Foce del fiume Crati: raro esempio di foresta planiziale naturale del Mediterraneo

Scorcio della foce del fiume Crati, Riserva Naturale Regionale - Ph. © Stefano Contin

Scorcio della foce del fiume Crati, Riserva Naturale Regionale – Ph. © Stefano Contin

di Redazione FdS

La foresta all’interno della Riserva naturale regionale della Foce del fiume Crati è “uno dei rari lembi di foresta mista planiziale in dinamica naturale (rewilding) nel bacino del Mediterraneo”: a dirlo è  uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionaleConservation Biology e intitolato “Necessità di una mappa globale della naturalezza delle foreste per un futuro sostenibile”, a cura dei professori Alessandro Chiarucci, dell’Università di Bologna, e Gianluca Piovesan, dell’Università della Tuscia.
 

Uccelli acquatici nella Riserva Naturale Regionale della Foce del fiume Crati - Ph. © Stefano Contin

Uccelli acquatici nella Riserva Naturale Regionale della Foce del fiume Crati – Ph. © Stefano Contin

Gli autori dello studio evidenziano come per uno sviluppo sostenibile gli alberi da soli non bastano, essendo necessarie anche le foreste naturali. I rilevamenti su scala globale, ottenuti con remote sensing (telerilevamento delle condizioni ambientali di un’area), mostrano come la copertura degli alberi stia avendo una sempre maggiore diffusione, ma copertura arborea e forestale non sono sinonimi perché la prima comprende anche gli impianti di alberi in sistemi agricoli e urbani. Occorre quindi accertare quale sia lo stato delle foreste naturali, ecosistemi complessi funzionali all’equilibrio della vita sulla terra. I due professori hanno pertanto voluto portare all’attenzione della comunità scientifica internazionale e dei decisori politici la necessità di dotarsi quanto prima di una mappa globale delle foreste con diverso grado di naturalità (foreste intatte, vetuste, in rewiilding e gestite) e di progettare adeguati spazi per i processi naturali liberi da condizionamenti antropici (rewilding) in ogni ecoregione per permettere la genesi delle foreste vetuste del futuro. Il lavoro pubblicato riporta così alcuni esempi italiani di tipologia di foreste e tra queste viene menzionata appunto quella presente all’interno della Riserva naturale regionale della Foce del fiume Crati.
 

Scorcio della Foce del fiume Crati - Ph. © Stefano Contin

Scorcio della Foce del fiume Crati – Ph. © Stefano Contin

La ricostituzione di foreste vetuste viene così indicato come un obiettivo prioritario e qualificante delle politiche ambientali poiché contribuisce alla mitigazione dei cambiamenti climatici (rimozione della CO2 dall’atmosfera) e alla conservazione di tante specie di flora e fauna minacciate. Conservare e ricostituire le foreste naturali significa garantire la preservazione di quella biocomplessità con i connessi processi ecologici che è alla base della vita sul pianeta e del mantenimento del suo stato di “omeostasi” funzionale. La mappa globale auspicata dai due professori, dovrebbe servire per misurare i trend futuri, anche se nella scala di tempo umana, le foreste a maggior grado di naturalità potranno, purtroppo, solo diminuire. Chiarucci e Piovesan sostengono che è necessario individuare e proteggere tutte le foreste rimaste con più alto livello di naturalità (foreste intatte e vetuste rimaste) responsabilizzando l’umanità verso la loro conservazione integrale.
 

La spiaggia alla foce del fiume Crati - Ph. Stefano Contin

La spiaggia alla foce del fiume Crati – Ph. © Stefano Contin

In Calabria, a prendersi cura della Riserva Regionale Foce del fiume Crati, così come della Riserva Lago di Tarsia, è l’ente Amici della Terra Italia, il cui impegno – affermano i responsabili – “sarà ora ulteriormente rafforzato nel promuovere azioni e programmi finalizzati alla conservazione non solo di questo relitto di bosco planiziale e degli habitat comunitari presenti, ma anche a tutelare e valorizzare una straordinaria e diversificata biodiversità di specie animali e vegetali costituita, ad oggi, da 180 specie di fauna vertebrata, 135 specie di invertebrati e vertebrati (pesci) dell’area marina e di transizione, 480 taxa di flora, 43 specie botaniche acquatiche, di cui 18 macrofite e 25 microfite e 62 generi di fitoplancton.”

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