Alla scoperta dell’eden minacciato di S. Nicola Arcella

Calabria - Veduta delle incantevoli insenature di San Nicola Arcella (Cosenza). Sullo sfondo l'isola di Dino, a Praia a Mare, e l'appennino lucano di Maratea (Potenza) - Ph. © Stefano Contin

Calabria – Veduta delle incantevoli insenature di San Nicola Arcella (Cosenza). Sullo sfondo l’isola di Dino, a Praia a Mare, e l’appennino lucano di Maratea (Potenza) | Ph. © Stefano Contin

di Kasia Burney Gargiulo

Nell’estremo nord del versante tirrenico calabrese c’è un ultimo lembo di costa in cui sembrano aver preso forma i sogni mediterranei di un dio. Un demiurgo che ha forgiato nella roccia angoli appartati di paradiso nei quali il verde della macchia dai balsamici aromi si fonde con l’azzurro di un mare di straordinaria bellezza. Nella luminosità delle giornate primaverili ed estive le acque di S. Nicola Arcella – piccolo paese di 2 mila anime lungo la Riviera dei Cedri – diventano una tavolozza di cristallo su cui i colori vibrano fondendosi in riflessi di impressionistico splendore. Qui è il regno delle rondini di mare che velocissime sfiorano le pareti rocciose dell’Arco Magno e dell’Arco di Enea in cui nidificano; degli ultimi esemplari spontanei di palma nana, unica varietà autoctona del Mare Nostrum; dei rosei garofani selvatici; del virtuoso agnocasto, pianta dall’infiorescenza violacea che nel Medioevo mai mancava negli orti dei conventi per tenere a bada i pensieri impudichi; del dionisiaco smìlace i cui rossi acini cingevano un tempo il capo delle furiose baccanti. Qui è il regno incontrastato del profumato mirto, pianta sacra a Venere che Plinio definì Myrtus coniugalis per l’uso negli antichi banchetti di nozze come augurio di una vita serena e ricca di affetti; una pianta di cui si cingeva il capo chi si apprestava a partire per fondare una nuova colonia e di cui i Cretesi esortavano chiunque volesse essere amato a raccogliere un ramo. Senza contare la miriade di essenze tipiche della macchia mediterranea che qui fanno mostra di sè come in un meraviglioso giardino delle Esperidi [segue dopo la gallery].

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Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Spiaggia dell'Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Arrivando all'Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Riflessi di luce all'Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Spiaggia dell'Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Riflessi di luce nelle acque dell'Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Uno sguardo dall'alto - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

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Spiaggia dell'Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Spiaggia dell'Arco Magno al tramonto - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Spiaggia dell'Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

S. Nicola Arcella (Cs) - Ph. © Stefano Contin

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Il sentiero che porta alle insenature - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Uno sguardo dall'alto - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Un tratto del sentiero a gradini che scende alle calette - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Un tratto del sentiero a gradini che scende alle calette - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Spiaggia dell'Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Spiaggia dell'Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Spiaggia dell'Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Spiaggia dell'Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Riflessi di luce nelle acque dell'Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

S. Nicola Arcella (Cs), vista sulla Torre Crawford e sull'isola di Dino - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Arco di Enea - Ph. © Stefano Contin

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Arco di Enea - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Arco di Enea - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Arco di Enea nella luce del pomeriggio - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Arco di Enea nella luce del pomeriggio - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Vista da sopra il promontorio dell'Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Spiaggia dell'Arco Magno nella luce pomeridiana - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Arco Magno nella luce pomeridiana - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Fra le ginestre del promontorio - Ph. © Stefano Contin

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Vista pomeridiana dell'isola di Dino dal promontorio dell'Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Sentiero sul promontorio dell'Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Vista al tramonto dal promontorio dell'Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Erica alla luce del tramonto, Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Imbarcazione alle prime luci del tramonto, Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Vista dal promontorio alle prime luci del tramonto, Arco Magno - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Spiaggia dell'Arco Magno al tramonto - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Spiaggia dell'Arco Magno al tramonto - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Spiaggia dell'Arco Magno al tramonto - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Arco Magno al tramonto - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Imbarcazioni alla fonda nella baia di S. Nicola Arcella - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Arco Magno al tramonto - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Arco Magno al tramonto - Ph. © Stefano Contin

Alla scoperta dell'eden minacciato di S. Nicola Arcella

Arco Magno al tramonto - Ph. © Stefano Contin

 
Ebbene, se questo luminoso giardino sul mare, ogni anno che passa, è sempre più meta degli amanti degli ambienti costieri, al tempo stesso è sempre più aggredito dall’incuria di quegli incivili che trattano la Natura come non si sognerebbero di trattare neppure il proprio porcile. Tutto ciò nell'”amabile” indifferenza di istituzioni che da anni trascurano di praticare la pur minima manutenzione su quella che tradizionalmente era la spettacolare via di accesso alle due fiabesche insenature dell’Arco Magno e dell’Arco di Enea. Sì, perchè dovete sapere che le due calette, fino a non molti anni fa, erano raggiungibili attraverso un centinaio di gradini scavati nella roccia che portavano in cima al piccolo promontorio che le nasconde alla vista di chi arriva dal lido di S. Nicola Arcella, un largo arenile costeggiato da campeggi e residence ben organizzati. Arrivati in vetta alla scala, un sentiero fra la macchia mediterranea dal quale si gode una vista mozzafiato sul mare, sulla catena costiera e sulla vicina isola di Dino, conduceva (e conduce ancora i temerari che decidono di percorrerlo nonostante i pericoli) alle due insenature, non senza qualche difficoltà data la ripidezza dell’ultimo tratto in discesa. In compenso i passaggi aperti sul precipizio erano costeggiati da un basso muretto che garantiva un minimo di sicurezza.

Ormai da tempo i gradini della scala, naturalmente esposti alle intemperie, non vengono più riparati, mentre i muretti del sentiero sono quasi tutti crollati in mare e mai più ripristinati, così come le discese verso le insenature sono diventate percorsi per capre selvatiche. Anzichè provvedere a rendere nuovamente praticabile i luoghi, le autorità locali hanno pensato bene di applicare un ridicolo cancelletto con lucchetto e catenaccio all’imbocco della scala, puntualmente scavalcato dai bagnanti senza scrupoli. I visitatori più accorti, al contrario, accedono ormai alle due insenature direttamente dal mare, con barchette o gommoni, oppure – sempre a loro rischio e pericolo – attraverso la larga spiaggia situata oltre il promontorio e percorrendo infine a ritroso una piccola galleria scavata nella roccia che porta direttamente alla spiaggetta dell’Arco di Enea. Ma anche in tal caso riappaiono i segni dell’incuria: un cartello sbiadito con la scritta “attenzione caduta massi”, se da un lato solleva da responsabilità le autorità, dall’altro penalizza di fatto la libera e tranquilla fruizione di luoghi di una bellezza unica. Perchè non mettere in sicurezza il piccolo incantevole promontorio come accadrebbe nei luoghi più civili d’Europa? E’ questo uno di quei casi tipicamente italiani in cui la bellezza – oggettiva e indiscutibile – è stata finora calpestata, offesa, trascurata, in nome di un turismo senza regole e senza tutele. Eppure le insenature di San Nicola Arcella sono diventate in circa 20 anni una vera icona della Calabria.

Peccato, perchè questo borgo avrebbe tutti i numeri per offrire ai visitatori una immagine impeccabile di se stesso. Oltre ad avere un mare da sogno, costeggiato da una ampia spiaggia corredata di servizi balneari di vario genere, possiede anche una scenografica e visitabile torre costiera, nota come Torre Crawford, dove ai primissimi del ‘900 dimorò, per circa 25 anni, lo scrittore statunitense Francis Marion Crawford, uno dei maggiori autori di best-seller del suo tempo, che in quella torre ambientò un suo racconto gotico di vampiri. Su un altopiano che guarda verso Capo Scalea,  vi è infine un monumentale palazzo settecentesco, noto come Palazzo del Principe, appartenuto alla famiglia dei principi Lanza Branciforte di Trabia, quale loro residenza estiva.

Dopo decenni di attesa di un restauro definitivo per destinare ad attività culturali l’immobile che domina splendidamente dall’alto il porto naturale e la baia a forma di mezzaluna, lo scorso maggio si è finalmente appresa notizia di un progetto che prevede la creazione di sentieri naturalistici ed artistici dedicati alla scoperta della macchia mediterranea autoctona, al birdwatching ed alla meditazione nella zona del parco rivolta verso il mare, particolarmente ricca di flora spontanea e di affioramenti rocciosi di particolare suggestione e la creazione di uno spazio esterno da destinare a diverse attività culturali ed artistiche. Negli spazi interni del palazzo si vorrebbe invece creare “un archivio documentale multimediale del territorio, organizzare corsi di formazione e specializzazione rivolti agli operatori locali sui temi della gestione sostenibile delle imprese turistiche, della ristorazione di qualità, etc., realizzare esposizioni permanenti del Parco Marino Regionale “Riviera dei Cedri”e del Parco Nazionale del Pollino, produrre iniziative ed eventi culturali con l’organizzazione di mostre, spettacoli, concerti e manifestazioni serali”. Questo almeno secondo le intenzioni espresse ufficialmente dall’amministrazione locale, alla quale ci auguriamo non sfugga la salvaguardia delle due spettacolari insenature dalle quali siamo partiti. Per darvi un significativo saggio del luogo, Famedisud vi propone le spettacolari immagini del fotografo Stefano Contin, che ritraggono le insenature di S. Nicola Arcella in diverse ore del giorno, ed un brevissimo video realizzato da CosiMali.

VIDEO – “ARCO MAGNO”, una produzione COSIMALI [click on HD]

Musica: traccia audio con licenza Creative Commons

Leggi anche:

Arcomagno, un paradiso da difendere: un progetto comunale per la messa in sicurezza. Lanciata la petizione per la candidatura al Patrimonio Unesco

 

 
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4 commenti

  1. ARCOMAGNO DI S. NICOLA ARCELLA.
    Ci siamo stati oggi.
    Giungere ad essa, partendo da Praia a Mare, è un’impresa titanica, perché il sentiero che conduce lì è INCREDIBILMENTE SBARRATO DA UN CANCELLETTO CHIUSO A CHIAVE!!!!
    Quindi confermo tutto ciò che è scritto nell’articolo, anzi rincaro la dose: 1) il “ridicolo cancelletto” non è pubblico ma è di un privato (è stato un privato ad aprirlo), quindi la situazione è ancora più grave perché è questo privato che decide quando il sentiero è aperto e quando no; 2) la segnaletica che avverte dei presunti pericoli del sentiero è stata divelta presentandosi come un pericoloso ammasso di ferraglia posta vicino a uno dei mille sassi del sentiero stesso; 3) il sentiero, anzi i sentieri, sono sporchi; 4) la spiaggetta della cala dell’Arcomagno è più sporca dei sentieri; 5) nella cala, passando sotto l’arco, sono entrate, in 2 ore di mia permanenza, diverse inquinanti barche a motore piene di turisti.

    SE IL COMUNE DI SAN NICOLA ARCELLA C’È, BATTA UN COLPO!!!!

    https://www.famedisud.it/alla-scoperta-delleden-minacciato-di-s-nicola-arcella/

    • Gentile lettore, la ringraziamo per le ulteriori informazioni fornite. Da Praia a Mare ci sarebbe stata in realtà la possibilità di raggiungere le calette passando attraverso la spiaggia che, proveniendo appunto da nord, precede il promontorio. La si raggiunge attraverso un’uscita che si incontra prima di quella del paese di San Nicola Arcella. Si lascia l’auto su uno spiazzo sterrato, si raggiunge la spiaggia e, arrivati alla base del promontorio, ci si inoltra nella macchia, arrivando – a proprio rischio e pericolo – alla spiaggetta dell’Arco di Enea, mentre una piccola rampa nella roccia e poi una sipida discesa portano a quella dell’Arco Magno. E’ praticamente un percorso al contrario, fatto dalla parte opposta rispetto a quello che un tempo si faceva tramite la scala ora chiusa col cancelletto. Rimane il fatto che raggiungendo le calette direttamente dal basso, il visitatore perde quella vista meravigliosa che il promontorio offre dall’alto. E comunque, anche attraverso questa seconda “via”, i pericoli (presunti) di caduta massi rimangono. Non sappiamo fin dove si estenda la proprietà privata di cui lei parla nel suo commento…ma un luogo del genere, meriterebbe comunque un decisivo intervento del Comune.
      Cordiali saluti
      KBG

    • Gentile Fab, questa mattina abbiamo appreso della recente decisione del Comune di S. Nicola Arcella di avviare un progetto di messsa in sicurezza del promontorio e delle calette dell’Arcomagno. Inoltre è stata avviata una raccolta firme per candidare il luogo al Patrimonio Unesco. Trova tutte le novità nel mio nuovo articolo.
      Cordiali saluti
      KBG

  2. Ho letto il suo nuovo articolo.
    Speriamo bene.
    Quando sento parlare di progetti così altisonanti e ambiziosi in una terra come la nostra, io tremo.
    Mi accontenterei della semplice e sana manutenzione ordinaria.
    Ma tant’è.
    Incrociamo le dita.
    E grazie.

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