Focus su Davide Ambrogio, eccellente talento della musica folk-etnica italiana

Davide Ambrogio

Davide Ambrogio

Cantante e polistrumentista calabrese, è uno degli artisti più talentuosi della scena musicale folk-etnica nazionale

di Enzo Garofalo

“E ora che il sangue si è rappreso ed il fuoco t’ha inghiottito / Sussurrami: ce l’hai un letto nel quale sognare? / E ora che l’aria è fuggita via da te e la mano si è fermata / tu dimmi: ce l’hai un tamburo su cui battere? / E ora che gli occhi sono spenti e i Fratelli son tornati indietro / Gridami: ce l’hai un mare in cui nuotare? / E ora che i fiori ti ricoprono / ma sono i figli che ti piangono / Cantami: con quante lame ti hanno trafitto?” È questa la traduzione dei primi versi di A San Michele, il brano in calabrese con il quale Davide Ambrogio, classe 1990, ha vinto l’undicesima edizione del Premio ”Musica contro le Mafie”, riconoscimento istituito dall’omonima associazione che fa parte di Libera e da anni, attraverso la musica e i musicisti, porta avanti il proprio impegno contro le mafie, per la giustizia sociale e per una cittadinanza attiva e responsabile. Quelle cantate da Ambrogio e scritte da Gianvincenzo Pugliese, sono parole, dure e provocatorie, che sgorgano come un funereo mantra dal trauma di una lacerazione, quella tra un figlio e un padre mafioso morto in un’ammazzatina tra clan. La rabbia e il dolore del figlio – resi magistralmente da Ambrogio in un emozionante crescendo musicale e vocale – sembrano preludere ad un sovvertimento di quegli snaturati legami familiari e di sangue su cui da sempre si regge la ‘ndrangheta, facendone l’associazione mafiosa in assoluto più omertosa. Una nuova consapevolezza s’insinua dunque ad alimentare lo spirito di ribellione e la speranza nell’avvento di una storia nuova, diversa, in cui sia la giustizia ad avere il ruolo da protagonista. Intanto lo sfogo assume la forma, quasi primordiale, di un canto funebre d’invocazione a San Michele simbolo, nella fede popolare, di Verità e Giustizia. Se il titolo evoca l’angelica figura cristiana, le atmosfere del brano – nel ritmo incalzante delle percussioni  e delle lamentazioni corali – sembrano infatti rimandare a trenodìe di arcaici riti funebri. Del resto Davide Ambrogio proviene da Cataforìo, antichissimo sobborgo grecanico (catachorìo) di Reggio Calabria, e non è escluso che certe ”inflessioni” dell’antico spirito magno-greco si trasmettano col Dna. Oltre alla parte vocale, sono di Davide Ambrogio anche la musica e un arrangiamento capace di fondere con raffinatezza e misura tradizione e innovazione (notare il sapiente uso dell’elettronica). Di seguito il video del pezzo con le suggestive animazioni di Alessandro Ferraro.
 

 
È una voce ‘antica’ quella di Davide, carica di una vibrante e intensa forza espressiva certamente alimentata da una profonda e vissuta conoscenza della musica di tradizione orale della sua terra; conoscenza allargatasi negli anni all’ethnos musicale di altre regioni come la Sardegna (ha frequentato seminari sul canto popolare con Elena Ledda, Simonetta Soru e Luca Nulchis e studiato le launeddas con Luigi Lai), la Puglia (canto polifonico salentino con Dario Muci) e la Sicilia (canto popolare e tamburello siciliano con Francesco Salvadore e zampogna e friscaletto siciliano con Pietro Cernuto), conseguendo una notevole padronanza tecnica ed estetica. Una formazione musicale che si è avvalsa anche del contributo di diversi altri maestri di prestigio, come Gabriella Aiello (tecnica vocale), Giovanna Marini (modi del canto contadino), Andrea Avena (composizione e arrangiamento), Charles Burrell (songwriting), Reso Kiknadze (musica tradizionale georgiana), Pekka Pylkkänen (improvvisazione), Albert Hera (circle singing), a dimostrazione del fatto che talento e studio non possono che andare di pari passo, premesse imprescindibili per risultare credibili su un palcoscenico.
 

Davide Ambrogio

Davide Ambrogio

Credibilità che Davide ha cominciato a guadagnarsi sul campo, come cantante e polistrumentista, fin dal suo trasferimento, nel 2011, a Roma dove si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione dell’Università “La Sapienza” e dove è entrato in contatto con diverse realtà musicali, tra cui Etnomusa, progetto di musica popolare della stessa Università da cui è gemmato il gruppo Musaica, un ensemble di dieci musicisti provenienti da Calabria, Puglia, Basilicata e Lazio che, rifuggendo da filologismi di sorta e incrociando le rispettive esperienze, hanno intrapreso un lavoro di reinterpretazione del vasto repertorio tradizionale, senza rinunciare alla proposta di brani originali, composti muovendo pur sempre dalle suggestioni della musica popolare e attingendo anche dalla poesia. Dei Musaica, che nel 2018 hanno pubblicato con RadiciMusic il loro primo album, ci piace qui ricordare Inferno V,  il Canto di Paolo e Francesca tratto dall’originalissima versione ottocentesca in calabrese, di Salvatore Scervini da Acri (Cosenza), della Divina Commedia di Dante, brano arrivato in finale all’edizione 2017 del Premio ‘Andrea Parodi’ di Cagliari, unico contest europeo dedicato alla world music (v. video seguente):
 

 
ALTRI PROGETTI MUSICALI

Musaica è solo uno degli interessanti progetti musicali attraverso i quali Davide Ambrogio sta mettendo a frutto il proprio multiforme talento: la sua attività musicale – che finora lo ha portato sulla scena di importanti rassegne e festival in Italia e all’estero (Francia, Belgio e Polonia) – lo vede impegnato anche come membro di altre tre formazioni: gli Skunchiuruti, band di musica dell’Aspromonte grecanico, i SIV (coi quali ha registrato anche un disco nei celebri Abbey Road Studios di Londra) ed Etnomusa, l’orchestra di musica tradizionale dell’Università La Sapienza di Roma. È inoltre protagonista di tre concerti-spettacolo, il primo dei quali, Evocazioni e Invocazioni, lo vede in scena da solo con alcuni dei suoi strumenti –  chitarra, lira, zampogna, percussioni e live elettronics – intento a proporre una riflessione sul potere evocativo della musica, esplorata nei suoi tratti caratterizzanti: timbro, colore, melodia, armonia, ritmo, danza, improvvisazione e anche sperimentazione. Nel video seguente un breve teaser dello spettacolo (2019):
 

 
Il secondo spettacolo è LinguaMadre, produzione originale nata dall’idea del giornalista e studioso di canzone d’autore Enrico De Angelis e promossa da Premio Nazionale ‘Città di Loano’ per la Musica Tradizionale Italiana, Premio ‘Andrea Parodi’ di Cagliari e Festival Mare e Miniere. Muovendo dal tema della madre – sia come figura ricorrente in molta poesia popolare sia come lingua – questa produzione mette in musica le poesie raccolte e pubblicate nel 1955 da P. P. Pasolini nel Canzoniere Italiano, un viaggio straordinario nella poesia popolare italiana nelle sue molteplici declinazioni linguistiche, espressioni di quella “lingua madre” purtroppo esposta a un lento processo di erosione. Insieme a Davide Ambrogio questo progetto vede impegnati altri tre interessanti talenti del folk italiano contemporaneo: il piemontese Duo Bottasso e la cantante friulana Elsa Martin, la cui voce s’alterna con quella di Ambrogio ed entrambe dialogano con il violino, la tromba e l’organetto del duo Bottasso, rileggendo in chiave creativa musiche e canti della tradizione orale o proponendo partiture del tutto originali. Da questo spettacolo è stato ricavato un primo album, registrato live a Roma e disponibile su Spotify. Nel video seguente, un segmento di LinguaMadre nel quale Davide Ambrogio esegue il canto grecanico Traguda! (in italiano “Canta!”):
 

 
È infine il turno di “Ô Sud!”, spettacolo musicale nato nel 2019 e dedicato alle polifonie italiane di tradizione orale, da anni oggetto di ricerca, sul campo e negli archivi sonori, da parte di Xavier Rebut, ideatore del progetto. Insieme allo stesso Rebut, ne sono protagonisti  Davide Ambrogio, Michele Manca e Germana Mastropasqua. Già presentato in Francia al Festival Les Suds di Arles, è un viaggio attraverso tutte le realtà meridionali conosciute dall’autore nel corso degli anni: dalla Sicilia si sale lungo la Calabria e si arriva fino in Lazio passando per Puglia e Molise, senza tralasciare la Sardegna, in un viaggio scandito dal suono di lira, flauti, tamburello e zampogna calabrese e fatto di canti e di paesaggi poetici che connotano la vita quotidiana di un mondo in profondo cambiamento. Un viaggio sonoro attraverso un’Italia popolare ricca di lingue, diversità, storia e culture che s’intrecciano fra loro, patrimonio di tutti. Nel video seguente, un teaser dello spettacolo:
 

 
L’esperienza musicale di Davide Ambrogio non si ferma all’attività concertistica ma include anche quella didattica: nel 2016 ha infatti preso parte, in qualità di insegnante, al progetto Erasmus+ Dance and music as the roots of cultural identity, svoltosi in Spagna, nella città di Valencia, oltre a tenere abitualmente lezioni individuali di canto e un laboratorio, Polifonie dal Mondo, per chiunque voglia approfondire lo strumento vocale attraverso canti del repertorio di tradizione orale dai diversi paesi del mondo. Ha anche scritto e arrangiato le musiche del documentario La quinta generazione di Michele Ambrogio e collaborato allo spettacolo teatrale La Fata Morgana, scritto e interpretato da Marica Roberto.

Il 2020, annus horribilis per chiunque svolga il mestiere della musica e del teatro, ha visto invece Davide Ambrogio premiato nell’ambito di due importanti manifestazioni: il Premio Ethnos Gener/azioni 2020 conferito a Napoli – un riconoscimento che promuove e valorizza progetti musicali improntati allo scambio e al dialogo tra culture, alla ricerca e alla creazione di nuovi linguaggi artistici – ed il Premio Musica contro le Mafie. Per quest’ultimo riconoscimento – la cui finalissima, condotta da Ismaele La Vardera de Le Iene, è stata trasmessa in streaming lo scorso 20 dicembre dal Teatro Rendano di Cosenza – Davide Ambrogio è arrivato primo tra i 10 artisti emergenti selezionati su circa ottocento partecipanti da tutta Italia, scelto da una giuria composta da Dario Brunori, Gianni Maroccolo, Erica Mou e Gabriella Martinelli, al cui giudizio favorevole si sono sommate le migliaia di voti ricevuti dal pubblico online. Ambrogio, e il secondo classificato De Almeida, si esibiranno e saranno premiati a Casa Sanremo 2021 durante la settimana del 71° Festival della Canzone Italiana. Insomma, Davide Ambrogio si conferma un artista da tenere d’occhio con attenzione per i prossimi anni.

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