Nella Calabria jonica cosentina fra natura, archeologia e gastronomia: i misteriosi “Giganti di Pietra” di Campana

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Calabria – Il colossale ‘elefante’ in pietra in contrada Incavallicata, Campana (Cosenza) – Ph. © Ferruccio Cornicello | La photogallery completa a fondo pagina

di Enzo Garofalo

Prima fermata Marina di Pietrapaola: il tempo di uno sguardo all’azzurra distesa del Mar Jonio, insolitamente placido per la stagione in corso, ed eccoci in viaggio verso le prime pendici della Sila Greca e il non troppo distante borgo di Campana. Ferruccio Cornicello, fotografo di Famedisud, conosce bene i luoghi essendo originario della vicina Mandatoriccio e da tempo mi aveva parlato dei cosiddetti “Giganti dell’Incavallicata”, due ciclopiche sculture modellate nella pietra arenaria di cui abbondano le alture circostanti. I due colossi – evocanti un elefante e la parte inferiore del corpo di un guerriero – stanno facendo molto parlare di sé già da qualche anno, soprattutto da quando l’architetto Domenico Canino, appassionato di archeologia, ha pubblicato un libro allo scopo di dimostrarne l’origine non naturale, essendo convinto che si tratti di sculture risalenti ad una non meglio precisata civiltà precedente la colonizzazione greca dell’VIII sec. a.C.

Arriviamo dunque a Campana…E’ domenica e gli esercizi commerciali sono chiusi tranne la centralissima pasticceria di Salvatore Cava. Decidiamo così di fermarci per rifocillarci un po’ con qualcosa di dolce prima della salita in cima al paese. Ma ecco che, come a volte accade quando nulla è pianificato, la giornata si è arricchita di incontri e scoperte interessanti. A beneficiarne è stato innanzitutto il nostro palato perché anziché un dolce, ci siamo ritrovati fra le mani (e in una pasticceria!) un gigantesco e succulento panino con scaloppine di carne ai funghi porcini di Campana generosamente offertoci dalla simpaticissima moglie di Salvatore. Cosa dire? La circostanza ha aperto un varco nell’inevitabile distanza che normalmente si frappone tra le persone al primo incontro ed è nata un’amicizia, corroborata da due dolci sferici fritti e ripieni di crema di castagne, originale variazione sul tema dell’iris siciliano ideata da Salvatore, il quale si è anche spontaneamente offerto di accompagnarci a zonzo per il paese alla scoperta di angoli quasi sconosciuti, a volte persino agli stessi abitanti del luogo.

Ci siamo così ritrovati inaspettatamente in compagnia di una persona schietta e ricca di interessi, anche i più impensabili – dalla pasticceria, al karate di cui è istruttore da 25 anni, alla storia locale, alla politica attiva, alla caccia – che ci ha velocemente portati sull’altura dell’Incavallicata, sede dei ‘giganti’ di pietra. Per me che non li avevo mai visti se non in fotografia, l’impatto è stato di grande sorpresa: la mia personale impressione è che si tratti di manufatti, come del resto ha già da tempo concluso il geologo Alessandro Guerricchio dell’Università della Calabria. Del resto i detrattori di questa tesi dovrebbero spiegare come possano le intemperie modellare una roccia conferendole su entrambi i lati particolari perfettamente uguali e simmetrici. A questo si aggiunga che ciascuna delle due figure risulta formata da elementi sovrapposti, inframezzati da quella che ha tutta l’aria di essere una sottile fascia di malta destinata a tenerli insieme. Evidenti anche i resti di quelle che dovettero essere le zanne dell’elefante, forse un esemplare di Elephas Antiquus, specie estinta che rimanderebbe a un’epoca ben più antica della presenza in zona del cartaginese Annibale a cui qualcuno vorrebbe ricollegare i due colossi.

Trovandoci sul posto, una delle nostre prime curiosità è stata quella di capire quale sia il rapporto degli abitanti di Campana con questi colossi di pietra, interrogativo al quale ha risposto il nostro ‘cicerone’ raccontandoci come ogni campanese che si rispetti abbia sentito parlare dei Giganti dell’Incavallicata fin dalla propria infanzia e come negli stessi album fotografici delle coppie non manchi qualche scatto che ritragga gli sposi nelle loro vicinanze. Apprendiamo inoltre che i nonni di un tempo, nel raccontare ai nipoti storie di briganti e di tesori nascosti ambientate nella zona, nel citare i colossi di pietra asserivano essere stati gli “Antichi” a scolpirli per cercarvi riparo dalle intemperie. E’ evidente l’allusione alle due piccole grotte poste immediatamente sotto l’altura su cui svettano le due figure, cavità facilmente accessibili e di indubbia origine artificiale come dimostrano le fitte scalfitture sulla superficie della pietra. In realtà, come abbiamo avuto modo di approfondire al ritorno dal nostro viaggio in Calabria, la conoscenza di questo luogo e delle due bizzarre figure in pietra risale già a diversi secoli fa* (vedi NOTA a fondo pagina).

Dalla stessa postazione, guardando verso la collina prospiciente, è inoltre possibile scorgere fra il verde della macchia una strana formazione rocciosa detta “la testa della balena” a causa dell’enorme sagoma che ricorda realisticamente quella d’un cetaceo. Altre due grotte apparentemente e probabilmente simili a quelle adiacenti ai “giganti” si aprono verso la vallata in corrispondenza di quelli che sembrano due enormi occhi. archeologia

Questo luogo così particolare meriterebbe un migliore trattamento in termini sia di conservazione (nonostante siano venuti alla ribalta da pochi anni, in realtà i colossi sono da decenni meta di curiosi che contribuiscono, non meno delle intemperie, al loro deterioramento; esistono infatti immagini degli anni ’70 in cui le loro forme appaiono decisamente più nette rispetto a quelle odierne) sia di fruizione turistica (la gestione dell’area al momento rimane affidata alla meno peggio al solo Comune di Campana, dato l’evidente disinteresse della Soprintendenza ai Beni Archeologici a condurre uno studio che prenda in considerazione anche il contesto, alla ricerca di eventuali altri reperti che possano fornire elementi chiarificatori).

Ripresa la strada principale, a circa 500 metri di distanza, ci siamo poco dopo inoltrati, sempre con la preziosa guida di Salvatore, in una fitta boscaglia di erica arborea e pungenti cespugli di ‘spina di Cristo’, dove ci attendeva la seconda grande sorpresa del giorno: un lungo serpentone in pietra, formato da tanti segmenti combacianti, alcuni dei quali scostati fra loro dai millenni e dai movimenti tellurici, a mostrarne la cavità interna, evidentemente artificiale. Anche questa sarebbe una formazione naturale? Con Ferruccio ci siamo scambiati uno sguardo d’intesa volto a commiserare quanti vogliono negare persino l’evidenza. E’ difficile, anche in questo caso, immaginare chi possa aver realizzato un’opera così monumentale, ma sorge spontanea l’ipotesi che tutte queste figure presiedessero a qualche particolare area di culto.

Il nostro tour non era però ancora finito, attendendoci una visita al semi-abbandonato centro storico di Campana: il fascino spettrale del posto e i tanti bei palazzi chiusi e in disarmo ci hanno fatto molto rammaricare e riflettere su quanto gli uomini sacrifichino alla propria miopia (l’allusione è soprattutto agli amministratori inetti succedutisi nel tempo) intere testimonianze di civiltà, abbandonando a se stessi luoghi che avrebbero enormi potenzialità di attrattiva e di conseguente ricaduta economica per la popolazione. Salvatore, al contrario, ci ha parlato di questo luogo con profondo amore sebbene egli ne sia un cittadino acquisito (è infatti originario di Crotone), dando idealmente una lezione a quanti dovrebbero prendersene cura per legami di nascita e per dovere politico, ma non lo fanno.

Una delle attrattive più caratteristiche del borgo antico, a parte la grande chiesa Matrice e la vicina Chiesa della Madonna di Costantinopoli, è la cosiddetta Porta dell’Eternità, un toponimo antico e suggestivo che contrassegna l’ingresso-uscita a valle di Campana, varco aperto a strapiombo su un sentiero lunghissimo che scende a zig zag portando nelle zone dove un tempo si svolgevano le attività di raccolta e lavorazione delle olive e altri tipi di coltura e dove pare esistano ancora antiche strutture dismesse destinate a tali lavori nei pressi della sottostante fiumara. Ma quella porta fu anche il luogo dove la Giustizia usava esporre a monito dei passanti le teste mozzate dei feroci briganti che per tutto l’800 funestarono tali contrade. Insomma luoghi che se adeguatamente recuperati, resi accessibili ai visitatori e divulgati, potrebbero offrire l’immagine di quello che per secoli fu un paesaggio agrario reso funzionale dalla mano dell’uomo per le sue esigenze di sostentamento. Al tramonto, con un sentimento contrastante nell’animo e tante fotografie scattate, abbiamo deciso di tornare nella pasticceria di Salvatore dove ci aspettava un prosecco di commiato, trasformatosi in un lauto aperitivo serale grazie alla grande ospitalità della famiglia Cava: e infatti, neanche il tempo di sedersi e giù vassoi di caldarroste fumanti, cannoli alla siciliana e pitta ‘mpigliata, un gustosissimo dolce locale secco a base di mandorle, pinoli e uva passa di cui abbiamo acquistato due forme intere da portare a Bari.

Ritorno a Pietrapaola Marina e cena alla trattoria “La Caravella”

Accompagnati dalle risate incontenibili suscitate dai bizzarri ma reali racconti di Antonio, cognato di Salvatore e uomo dotato di uno spontaneo talento di umorista che non sfigurerebbe sul palcoscenico di Zelig, siamo tornati verso Pietrapaola Marina dove ci attendeva la cena presso la trattoria La Caravella, in Piazza De Mundo. Quella sera eravamo fra i pochi avventori di un locale che merita una visita per la qualità della cucina e per la passione autentica con cui Franco, il patron, prepara e a volte serve personalmente i piatti della tradizione, talora rivisitandoli con la sua personale vena creativa. Come primo abbiamo scelto un eccellente piatto di Pasta fresca ai gamberi, funghi porcini e pomodorini e per secondo le deliziose Alici Skattariate (termine dialettale per indicare le acciughe fresche saltate in padella con olio, alloro e peperoncino in polvere). Subito dopo, l’immagine fotografica di un calzone al forno ha attirato la nostra attenzione, al punto da chiederne a Franco la cortese e immediata riproduzione…ed ecco arrivare di lì a poco un gustosissimo ‘fagotto’ fumante ripieno di pomodoro, mozzarella, funghi porcini e salsiccia sbriciolata. Il tutto accompagnato da un ottimo Cirò Rosato. A notte inoltrata una lunga passeggiata sul bel lungomare deserto di Pietrapaola ci ha messo in condizioni di affrontare serenamente il sonno, in attesa della nostra seconda giornata di ‘esplorazione’ del territorio circostante (SEGUE).

* NOTA: In uno scritto della fine del 1600 il vescovo Francesco Marino, riferendosi alla figura oggi denominata ”guerriero”, lo definiva “il gran colosso”, caduto al suolo a causa di terremoti. Invece in una mappa della Calabria Citra del 1606 di Giovanni Antonio Magini risulta segnalata un’altura denominata “Cozzo delli Giganti” (v. immagine nella photogallery). Poichè pare che Magini non sia mai stato in Calabria, quella indicazione sembrerebbe suggerire che il cartografo si sia rifatto a mappe preesistenti, oggi presumibilmente perdute. Diverse furono anche le mappe successive che, almeno fino agli inizi dell’800 indicarono quel punto come “Cozzo del Gigante”. I colossi erano dunque noti da tantissimo tempo e via via classificati come “giganti” o semplicemente “pietre”.

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Nella Calabria jonica cosentina: i Giganti di Pietra di Campana

Salvatore Cava ci precede verso l'elefante dell'Incavallicata, a Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Nella Calabria jonica cosentina: i Giganti di Pietra di Campana

Le pietre giganti dell'Incavallicata e le sottostanti grotte, a Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Pietra ciclopica dell'Incavallicata, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello – Ph. © Ferruccio Cornicello

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L'elefante dell'Incavallicata, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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L'elefante dell'Incavallicata, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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L'elefante dell'Incavallicata, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Il 'guerriero' dell'Incavallicata, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Enzo e Salvatore in posa fra i 'giganti' dell'Incavallicata, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Ferruccio e Enzo in posa sotto il 'guerriero' dell'Incavallicata, a Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Ferruccio e Enzo in posa sotto il 'guerriero' dell'Incavallicata, a Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Enzo e Ferruccio fra i "giganti" dell'Incavallicata, Campana – Ph. © Ferruccio Cornicello

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L'elefante dell'Incavallicata, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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L'elefante dell'Incavallicata, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Primo piano dell'elefante dell'Incavallicata, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Dettagli di pietre dell'Incavallicata, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Dettagli di pietre dell'Incavallicata, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Dettagli di pietre dell'Incavallicata, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Dettaglio del punto di giuntura dei vari blocchi di cui si compone l'elefante dell'Incavallicata, Campana (CS) . Noterete l'apparente strato di malta che sembra fungere da collante fra i blocchi, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Dettaglio dell'elefante dell'Incavallicata, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Dettaglio dell'elefante dell'Incavallicata, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Dettaglio dell'elefante dell'Incavallicata, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Dettaglio dell'elefante dell'Incavallicata, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Dettaglio di una pietra dell'Incavallicata, Campana (Cosenza). Notate lo strano taglio geometrico – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Dettaglio dell'elefante dell'Incavallicata, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Visione notturna dell'elefante dell'Incavallicata, a Campana, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Dettaglio dell'elefante dell'Incavallicata, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Dettaglio dell'elefante dell'Incavallicata, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello – Ph. © Ferruccio Cornicello

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La "testa della balena", Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello – Ph. © Ferruccio Cornicello

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L'elefante dell'Incavallicata con la grotta sottostante, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Enzo Garofalo (in primo piano) e Salvatore Cava, alla ricerca della 'Pietra del Serpente", Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Salvatore Cava, nella boscaglia di Campana (CS) ci mostra i primi frammenti della misteriosa "Pietra del Serpente" – Ph. © Ferruccio Cornicello – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Salvatore Cava, nostra guida a Campana (Cosenza). Nella foto, durante il sopralluogo alla "Pietra del Serpente" – Ph. © Ferruccio Cornicello – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Due dei segmenti cilindrici e cavi che compongono la misteriosa "Pietra del Serpente" (si nota bene la cavità interna che caratterizza ciascun segmento) Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Due dei segmenti cilindrici e cavi che compongono la misteriosa "Pietra del Serpente" (si nota bene la cavità interna che caratterizza ciascun segmento) Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello – Ph. © Ferruccio Cornicello

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La misteriosa "Pietra del Serpente" di Campana (Cosenza): nell'inquadratura, un dettaglio della fenditura da cui si intravede com la roccia sia cava all'interno Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Parte centrale del lungo "Serpente" di pietra, composto di blocchi cavi accostati, Bosco di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Ferruccio accanto al "Serpente" di pietra, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Uno dei segmenti cilindrici e cavi che compongono la misteriosa "Pietra del Serpente", Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Segmento frammentario del corpo del "Serpente di pietra", Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Segmento frammentario del corpo del "Serpente di pietra", Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Segmento finale posteriore appuntito (coda?) del corpo del "Serpente di pietra", Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Segmento del corpo del "Serpente di pietra", Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Punto di congiunzione fra due segmenti del corpo del "Serpente di pietra", Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Part. di carta della Calabria Citra, di Giovanni A. Magini (1606), sulla quale appare indicata la località 'Cozzo delli giganti'

Nella Calabria jonica cosentina: i Giganti di Pietra di Campana

L'orizzonte visto dall'Incavallicata, a Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Nebbia sul centro storico di Campana (CS), visto dal quartiere moderno – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Centro storico di Campana (CS), visto dal quartiere moderno – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Sentiero su parete a strapiombo della collina visibile dall'abitato moderno di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Faglia geologica visibile dall'abitato moderno di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Nella palestra comunale, i trofei di Karate vinti da Salvatore Cava, istruttore di arti marziali da 25 anni e nostra guida a Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Torre cilindrica dell'Orologio, centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Centro storico di Campana (CS), due donne anziane che mondano castagne e ce le offrono – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Centro storico di Campana (CS) , Salvatore saluta le due donne anziane intente a mondare castagne – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Centro storico di Campana (CS), scorcio del paese con donna anziana che monda castagne – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Centro storico di Campana (CS), Salvatore e Enzo percorrono il corso che conduce alla Porta dell'Eternità – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Bifora nel centro storico di Campana (CS), Salvatore e Enzo percorrono il corso che conduce alla Porta dell'Eternità – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Rimedi apotropaici nel centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Chiesa Matrice, centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Portale della Chiesa Matrice, centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Centro storico di Campana (CS) , via Calaserna (antico nome di Campana) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Campanile con sottopasso della Chiesa Matrice, centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Lato esterno del campanile con sottopasso della Chiesa Matrice, centro storico di Campana

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Campanile con sottopasso, centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Scorcio della Chiesa Matrice, centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Palazzo settecentesco nel centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Interno di palazzo in rovina nel centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Abbeveretaio nei pressi della Porta dell'Eternità, centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Fioriture di agavi nei pressi della Porta dell'Eternità, a Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Agavi in controluce al tramonto, centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Porta dell'Eternità, estremo margine del paese verso valle, centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Enzo e Salvatore alla Porta dell'Eternità, estremo margine del paese verso valle - Centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Salvatore Cava ci mostra la direzione del sentiero che inizia alla Porta dell'Eternità - Centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Il sentiero verso valle che inizia dalla Porta dell'Eternità - Centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Il sentiero verso valle che inizia dalla Porta dell'Eternità - Centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Il sentiero verso valle che inizia dalla Porta dell'Eternità - Centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Ritornando in paese dopo la passeggiata alla Porta dell'Eternità, centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Ritornando in paese dopo la passeggiata alla Porta dell'Eternità - Centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Antichissimo lavatoio a grotta, costruito in pietra fra gli orti di Campana. L'acqua ancora vi scorre - Centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Centro storico di Campana (CS) al tramonto – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Antica campana esposta in una piazzetta del centro storico di Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Le caldarroste mangiate alla pasticceria di Salvatore Cava, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Tramonto sulla valle, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Nella Calabria jonica cosentina: i Giganti di Pietra di Campana

Tramonto sulla valle, Campana (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Pasta fresca con gamberi, funghi porcini e pomodorini - primo piatto del ristorante La Caravella, Piazza Luigi De Mondo, Pietrapaola Marina (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Nella Calabria jonica cosentina: i Giganti di Pietra di Campana

Alici skattariate- secondo piatto del ristorante La Caravella, Piazza Luigi De Mondo, Pietrapaola Marina (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Calzone con ripieno di pomodoro, mozzarella, funghi porcini e salsiccia del ristorante La Caravella, Piazza Luigi De Mondo, Pietrapaola Marina (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Nella Calabria jonica cosentina: i Giganti di Pietra di Campana

Distillato artigianale a 89° del ristorante La Caravella, Piazza Luigi De Mondo, Pietrapaola Marina (CS)...una bomba! - Ph. © Ferruccio Cornicello

Nella Calabria jonica cosentina: i Giganti di Pietra di Campana

Ingresso del ristorante La Caravella, Piazza Luigi De Mondo, Pietrapaola Marina (Cosenza) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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