Aspromonte: Pietro Orlando, pastore 2.0, ha inventato il collare anti-lupi

 
L’ancestrale contrapposizione tra lupo e gregge, nell’eterna lotta per la sopravvivenza, conosce una nuova declinazione, fatta di rispetto non solo per la preda ma anche per il predatore, succube a sua volta del predatore peggiore di tutti, l’uomo, che – ci dice il WWF – in mezzo secolo è riuscito a spazzare via il 60% dei mammiferi, degli uccelli, dei pesci e dei rettili presenti sulla Terra. E allora, se i pastori hanno necessità di difendere il loro bestiame, c’è chi ha pensato anche al lupo, la cui proverbiale cattiveria esiste solo nelle favole. Lui è Pietro Orlando, giovanissimo pastore d’Aspromonte, da millenni terra di ovili e transumanze, che a 19 anni, finito il liceo scientifico, iscritto in Conservatorio e alla Facoltà di Agraria di Reggio Calabria, sceglie contestualmente di diventare pastore di capre. Il tempo, tra i pascoli sui monti, si dilata e dalla mente creativa di Pietro nasce il “Gioiello del Pastore”, punto d’arrivo di lunghe riflessioni – in solitaria o con gli amici – su come difendere il gregge dai lupi il cui attacco mette in grave difficoltà i pastori causando spesso perdite di bestiame. E’ l’uovo di colombo: l’applicazione di un processore a ultrasuoni al collare delle capre, quel collare antico, di tradizione, che evoca immagini di una storia millenaria. Un collare lungo circa 60 cm, fatto d’un pezzo di cuoio (crucili) e due piccoli fermi (chiaveddi), a cui Pietro ha aggiunto un processore che emette ultrasuoni ad una frequenza capace di infastidire il lupo, allontanandolo dalle capre senza che riporti alcun danno. Un sistema semplice che salva le capre e salva anche il lupo. Una sorta di recinto virtuale attorno al gregge, che coinvolge anche i cani pastore pronti, grazie agli ultrasuoni, a disporsi a loro volta in cerchio intorno alle capre, nella giusta distanza, rinforzando ancor più il sistema di difesa. Una soluzione tecnologica per la quale nel 2019 Coldiretti Calabria ha conferito a Pietro il premio Oscar Green, nella Categoria Creatività, consentendogli l’accesso alla finale nazionale del concorso promosso da Coldiretti Giovani Impresa. Una competizione che ogni anno punta a valorizzare il lavoro di tanti giovani che hanno scelto per il proprio futuro l’Agricoltura, promuovendo e premiando le idee che hanno saputo maggiormente coniugare tradizione e innovazione.

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Pietro Orlando con il suo organetto

Pietro Orlando con il suo organetto

 

2 commenti

    • Gentile lettore, questo precedente, peraltro non italiano, non significa necessariamente che Pietro Orlando abbia copiato l’idea. In fondo certe intuizioni semplici possono appartenere a più persone contemporaneamente. Del resto, non sarebbe la prima volta che accade.

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