Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell’Europa del ‘700

Scorcio della Masseria Caracciolo (nota anche come Casino del Duca), S. Basilio, Mottola (Taranto) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Scorcio del Casino del Duca, la grande masseria dei duchi Caracciolo di Martina Franca, S. Basilio, Mottola (Taranto) – Ph. © Ferruccio Cornicello | Photogallery a fondo pagina

Sfondo di thriller cinematografici e luogo di presunte presenze spiritiche, è oggi in abbandono. Eppure fu considerata un’azienda agricola modello nell’Europa del ‘700. Il diario di viaggio del nobile svizzero Carl Ulisses von Salis-Marschlins, che la visitò nel 1789

di Redazione FdS

PARTE PRIMA – In Puglia c’è un luogo dal fascino irresistibile, nei cui pressi capita spesso di passare senza coglierne la presenza: eppure è lì, a poco più di un centinaio di metri dalla Statale 100 che collega Bari a Taranto, all’altezza di S. Basilio, piccola frazione di Mottola. Si tratta dell’enorme Casino del Duca, quasi un fortilizio, costruito nel ‘600 ed ampliato nei due secoli successivi dai nobili Duchi Caracciolo di Martina Franca e dai loro discendenti. A distogliere lo sguardo sono alcune cortine di alberi ed altri edifici più o meno coevi che si mostrano in primo piano; ma basta deviare sulla destra, all’altezza dell’Hotel Casa Isabella, ospitato in una delle residenze della stessa famiglia aristocratica, e si raggiunge l’accesso alla grande tenuta, un tempo parte di possedimenti sconfinati ed oggi proprietà di privati forse impossibilitati a darle una qualche degna destinazione*. Il vasto edificio, in stato di avanzato decadimento, meriterebbe infatti una sorte migliore che non fare da sfondo a qualche film noir o essere continua meta di cacciatori di fantasmi sulla cui presenza circolano voci insistenti.

Francesco III Caracciolo, XI° duca di Martina Franca, XVIII sec., part. di affresco, Palazzo Ducale, Martina Franca – Ph. © Ferruccio Cornicello

Francesco III Caracciolo, XI° duca di Martina Franca, XVIII sec., part. di affresco, Palazzo Ducale, Martina Franca – Ph. © Ferruccio Cornicello

Abbiamo raggiunto il Casino del Duca in una fredda giornata di febbraio per scoprire cosa rimaneva di quel luogo che nel 1789 aveva lasciato carico di meraviglia – in un profondo Sud borbonico pieno di problemi economici e sociali – il nobile diplomatico e studioso svizzero Carl Ulisses von Salis-Marschlins, autore del diario Nel Regno di Napoli: viaggio attraverso varie province nel 1789, edito a Zurigo nel 1793, a suo tempo ospite di Francesco III Caracciolo, XI° duca di Martina Franca.

Visto dall’esterno, il Casino del Duca si mostra al centro di un vasto appezzamento di terreno (non certo paragonabile a quello, immenso, delle origini) in tutta la sua maestosa mole di masseria fortificata con torre e merlature, articolata in una vasta ala padronale, una chiesa ed ampie strutture di servizio. Oggi purtroppo l’edificio giace immerso in un silenzio interrotto solo dal fruscio del vento – le finestre buie e prive di imposte – eppure non si fa fatica ad immaginarne la vivacità dei tempi d’oro, soprattutto quelli settecenteschi, quando fu al centro di una intensa ed organizzata attività agricola e pastorale.

SAN BASILIO

San Basilio, meta del nostro breve viaggio, è stata fin dall’antichità un importante luogo di snodo per le comunicazioni e i traffici tra costa jonica e adriatica, fra Basilicata e aree interne della Murgia nord occidentale. Alcune evidenze archeologiche segnalano una frequentazione umana della zona già in epoca neolitica mentre altre suggeriscono che in età preclassica qui vi sia stato un importante centro fortificato dei Peuceti, entrati poi in contatto con i profughi spartani fondatori di Taranto nell’VIII sec. a.C. Nel Medioevo il luogo ospitò senza dubbio insediamenti civili e religiosi di carattere rupestre, come del resto suggerisce il nome del luogo dedicato al Santo fondatore del monachesimo orientale. Una cripta rupestre è infatti presente sotto la chiesa della Masseria e diverse altre grotte sono disseminate in quello che fu l’enorme latifondo dei Caracciolo. Chi ha visto la cripta, la descrive scavata nel tufo, con due navate, due absidi e tracce di affreschi più volte rimaneggiati oltre ad una pala d’altare raffigurante una Vergine con Bambino fra San Basilio e San Francesco e ad un Crocifisso realizzato agli inizi del XIX secolo in occasione di un restauro della chiesa.

Esemplare di fragno (Quercus trojana) a San Basilio, Mottola (Taranto) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Esemplare di fragno (Quercus trojana) a San Basilio, Mottola (Taranto) – Ph. © Ferruccio Cornicello

L’area in cui tra la fine del ‘600 e gli inizi ‘700 i duchi di Martina avviarono la costruzione della Masseria, fu un tempo ricchissima di boschi, i cui suggestivi nomi – come Pizzofierro, Lamavallina, Dolcemorso, Petra Cavallo, Selvadritta e Burgensatico – compaiono in documenti dell’epoca. Nonostante tagli, lottizzazioni e passaggi di moderne strade, l’area boschiva di San Basilio rimane ancora una delle più importanti della regione. Certo non è più quel vasto mantello verde di 24 miglia, esteso fra Acquaviva, Gioia e Mottola, che impressionò il von Salis-Marschlins: con i suoi attuali 600 ettari rimane tuttavia l’area con la più ampia presenza di fragno (Quercus trojana) di tutta la Puglia, fra le cui fronde non è raro vedere al pascolo esemplari di bovino podolico pugliese, razza da sempre presente in questa zona. Oltre al fragno – una delle querce più rare d’Italia, presente in una ristretta area fra le province di Taranto, Bari, Brindisi e Matera – Mottola ospita nei suoi boschi anche il leccio (Quercus ilex), la roverella (Quercus pubescens) e la spinosa (Quercus Coccifera) .

I CARACCIOLO E LA GRANDE MASSERIA DEL DUCA

Scorcio del Casino del Duca, S. Basilio, Mottola (Taranto) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Scorcio del Casino del Duca, S. Basilio, Mottola (Taranto) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Affiliati ai seggi nobiliari di Napoli, i Caracciolo vantavano un nobile lignaggio risalente almeno all’XI sec. e col tempo acquisirono posizioni sempre di maggior prestigio diramandosi in varie casate. Fu Petraccone III ad ottenere nel 1507 la terra di Martina con il titolo di Duca. Trasferitisi in Puglia nel 1589, i Caracciolo ampliarono i loro possedimenti acquisendo anche la baronia di Locorotondo nel 1645 e la baronia di Mottola, che comprendeva San Basilio, nel 1653. Alla fine del ‘700 circa 20 mila abitanti di quest’area ricadevano sotto la loro giurisdizione, garantendo ai Caracciolo una assoluta preponderanza economica, testimoniata anche dalla leggenda che attribuiva loro la proprietà di ben 99 masserie. Grandi e produttivamente diversificati furono i circa trenta insediamenti agricoli posseduti nel solo territorio di Mottola, con seminativi, pascoli e terre comuni, mentre boschi e macchie garantivano alti redditi alla famiglia ducale che li fittava agli autoctoni così come ai proprietari delle greggi transumanti.

Un importante intervento di ristrutturazione della Masseria si deve, fra il 1827 ed il 1849, all’ultima esponente del casato ducale dei Caracciolo, Maria Argentina, con ampliamenti, abbellimenti e la costruzione di una nuova chiesa sulla antica cripta ipogea. Andata in sposa a Riccardo III duca de’ Sangro,  alla sua morte i vastissimi possedimenti mottolesi dei Caracciolo passarono a questo casato di origine abruzzese di cui nel ‘700 fece parte anche il mitico Principe di San Severo.

Scorcio di Casa Isabella, San Basilio, Mottola (Taranto) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Scorcio di Casa Isabella, San Basilio, Mottola (Taranto) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Nei primi anni dell’Unità d’Italia, i boschi di San Basilio divennero ricettacolo di numerosi briganti e latitanti filoborbonici, mentre nel 1868 arrivò la ferrovia con una stazioncina ubicata a poca distanza dall’antica Masseria, nei pressi della quale, nel 1876, venne costruita Casa Isabella, una splendida residenza dedicata dal duca Nicola de’ Sangro alla consorte Isabella de’ Medici e progettata dall’architetto molisano Giuseppe Barone. Ai primi del ‘900 entrambe le residenze vennero munite di splendidi giardini e la Masseria Caracciolo (o Casino del Duca) cambiò nome in Casa della Contessa Spinelli de’ Marsi, aristocratica legata ai de’Sangro che promosse altri ampliamenti e ristrutturazioni, fra cui circolò voce anche di un percorso sotterraneo che arrivava a Casa Isabella.

La grande vocazione agraria che la Masseria aveva avuto fin dal ‘700, ritornò in auge negli anni ’30 del XX sec., quando i  de’Sangro promossero a San Basilio la sperimentazione di alcuni principi della riforma agraria fascista, per cui la borgata divenne un importante “laboratorio” al Sud della conduzione mezzadrile dei vecchi latifondi. Con l’arrivo della Seconda Guerra gli scenari cambiano radicalmente e ritroviamo Casa Isabella trasformata nel 1943 in sede del comando bellico inglese, mentre i boschi di Burgensatico e Dolcemorso accolsero gli accampamenti degli alleati polacchi, inglesi e neozelandesi. Con la riforma fondiaria degli anni ’50 circa 4 mila ettari delle antiche terre ducali furono espropriati ed assegnati ai contadini di Mottola; negli anni ’60 è nata la cantina sociale che produce pregiati vini con uve coltivate in zona ed è stata eretta la nuova chiesa della piccola frazione. Negli anni ’70 il bosco di Burgensatico ha invece rischiato la devastazione per fare largo alla zona industriale di Mottola, ma gli ambientalisti del tempo, tra cui la figlia di Benedetto Croce, Elena, sono riusciti a impedire lo scempio. Grazie a questa opera di salvaguardia, nel territorio di Mottola sopravvivono ancora i più importanti boschi di querce del tarantino (5800 ettari di bosco)  a testimonianza dell’antico assetto naturale della Murgia: queste sono infatti le ultime tracce della foresta promigenia che fino alla fine del XIX secolo ricopriva gran parte della Puglia e della Basilicata.

I de’Sangro detennero le proprietà ducali fino al 1978, anno della morte dell’ultimo duca Riccardo, i cui eredi – i nobili siciliani Lanza di Mazzarino – finirono con alienare tutte le antiche proprietà ducali, fra cui – nel 1980 – anche la masseria Casino del Duca. Sic transit gloria mundi. E proprio ad alcuni degli ultimi de’ Sangro e a questa masseria, è legata la storia d’amore e morte che abbiamo ricostruito e che troverete prossimamente nella seconda parte del nostro racconto.

LA VISITA DEL DIPLOMATICO E STUDIOSO SVIZZERO von SALIS-MARSCHLINS

Ritratto di Carl Ulisses von Salis-Marschlins

Ritratto di Carl Ulisses von Salis-Marschlins

Era dunque in gran parte diverso da quello che vediamo oggi lo stato dei luoghi ammirato dal viaggiatore svizzero Carl Ulisses von Salis-Marschlins il cui vivace racconto sulla sua visita a S. Basilio conserva ancor’oggi tutta la sua freschezza. L’attenzione di quel viaggiatore straniero fu tutta per San Basilio e la Masseria Caracciolo, al punto che Mottola non risulta affatto citata. L’illustre viaggiatore stava visitando il Regno di Napoli in compagnia di Giuseppe Capecelatro, vescovo di Taranto, e del naturalista abate Alfredo Fortis, quando decise di scendere in Puglia. Questo percorso avrà come scopo principale lo studio della natura e dell’economia del paese, senza trascurare però gli aspetti di carattere politico-sociale e l’osservazione attenta delle società e dei costumi dei luoghi attraversati.

Giunse a Bari i primi giorni di aprile del 1789 e da qui riprese il cammino per Taranto. Lungo il tragitto non potè fare a meno di notare come Gioia e Acquaviva fossero circondate da un’enorme foresta di querce. Di sera arrivò, stanco, a San Basilio “grande possedimento del duca di Martina Francesco Caracciolo, figlio di Petraccone, conte di Buccino, e di Isabella d’Avalos.” Ospite della famiglia ducale, il von Salis fu trattato come un amico intimo e in una nota del suo diario fa un ritratto del duca come di un uomo saggio in quanto – contrariamente alle consuetudini dei nobili della sua epoca – non passava il suo tempo a Napoli fra dissolutezze e gioco d’azzardo, ma seguiva i lavori di campagna con mirabile cura.

La cena di benvenuto, pur abbondante, consistette in un pasto semplice e rustico, e la serata trascorse in gradevole conversazione sulle caratteristiche della campagna circostante, sullo stato dell’agricoltura nel Regno di Napoli e a San Basilio in particolare. Il duca Caracciolo lusingato dagli apprezzamenti dello straniero si offrì subito di illustrargli le sue nuove iniziative in campo agricolo, le sue mandrie ed i suoi armenti, per cui la notte stessa, mentre gli ospiti dormivano, chiamò i suoi guardiani, fece sellare i cavalli, e li inviò nelle varie masserie affinché avvisassero massari e pastori di una importante visita a S. Basilio, con l’obbligo di condurre tutto il bestiame presso la tenuta, fin dalle prime luci dell’alba. L’indomani da numerose contrade del feudo arrivarono per la rassegna tutti gli animali allevati per conto del duca il quale, subito dopo, munitosi di calesse e di una scorta di guardiani, condusse gli ospiti a fare un ampio giro nelle campagne dei dintorni, lasciandoli sbalorditi con la visione dei suoi pascoli immensi, degli enormi e moderni ovili e delle efficienti masserie da lui possedute.

La descrizione nel diario di von Salis procede incalzante e minuziosa, fra apprezzamenti rivolti agli allevamenti ducali ed elogi a Francesco Caracciolo per l’evoluta organizzazione delle sue attività, dopodichè lo studioso si accinge a partire da San Basilio e si accomiata da questo luogo con una suggestiva descrizione della campagna che gli si offre allo sguardo: “La strada che procede da San Basilio – scrive - attraversa pascoli estesissimi e seminati di grano, sino a che non raggiunge un piano più elevato, dove m’accorsi della presenza di colline diramate dal forte gioco degli Appennini; e alla distanza di otto o dieci miglia, ci si spiegò allo sguardo l’intero piano di Taranto, ricoperto di uliveti. Attraversando questo piano, discendemmo nell’avvallamento di una montagna, ricco di cespugli di mirto e di rosmarino, e che presentava da ambo i lati gran numero di cavità e di grotte, scavate naturalmente nella poca roccia calcarea”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Bibliografia:

- Pasquale Lentini, Vicende storiche di un antico insediamento rurale trasformato nei secoli da una grande casata feudale, in Riflessioni.Umanesimo della Pietra, n. 8, Luglio 1985, Martina Franca
- Lucia Lopriore, Aristocratici napoletana tra Capitanata e Valle d’Itria. I duchi di Sangro, Edizioni del Rosone, Foggia, 2007
Documenti dell’Archivio Caracciolo-de’Sangro di Martina Franca, Palazzo Ducale
- Carl Ulisses von Salis-Marschlins, Nel Regno di Napoli: viaggio attraverso varie province nel 1789, ed. Congedo, Galatina, 1979
-AA.VV., Quando eravamo balilla:…il diario di Antonio, i giornali, i racconti…:frammenti degli anni ’20 e ’30 a Mottola, Edizioni Scorpione, Taranto, 1997

Sitografia:
Comune di Mottola (Ta)

*Nota: la masseria Casino del Duca risulta essere stata messa in vendita di recente, con trattativa riservata, tramite un’agenzia immobiliare della zona. L’edificio risulta essere di 40 vani, su una superficie di 3000 mq, con 16 ettari di terreno annesso.
Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Stemma di Francesco Caracciolo, duca di Martina Franca, XVIII sec.

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Affresco con scena agreste. Il nobile a destra, con le braccia aperte, è Francesco III Caracciolo, XI° duca di Martina, fra musici e dame della sua corte. A destra, seduta, la consorte Stefania Pignatelli, Palazzo Ducale, Martina Franca (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Un cancello sgangherato separa il Casino del Duca dalla strada, San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Veduta del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Nei terreni del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Veduta del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Veduta del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Nei terreni del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Veduta del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Scorcio delle stalle del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Scorcio delle stalle del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Scorcio delle stalle del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Veduta del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Veduta del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Veduta del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Veduta del Casino del Duca sul lato posteriore, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Veduta del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Cortina e torre merlate del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Scorcio del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Scorcio del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Scorcio della cappella del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Scorcio della cappella del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Vecchia foto raffigurante la pala d'altare con Madonna e Bambino fra i Santi basilio e Francesco, un tempo nella cappella del Casino del Duca. Il dipinto potrebbe essere del pittore martinese Leonardo Antonio Olivieri (1689-1752)

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Scorcio del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Scorcio del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Scorcio del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Silos nei terreni del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Silos nei terreni del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Scorcio posteriore del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Scorcio posteriore del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Masseria nei pressi del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Nei terreni del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Masseria nei pressi del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Verde e muretti a secco nei pressi del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Nei pressi del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Nei pressi del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Nei pressi del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Masseria nei pressi del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Masseria nei pressi del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Esemplare di quercia nei pressi del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Masseria nei pressi del Casino del Duca, XVII-XX sec. San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Muro esterno di Casa Isabella, XIX sec., San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Muro esterno di Casa Isabella, XIX sec., San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Scorcio di Casa Isabella, XIX sec., San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Scorcio di Casa Isabella, XIX sec., San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Giardini di Casa Isabella, XIX sec., San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Giardini di Casa Isabella, XIX sec., San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Giardini di Casa Isabella, XIX sec., San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Giardini di Casa Isabella, XIX sec., San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Giardini di Casa Isabella, XIX sec., San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Giardini di Casa Isabella, XIX sec., San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

La famiglia ducale di S. Basilio nel 1890 con un gruppo di guardiani, nei giardini di Casa Isabella, San Basilio di Mottola (Ta)

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Binari dell'antica stazione dismessa di San Basilio di Mottola (Ta). Sullo sfondo, a destra, Casa Isabella – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Antica stazione dismessa di San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Antica stazione dismessa di San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

Binari dell'antica stazione dismessa di San Basilio di Mottola (Ta) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Casino del Duca: a Mottola giace abbandonata una maestosa masseria, modello di efficienza nell'Europa del '700

In agro di Mottola (Ta). La cittadina si intravede in lontananza sull'altura – Ph. © Ferruccio Cornicello

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