Calabria Grand Tour. Per trenta giorni il giovane Silvio Gatto percorrerà in solitaria la sua regione raccontandola live sui social network

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di Kasia Burney Gargiulo

E’ di Lamezia Terme (Catanzaro), ha 24 anni e lavora come reporter indipendente oltre a condurre la trasmissione Grandangolo – Alla scoperta delle Bellezze dimenticate su ST Television (canale 628 del Digitale Terrestre). Laureato in Design e Comunicazione Visiva presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, Silvio Gatto ha al suo attivo collaborazioni con diverse gallerie e periodici d’arte ed è da sempre attento alle tematiche ambientali, al paesaggio e ai beni culturali, che ama raccontare e documentare durante i suoi viaggi, come quello che sta per accingersi a fare nel cuore della sua regione. Calabria Grand Tour è infatti il titolo dell’iniziativa che prenderà il via il prossimo 16 giugno da Palizzi, borgo aspromontano di poco più di duemila abitanti in provincia di Reggio Calabria, e che per un mese lo porterà in giro per la Calabria alla scoperta dei tesori nascosti, ma anche delle tante ferite inflitte al territorio soprattutto nell’ultimo cinquantennio.

Il percorso di Silvio si svilupperà per tappe, non troppo definite, lasciando così spazio anche all’inatteso. Si concentrerà sui singoli territori provinciali, portando il giovane viaggiatore a visitare i luoghi più suggestivi e le maggiori opere, interrogandosi sulla loro fruibilità e sulle loro condizioni.  Silvio racconterà ed illustrerà parti importanti del suo viaggio con immagini e testi condivisi sui social network Facebook e Instagram e sul suo Blog personale. Un modo per tentare di infrangere i tanti ed inveterati stereotipi su una regione che solo in pochi conoscono davvero e che Silvio intende raccontare con gli occhi di chi ne vive la quotidianità nei suoi aspetti positivi e negativi. Lo farà percorrendola a piedi, in macchina o in treno a seconda della situazione e della meta da raggiungere. Pernotterà a casa di amici lì dove gli sarà possibile, oppure ricorrerà a B&B situati in punti strategici lungo il suo percorso.

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Silvio Gatto

Perchè Calabria Grand Tour? Il palese riferimento è  al viaggio di istruzione e di apprendimento che nell’Italia del Sei-Settecento portò nel nostro Paese centinaia di giovani desiderosi di confrontarsi con le fonti della grande cultura artistica, letteraria, architettonica ed urbanistica di cui l’Italia ha rappresentato per secoli un faro a livello europeo. Quel Tour inizialmente non si spinse mai in Calabria, considerata aprioristicamente terra aspra, violenta e pericolosa, soprattutto a causa delle diffuse leggende sul brigantaggio. Tuttavia, col tempo, alcuni viaggiatori provenienti da diverse parti d’Europa, come Vivant-Denon, Saint-Non, Dierkens, Lear, Douglas, decisero di sfidare le insidie, e rimasero affascinati da questa terra definita “infernale e paradisiaca”. “Una condizione perfettamente attuale”, sostiene Silvio Gatto, che cercherà di ripercorrere quei passi, quelle tracce, in una sorta di viaggio contemporaneo, che ancora oggi risulta “insidioso”, ma ricco di bellezze naturali, storiche e artistiche. Il mare e le montagne, la civiltà greca, poi quella romana e bizantina, mitologia e misticismo, storia e leggenda.

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“Sul mio cammino – dice Silvio Gatto – non mancheranno quelle “nefandezze” caratterizzanti quei paesaggi un tempo considerati sublimi e ispiratori. L’eolico, l’abusivismo, la cattiva edilizia, la speculazione dissennata e un forte smarrimento culturale portatore inconsapevole di un irrispettoso agire, rappresentano oggi quei fattori antitetici, quelle “insidie moderne” che continuano ad attentare alla magnificenza del territorio calabrese. Sarà anche un viaggio alla ricerca di me stesso, delle mie radici, della mia cultura: del bello e del brutto, e di tutto ciò che attirerà la mia attenzione. Per conoscere una terra singolare, anche nelle sue contraddizioni. Spero sia un’esperienza partecipata, un viaggio di tutti.”

Gatto insomma intende raccontare l’ambivalenza di una terra che ancora affascina ma a volte respinge, riproponendo quelle contraddizioni che sono un po’ la cifra caratteristica di tutto il Sud, terra ancora in attesa di una vera catarsi materiale e morale che possa finalmente chiudere i conti con un passato fatto di saccheggi, di abbandono, di veri e propri stupri del territorio, avvenuti sotto l’occhio indifferente di chi avrebbe dovuto vigilare e sotto quello rassegnato di popolazioni stritolate dall’ingranaggio perverso della malapolitica. Gatto può considerarsi un rappresentante di quelle nuove generazioni che vogliono riappropriarsi delle loro radici, rivendicare il valore profondo di questo angolo d’Europa protagonista per secoli dei più importanti flussi culturali ed umani sulle cui basi si è costruita l’Europa.

La sensibilità di Silvio Gatto verso il territorio calabrese non è nuova, essendosi già espressa nella mostra fotografica tenutasi nel 2012 presso il Palazzo Nicotera di Lamezia Terme dove ha presentato “Welcome to Calabria, paesaggio e degrado”, un allestimento nato – come racconta lo stesso autore – “dalla necessità di trovare una causa razionale a tutto ciò che di dannoso si abbatte sul paesaggio; …una raccolta simbolica di elementi, casi, eventi relativi alle problematiche che coinvolgono il territorio calabrese. Paesaggio e degrado è il binomio che rappresenta al meglio, non solo certe condizioni ambientali della Regione, ma quelle sociali e culturali. Paesaggio come valore storico, identità e risorsa fondamentale al benessere collettivo e individuale. Degrado come atteggiamento sociale e decadimento morale che si manifesta e si ripercuote sul paesaggio in forme diverse: inquinamento, abusivismo, speculazione, ecomafia, opere pubbliche incompiute, dismesse, inutilizzate, strutture abbandonate o con la scarsa valorizzazione e contaminazione di luoghi di importante rilevanza storico-artistica.”

Calabria Grand Tour è dunque la nuova “puntata” di un viaggio essenziale per conoscere e comprendere un territorio spesso sconosciuto ai suoi stessi abitanti; l’importante punto di partenza per ridare nuova vita ai luoghi abusati, o meglio, per ridare luce a quella vita antica che ha alimentato le nostre radici; un modo per tutelare la nostra stessa storia e cultura, riscoprendo il dovere morale, oltre che costituzionale, di difendere l’integrità e la magnificenza del paesaggio calabrese. Noi di Fame di Sud seguiremo le tappe di questo viaggio dando ulteriore eco presso i nostri lettori al resoconto quotidiano che Silvio Gatto farà sui social network.

 

 

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