museo Storico della Liquirizia “Giorgio Amarelli”.

Con i suoi circa 50 mila visitatori all’anno (quasi il triplo rispetto a quelli del Museo Archeologico di Sibari), l’Amarelli è il secondo museo aziendale italiano dopo il celebre Museo Enzo Ferrari di Modena. Se si considera, poi, che il brand italiano Ferrari è risultato essere il più conosciuto al mondo, più di Coca Cola, ci si rende facilmente conto di due dati: 1) che l’esperimento innovativo avviato oltre dieci anni fa a Rossano rappresenta un oggettivo esempio di efficienza nella gestione dei beni culturali al quale guardare con attenzione nel e dal settore pubblico; 2) e che è proporzionalmente misurabile l’esponenziale beneficio in termini di marketing territoriale che Rossano trae dall’accostamento simbolico immediato a questo particolare museo e, più in generale, alla liquirizia. Conclusioni confermate, tra l’altro, da un indicatore fortemente indicativo: Tripadvisor, per il quale il Museo rossanese della Liquirizia è emerso come prima proposta tra i musei calabresi, seguito da quello di Reggio con i Bronzi di Riace!

La riflessione di Fortunato Amarelli, ribadita nel giorno in cui il Museo della Liquirizia ha partecipato alla Notte dei Musei, evento che coinvolge più di 30 paesi europei, è più generale ed investe la necessità, per il Sistema Italia, di rivedere con urgenza normative e prassi relative alla gestione dei beni culturali nazionali. “Lo stato disastroso dei nostri beni culturali – spiega – sui quali dovrebbe strutturarsi la sola strategia vincente del Bel Paese per risalire la china e riprendere a scalare le classifiche del turismo internazionale è ormai un dato sul quale non servono ulteriori inchieste. Siamo di fronte ad un sistema complessivamente fallimentare. È, forse, il problema italiano per eccellenza se rapportato al potenziale turistico ed economico inutilizzato o utilizzato male. In questa cornice – prosegue – è opportuno iniziare a valutare in un’ottica diversa da quella prevalsa sino ad oggi la possibilità che parte della gestione dei beni culturali possa essere delegata al settore imprenditoriale. Mi riferisco ad esempio – precisa – alle strategie di marketing, ai sistemi ed alle politiche di biglietteria, alla logistica, alla fruizione ed alle visite guidate, tutti settori sui quali è possibile liberare economia per stimolare la ripresa economica del Paese trasformando in ricchezza effettivamente fruita e distribuita un patrimonio nazionale ad oggi sottoutilizzato o del tutto improduttivo. E basti qui solo ricordare un dato emerso in una delle più recenti inchieste giornalistiche di Gian Antonio Stella: il reddito prodotto dal Louvre a Parigi è superiore a quello realizzato da tutti i musei italiani. È evidente – conclude – che è sul management e sulle normative di gestione che bisogna intervenire con urgenza.”

fonte: Montesanto sas – Comunacazione e Lobbying

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