Alla Puglia 113 milioni di euro per la cultura. Ma il ministro Bray avverte: «Opere da avviare entro il 30 settembre. Pena il ritiro del finanziamento»

s. maria a cerrate

Abbazia di S. Maria a Cerrate, XIII sec. – Ph. Tatjana TodorovicLicense

E’ notizia recentissima che Massimo Bray, ministro della Cultura, è riuscito a sbloccare fondi per 372 milioni di euro, fermi dal 2012, destinati alla realizzazione di opere di restauro, riqualificazione e valorizzazione di importanti siti archeologici e strutture architettoniche di valore storico. Particolarmente ricco il “tesoretto” destinato alla Puglia con più della metà dei progetti “immediatamente appaltabili”, ben cinquantaquattro su cento. In effetti delle quattro regioni meridionali considerate dal Mibac, la Puglia porta a casa il risultato migliore: in arrivo 113 milioni 556mila 512 euro, contro i quasi 62 milioni della Campania, i 35 milioni della Calabria e i 22 destinati alla Sicilia.

Ecco, provincia per provincia, come verranno ripartiti i fondi ministeriali:

BARI:

Il complesso di Santa Chiara, a Bari Vecchia, ottiene ben 4 milioni, e altrettanta è la somma assegnata al castello Svevo; 4 milioni 900mila euro sono invece destinati al teatro Petruzzelli, l’ente lirico-sinfonico guidato dal commissario Carlo Fuortes che intende far ristrutturare alcuni immobili donati dal Comune tra il 2010 e il 2011, ossia i palazzi San Michele e San Gaetano nel centro storico. Il finanziamento di maggior rilievo, pari a 7 milioni, sarà assegnato al museo archeologico che vedrà la luce nel complesso di Santa Scolastica; 3 milioni 600mila euro andranno infine al cineporto sede del museo contemporaneo dell’audiovisivo curato dalla Apulia Film Commission.

SALENTO:

La parte più consistente del finanziamento andrà però al Salento. A Lecce sono previsti interventi per le Mura Urbiche (4 milioni 900mila euro), per il convitto Palmieri (8 milioni), il castello Carlo V (6 milioni), l’Abbaziadi Santa Maria a Cerrate (2 milioni 500mila euro, nella foto) e il Parco Archeologico di Rudiae (1 milione). Interessate anche quindici città della provincia: Leverano (Convento di Santa Maria delle Grazie, 1 milione 450mila euro), Galatone (Palazzo Belmonte, 650mila euro), Tricase (castello dei principi Gallone, 250mila), Ugento (Castello, 5 milioni 900mila), Copertino (Castello, 3 milioni 500mila), Novoli (Pinacoteca, 500mila), Galatina (Museo “Pietro Cavoti”, 500mila), Calimera (Museo di Storia Naturale, 500mila), Cutrofiano (Museo della Ceramica, 500mila), Porto Cesareo (Torre Chianca, 350mila), Castro (Tempio di Minerva, 1 milione), Otranto (faro di Punta Palascia, 350mila, e castello aragonese, 2 milioni), Vernole (il sito archeologico Pozzo Seccato, 1 milione 700mila), Monteroni (Palazzo Ducale, 2 milioni), Nardò (Castello Acquaviva, 1 milione). Nel Brindisino a beneficiare dei fondi per la cultura sarà l’area archeologica di Egnatia (1 milione di euro) a Fasano.

FOGGIA:

Seconda per fondi assegnati è la zona del foggiano con Monte Sant’Angelo (fossato del castello, 500mila euro, Santo Stefano, 700mila, la cittadella Micaelica, 2 milioni 500mila, il Museo “Tancredi”, 400mila, l’Abbazia di Pulsano, 700mila), Manfredonia (fossato del castello, 1 milione, restauro dello stesso castello, 6 milioni, Santa Maria di Siponto, 11 milioni, il parco archeologico Ipogei Capparelli, 1 milione 300mila, l’ex convento San Francesco (800mila), San Giovanni Rotondo (Museo “Capuano”, 700mila, l’Ospedaletto di San Pio, 1 milione).

TARANTO:

Sei milioni andranno a Taranto per l’ex convento Sant’Antonio.

BAT:

La provincia Barletta-Andria-Trani riceverà 3 milioni di euro per Castel del Monte, bene del patrimonio Unesco conosciuto in tutto il mondo.

La Regione Puglia si occuperà di bandire gli appalti per la realizzazione delle opere relative a quarantatré “attrattori culturali”; i lavori su altri undici beni da restaurare e valorizzare saranno invece curati direttamente dal Mibac. Circa le regole per l’elargizione dei fondi, il Ministro Bray è stato categorico: «la revoca dell’assegnazione del contributo scatterà per quei soggetti beneficiari che non avranno provveduto all’avvio delle procedure di evidenza pubblica entro il 30 settembre 2013».

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