Diagnosi precoce di tumori e infezioni: premiata per la ricercatrice pugliese Eleonora Macchia

La ricercatrice Eleonora Macchia - Ph.  Marianna Ladisa per Uniba

La ricercatrice Eleonora Macchia – Ph. Marianna Ladisa per Uniba

di Redazione FdS

Un budget da 2,5 milioni di euro per un progetto scientifico da sviluppare in cinque anni: è il riconoscimento Starting Grant – uno dei 172 finanziati per il panel Phisical sciences and engineeering – che lo European Research Council ha assegnato a Eleonora Macchia, giovane ricercatrice dell’Università di Bari, per aver ideato il progetto denominato NoOne che punta a creare una piattaforma per il rilevamento di molecole o marcatori genetici, anche singoli, grazie ai quali pervenire a una diagnosi precoce e rapida (nell’ordine di 20 minuti) di malattie come il cancro, le infezioni virali e quelle batteriche. Eleonora Macchia, che è anche ricercatrice aggiunta presso l’Åbo Akademi University in Finlandia, ha pensato uno strumento la cui realizzazione prevede un approccio interdisciplinare coinvolgendo la chimica analitica, la fisica dei dispositivi, l’elettrochimica, l’elettronica, la biochimica, l’ingegneria chimica e dei materiali. Tale intreccio di competenze – dalla progettazione alla validazione finale – servirà a dare vita a una piattaforma rivoluzionaria basata su un sensore bioelettronico binario a singola molecola, in grado di discriminare in modo affidabile - cioè con margine di errore bassissimo (possibilità di falsi positivi o falsi negativi sotto l’1%) - campioni di biofluidi che non racchiudono biomarcatori da quelli che ne contengono anche uno solo, consentendo così di individuare la malattia nella fase di insorgenza.

Oltre all’estrema precisione, l’agilità d’uso è l’altra rilevante caratteristica della piattaforma NoOne: essa è infatti progettata per essere portatile, economica rapida e facile da usare, ideale per applicazioni point-of-care (ossia presso il sito di cura e assistenza del paziente, come laboratori, studi medici, farmacie o addirittura casa propria). Pensato per essere impiegato in ambito umano, animale e vegetale, questo dispositivo – come già accennato – consentirà a medici, fitopatologi o veterinari, di identificare campioni (come ad es. sangue o saliva) che sono totalmente privi di un particolare biomarcatore o patogeno (virus o batteri), da quelli che ne presentino anche soltanto uno. Esso ha pertanto il potenziale di rivoluzionare lo screening point-of-care grazie alla sua capacità di identificazione rapida, altamente affidabile ed economica in applicazioni chiave come la diagnosi precoce in una ampia gamma di patologie, spaziando dalla infezione da SARS-CoV-2, alla Xyllella Fastidiosa degli ulivi, fino al cancro del pancreas.

Il progetto NoOne sarà condotto in stretta collaborazione tra l’Università di Bari e l’Åbo Akademi in Finlandia, entrambe sue sedi operative. Il team di ricerca è composto da scienziati esperti di fama internazionale dell’Università di Bari (proff. Luisa Torsi, Maria Chironna e Gaetano Scamarcio) e dell’ Åbo Akademi University (proff. Ronald Österbacka e prof.ssa Cecilia Sahlgren). Sono coinvolti nel progetto colleghi di prestigiose istituzioni nazionali ed internazionali (dott. Paquale Saldarelli dell’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del CNR, prof. Fabrizio Torricelli dell’Università degli Studi di Brescia e prof.ssa Irene Esposito dell’Università di Duesseldorf). La Principal Investigator (PI) del progetto è la giovanissima dott.ssa Eleonora Macchia, classe ’90, originaria di Conversano (Ba), ricercatrice di Chimica Analitica presso il Dipartimento di Farmacia e Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Bari. Laureata magistrale in Fisica – indirizzo di Fisica della Materia con lode nel 2014, consegue il titolo di Dottore di Ricerca in Scienze chimiche e molecolari sempre presso l’Università degli Studi di Bari nel marzo 2018. A marzo 2019, dopo un periodo di post-doc presso il Dipartimento di Chimica dell’Università di Bari, si è trasferita presso la Åbo Akademi University come ricercatrice nell’ambito del progetto europeo H2020 “Single molecule bio-electronic smart system array for clinical testing SiMBiT”. Nell’agosto 2020 ha vinto una posizione di ricercatrice senior nella medesima università finlandese in qualità di PI del progetto “Protein Detection at the Single Molecule Limit with a Self-powered Organic Transistor for HIV early diagnostic (ProSiT)” finanziato dalla prestigiosa Academy of Finland Research Council.

A soli 31 anni Eleonora Macchia è autrice di oltre 30 articoli su Riviste Internazionali ad alto impatto per un complessivo numero di citazioni superiore a 700 ed h-index di 15. Vanta numerosi premi scientifici nazionali e internazionali ed è stata selezionata come Top 10 candidate della XVII Edizione del premio “L’Oréal Italia Per le Donne e la Scienza” in collaborazione con “Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO “. Fortemente impegnata nel ruolo di modello per le giovani scienziate, è stata selezionata come Guest Speaker per l’evento “Global Women Breakfast event 2021″ sponsorizzato da IUPAC presso la Navyug Kanya Mahavidyalaya University ed è attualmente role model anche nel progetto “Inspiring Girls” finanziato dall’associazione Valore D e patrocinato da Eni e Intesa San Paolo per il contrasto agli stereotipi di genere.

Lo European Research Council (ERC) che ha voluto premiarla, è l’organismo dell’Unione Europea che finanzia i ricercatori di eccellenza di qualsiasi età e nazionalità che intendono svolgere attività di ricerca di frontiera negli Stati membri dell’UE o nei paesi associati. L’ERC supporta progetti di ricerca ad alto rischio, condotti da Principal Investigator (PI) con curriculum di rilievo a livello internazionale. I progetti sono finanziati sulla base delle idee progettuali presentate dai ricercatori, in qualsiasi campo della scienza, senza argomenti di ricerca predefiniti, e valutati sulla base del solo criterio dell’eccellenza scientifica. Quest’anno sono stati finanziati, con 610milioni di euro, 397 progetti di giovani ricercatrici e ricercatori su 4.066 proposte presentate con una percentuale di progetti di giovani ricercatrici del 43% del totale.

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