Bovino, alle radici della Storia: la villa romana di Casalene

Puglia - Visione panoramica dei colli che circondano il sito archeologico della villa romana di Casalene, Bovino (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello | Photogallery a fondo pagina

Puglia – Visione panoramica dei colli che circondano il sito archeologico della villa romana di Casalene, Bovino (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello | Photogallery a fondo pagina

di Enzo Garofalo

Il nostro viaggio alla scoperta del territorio di Bovino (Foggia) inizia in un pomeriggio assolato, inatteso e magnifico colpo di coda di un’estate un po’ avara di belle giornate. Il sole autunnale accende i colori del paesaggio lungo la tortuosa strada in salita che conduce alla nostra meta. Siamo a Casalene, sulle pendici collinari affacciate sul torrente Bilera; campi di erbe rinsecchite dal sole s’alternano ad ampie zone verdi. Sembra di essere in un lembo di Tuscia etrusca. Le uniche apparenti tracce umane – se si escludono le torri eoliche sull’orizzonte lontano – sono i campi arati e un casolare diroccato che nasconde un ‘segreto’. A chi ha visto il celebre film Il Gladiatore il luogo non può non evocare l’immagine della scena in cui Massimo Decimo Meridio sale per il sentiero che porta alla sua casa, mentre moglie e figlio gli si fanno incontro. Non è qui che è stata girata quella scena, ma la quintessenza estetica ed emozionale c’è tutta. Siamo infatti a due passi da quella che fu un’antica villa romana costruita in età augustea e abitata fino al VI sec. d.C.: continuità abitativa ripresa nel XVI sec.  proprio con l’innalzamento di quel casolare che vediamo oggi, utilizzato a sua volta fino a non molti decenni orsono.

Ad accoglierci c’è l’archeologo Angelo Valentino Romano, dell’Università di Foggia, insieme ad un gruppo di studenti delle Università Roma3 e Torvergata, impegnati per qualche settimana nel rilevare e censire sul territorio resti archeologici di superficie. Scopriamo così in anteprima che l’area ha rivelato tracce di almeno altre 7-8 ville, compresi alcuni reperti pre-protostorici, mentre vestigia di un villaggio eneolitico e neolitico sono emerse nel non lontano parco eolico durante i lavori di posizionamento di una delle torri. Una circostanza che ormai si ripete spesso: il passato remoto che va di pari passo con l’alta tecnologia contemporanea.

Come ci spiega la nostra guida, qui siamo in un’area ad alta densità di presenze antiche, fra urbane e rurali, distribuite tra la Valle del Carapelle, con Ausculum (Ascoli Satriano) e Herdonia (Ordona), e quella del Torrente Cervaro con Vibinum (Bovino) ed Aecae (Troia). La zona è interessata, praticamente da sempre, da attività legate alla olivicoltura (numerosi anche gli ulivi selvatici), alla cerealicoltura e, nelle zone ad altitudine inferiore, anche alla viticoltura. Ambiente ideale quindi per una villa rustica come quella molto vasta, nonché una delle meglio conservate della Daunia, di cui ci accingiamo a visitare i resti. Apprendiamo innanzitutto che dopo un lungo periodo di pausa seguito agli scavi promossi dalla Comunità Montana dei Monti Dauni Meridionali, stanno per riprendere – con il coinvolgimento del Comune di Bovino, della Regione Puglia, dell’Università di Foggia e della Soprintendenza ai Beni Archeologici – attività di scavo che sicuramente andranno ad aggiungere ulteriori scoperte a quelle degli undici ambienti della villa fino ad oggi noti. Alcuni di questi ultimi furono riutilizzati nei secoli come stalle e depositi ma conservano ancora ampi tratti del pavimento in opus spicatum.

Superato il recinto che circonda l’area archeologica, attraversiamo un incolto camminando fra cardi, cespugli di finocchietto selvatico e voli di coloratissime farfalle; seguiamo così il perimetro di quella che fu sì una residenza di campagna, ma munita anche di un complesso termale (oggetto di più fasi costruttive) di cui riusciamo a scorgere le aree destinate ad apodyterium (uno spazio non riscaldato adibito a spogliatoio), il praefurnium (vano di servizio ventilato destinato al fuoco che alimentava il sistema di riscaldamento delle terme), l’hypocaustum (apposita cavità posta sotto il pavimento e nelle pareti dell’ambiente da climatizzare con l’aria calda proveniente dal praefurnium) ed un ambiente cisterna con tracce di malta idraulica oltre che di fistulae in piombo. Tali terme, che certamente usufruivano di una sorgente d’acqua, costituivano un servizio privato annesso alla Pars urbana o dominica della villa, quella cioè destinata agli usi residenziali del dominus, a sua volta collegata ad una Pars fructuaria che serviva alla lavorazione dei prodotti ed in cui si conservano i resti in pietra di un trapetum per la spremitura delle olive, e a una Pars rustica destinata alla servitù e ai lavoratori dell’azienda agricola, sezione che a Casalene comprende anche alcuni ambienti ipogei. La Pars urbana, come si può facilmente notare nella sezione anteriore del complesso, era collegata – attraverso corridoi ad essa perpendicolari – ad un criptoportico, ossia una via di passaggio seminterrata e coperta che fungeva da basis villae, un percorso di servizio non esposto alla vista. (segue)

Per chi volesse saperne di più su questo luogo di grande interesse storico, segnalo il volume “La natura costruita”, la ricca pubblicazione a cura di Marisa Corrente edita da Edizioni ARA, con contributi di vari autori. Per la reperibilità del volume è possibile chiedere informazioni alla Pro Loco di Bovino (C.so Vittorio Emanuele, 1 – tel. 0881966475 – e.mail: info@prolocobovino.it)

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La Villa romana di Casalene a Bovino

Puglia - La villa romana di Casalene, a Bovino (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

La Villa romana di Casalene a Bovino

La villa romana di Casalene, a Bovino (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

La Villa romana di Casalene a Bovino

La villa romana di Casalene, a Bovino (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

La Villa romana di Casalene a Bovino

La villa romana di Casalene, a Bovino (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

La Villa romana di Casalene a Bovino

La villa romana di Casalene, a Bovino (Foggia). Immagine del trapetum, attualmente coperto – Ph. © Ferruccio Cornicello

La Villa romana di Casalene a Bovino

Rilievo topografico della villa romana di Casalene, a Bovino (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

La Villa romana di Casalene a Bovino

La villa romana di Casalene, a Bovino (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

La Villa romana di Casalene a Bovino

Foto di gruppo presso la villa romana di Casalene, a Bovino (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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