Alla scoperta della Salvia, pianta della salute

Pianta di salvia con fioritura

Pianta di salvia (Salvia officinalis) con fioritura

di Domenico Puntillo

La Salvia (Salvia officinalis) è una delle piante aromatiche più comuni, eppure molti sui aspetti sono sconosciuti al grande pubblico. Andiamo quindi a scoprirli cominciando dal nome che deriverebbe dal latino salus (= salute) per le sue virtù terapeutiche mentre l’aggettivo officinalis deriva dal latino scientifico medievale opificina (farmacia) ed allude anch’esso alle stesse virtù. La pianta è nota anche con i nomi di Erba Sacra, Tè d’Europa, Erba Santa. Come tanti “semplici” la Salvia è nota da tempo immemorabile proprio per le sue proprietà medicinali ed aromatiche. Il greco Ippocrate (1), considerato il padre della medicina, prescriveva la Salvia in miscellanea con altri ingredienti contro varie patologie: per esempio, nel Trattato delle regole di vivere la consigliava per curare la pleuropolmonite; nel Trattato delle affezioni in cataplasma sulle ferite infiammate; nel Trattato della natura delle donne la proponeva insieme a semi di Lino e Iperico macerata in vino acquoso contro la leucorrea. Carlo Magno ritenne che, fra le altre, anche questa pianta meritasse di essere coltivata nei giardini del regno tanto da includerla in una sua famosa ordinanza (2). La celebre Scuola Salernitana così la decanta (3):

“Perché muore l’uomo a cui cresce la salvia nell’orto? Soltanto perché nei giardini non c’è medicina contro il potere della morte. La salvia rafforza i nervi, toglie il tremore delle mani e caccia la febbre alta. La salvia, il castoreo, la lavandula, la primula odorosa, il nasturzio e l’atanasia risanano le membra paralizzate. Oh salvia salvatrice, armonizzatrice della natura!”

Nel 1100 l’Abadessa Sant’Idelgarda, recentemente dichiarata Dottore della Chiesa (4), scrive: “La salvia è di natura calda e secca e si sviluppa più grazie al calore del sole che per l’umidità della terra. É utile contro gli umori deboli perché è secca. Per coloro che sono spossati dagli umori nocivi, essa buona da mangiare sia cruda che cotta, poiché placa tali umori.” Ella prescriveva la pianta anche contro le cefalee, le affezioni polmonari e le affezioni gastrointestinali; in particolare per la gastrite prescrive un elisir composto di Salvia e Moscatello (5).

Il medico e botanico Pietro Andrea Mattioli nel 1500, commentando Dioscoride, preconizzava le sue proprietà curative (6): “Nell’isola di Candia, & parimenti in alcuni luoghi del regno di Napoli, come in Puglia, & in Calabria, produce la Salvia un frutto bertino simile alle galle delle quercie […]. E’ la Salvia, per quel che ne testifica Galeno al VI. della facultà de semplici, evidentemente calda, & leggiermente costrettiva. Scrisse della Salvia alcune virtù eccellentissime Aetio, cosi dicendo. La Salvia scalda manifestamente, & costringe leggiermente. Dicono alcuni, che la Salvia fumentata ristagna il flusso del mestruo, & tutti gli altri flussi muliebri. Agrippa chiamò la Salvia herba sacra, la quale mangiano le donne gravide quando patiscono i flussi dell’humidità della matrice: imperocch’ella ritiene la creatura, & la fortifica di spirito vitale. Bevendo la donna, dapoi che quattro giorni sta dormita sola senza huomo, una hemina di succo di Salvia con un poco di sale, & di poi congiungendosi con l’huomo subito s’ingravida. Dicono, che in un certo luogo d’Egitto dopo una crudelissima pestilenza, furono costrette le donne da gli huomini, che v’avanzarono, à bere il succo della Salvia, accioche havessero à generare assai figliuoli […].
 

Cespugli di Salvia sulle pendici del Pollino, Calabria - Ph. Domenico Puntillo

Cespugli di Salvia sulle pendici del Pollino, Calabria – Ph. Domenico Puntillo

La pianta entrò anche nella composizione dell’Orvietano (7), elisir inventato da Girolamo Ferranti il quale nel 1603, ottiene dal comune di Orvieto la licenza per la vendita nella pubblica piazza. La notorietà di questo prodotto viene raggiunta in Francia quando Cristoforo Contugi, successore di Ferranti, ottiene nel 1647 dal Re Sole, Luigi XIV, accanito consumatore dell’elisir, il privilegio esclusivo della sua vendita (8). A base di Salvia era il celeberrimo Aceto dei Quattro Ladroni, che sembra sia nato dopo la tremenda peste del 1630 di Tolosa. Si narra che quattro ladri spericolati si introdussero nelle case dei moribondi e dei morti per derubarli dei loro averi incuranti del probabile contagio, quando vennero catturati e processati il giudice promise loro che se avessero rivelato il segreto della loro immunità, sarebbero stati graziati. A questa promessa i ladri confessarono e affermarono che per non contagiarsi si bagnavano i polsi e le tempie più volte al giorno con un macerato di Salvia, Rosmarino, Timo e Lavanda. La formula diventò così famosa che entrò nella farmacopea ufficiale francese. L’aceto venne riconosciuto e formalizzato nel Codice Ufficiale Francese del Corpo Medico del 1758 (9) come Acetum Anti-septicum Vulgo des Quatres Voleurs con aggiunta di altri componenti. La composizione fu soppressa nell’edizione del 1884 del Codice
(10).

Nel ‘600 in una ponderosa monografia dedicata alla “Sacra Herba seu Nobilis Salvia” sono descritte le sue innumerevoli proprietà medicamentose sino allora note e che, per brevità del testo inseriamo in nota (11). Nel 1715 fu discussa una tesi di laurea sulla Salvia per l’addottoramento in medicina di Benjamin Weissheit (12). In nove pagine furono condensate le innumerevoli proprietà sino al allora attribuite alla Salvia. Egli cita l’uso contro il tremore delle mani, febbre acuta, pleurite, tosse, peripneumonia suppurata, afte degli infanti, dissenteria, morbillo, amenorrea, ulcere uterine, vertigini, gengiviti, prurito anale, eruzione della lingua. L’erba, inoltre, sembrava favorire il concepimento, e si riteneva che fosse un controveleno (alessifarmaco) (13). Infine Fleury de la Roche la cita anche contro i sudori notturni e la febbre reumatica (14). Nella medicina popolare la Salvia è usata per il trattamento di diversi disturbi inclusi ulcera, diarrea, gotta, reumatismo, infiammazioni, convulsioni, vertigini, neuroastenia, stati depressivi, tremori e paralisi.
 

Esemplare di Salvia officinalis

Esemplare di Salvia officinalis

Dopo oltre duemila anni di fama vediamo quali proprietà ci propone la ricerca scientifica dei nostri giorni. Un articolo (15) che sintetizza gli innumerevoli studi sull’argomento ci rivela che la pianta avrebbe le seguenti proprietà medicinali: anticancro e antimutageniche; antiossidanti; antiinfiammatorie ed antinocicettive; antisettiche; antimicrobiche; effetti metabolici (ipolidemiche, ipoglicemiche); anti demenza e per migliorare anche gli effetti cognitivi nell’Alzaimer, nella depressione, nell’ischemia (16). L’uso della Salvia viene anche proposto contro l’obesità, il lupus, l’autismo, le malattie cardiache (17) nonché come antiflogistico per le infiammazioni della bocca (faringiti, gengiviti, glossiti e stomatiti) e del naso (riniti) (18), per dare regolarità al ciclo mestruale (amenorrea, dismenorrea, leucorrea) e ridurre le vampate di calore nella menopausa, nella iperidrosi galattorrea, nell’osteoporosi (per deficienza degli ormoni ovarici della menopausa (19). La presenza nella pianta di una sostanza chimica simile alla follicolina, aumenterebbe la fertilità delle donne.

Ma la Salvia è prodiga anche in cucina, una delizia del palato. Si associa ottimamente nelle zuppe di fagioli, piselli e verdure cotte, negli arrosti e nel pesce in umido e, se non ne avete abbastanza, prendete le foglie di Salvia ben pulite, immergetele in una pastella di acqua, farina, un pizzico di sale e poi friggetele in padella. Una goduria!

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(1) Anunzio Foesio. Opere compiute di Ippocrate. Venezia, dalla Tip. di Giuseppe Antonelli, 1838
(2) Cap. LXX del Capitulare de villis velet curtis imperii imperialibus, (Si veda la nota nr. 4 del precedente articolo sulla Melissa)
(3) Schola Salernitana sive De conservanda Valetudine. Augustae Vindelicorum, Sumptibus Joannis Jacobi Lotteri Haered., MDCCLIII, p. 286
(4) Con la lettera apostolica di Papa Benedetto XVI del 7 dicembre 2012
(5) Physica S. Hildegardis. Argentorati apud Ioannem Schottum, MDXXXIII, pp. 21-22.
(6) Pietro Andrea Mattioli. I discorsi ne i sei libri della materia medicinale di Pedacio Dioscoride Anarzabeo. In Vinegia, nella bottega d’Erasmo, apresso Vincenzo Valgrisi, & Baldassar Costantini, 1567, p. 357
(7) Petrus Pomet Aromatarius. Histoire Generale des Drogues traitant des Plantes, des Animaux, & des Mineraux. Paris, chez Jean-Baptiste Loyson et Augustin Pillon, 1694, p. 67.
(8) “Extrait du Privilege du Roy. Il est expressement défendu à tous Operateur, & autre personnes, en dispensant leur Medicamens, de s servire du nom d’Orvietan, ny contrefair, ny le vendre, sut peine de mil liures d’amende, & ainsi qu’il est mentionné és Lettres Royaux, sans l’expresse permission dudit Contugi, Original Orvietan. Donné à Paris en la grande Chancellerie le 9. Avril 1647”
(9) Codex medicamentarius seu Pharmacopoea Parisiensis. Parisiis, Apud Petrum Guillelmum Cavelier. 1758, p. 26
(10) Codex Medicamentarius. Pharmacoée Francaise. G. Masson, Editeur, Libraire de L’Acadèmie de médicine, 1884
(11) La Salvia era prescritta “(Cervello e testa) In frigidis affectibus cerebri & capitis, in vigiliis nimiis, in cephalagia, somniis turbulentis, in vertigine, in memoria laesa, in delirio & phrenitide, in rabie, in affectibus soporis, in lassitudine spontanea, in tremore, in paralysi, in spasmo seu convulsione, in epilpsia, in apoplexia, in cucubo, in catarrho, (affezioni oculari) in dolorum oculorum, visu imbecilli, aquula & cancro palpebrarum,in suffusione, (affezioni all’orecchio) in tinnitu aurium, auditu gravi & surditate, (affezioni al naso) in obstrucione, ulceribus, polypo & haemorrhagia narium, (affezioni alla lingua) in siccitate & inflammatione linguae, in paraslysi linguae, & loquelae amissione, (affezioni alla faccia) in in tortura oris, in varis, phlegmone, & aliis faciei vitiis, (affezioni alla bocca) in aphtis, in foetore oris, (affezioni ai denti) in dentium corrosione & mobilitate, in dolore dentium, in nigredine & stupore dentium, (affezioni alle gengive) in gengivarum putredine & excrescentia, (affezioni all’ugula) in prolongatione gurgulionis, (affezioni alle tonsille) in tumore tonsillarum, (affezioni alla gola) in angina, in strumis, (affezioni arteria tracheale) in angustia ejus, (affezioni al polmona e torace) in difficili respiratione, in tussi, in phthisi, in pleuritide, in empyemate, intemperie, palpitatione & dolore cordis, in deliquio animi, & virium imbecillitate, in vulnere pectoris & sanguine coagulato, in dolore mammarum, (affezioni allo stomaco) in frigidis ventriculi affectibus, in dolore ventriculi & anorexia, in rachitide, in singultu, (affezioni all’intestino) in hernia intestinali, & procidentia ani, in colica, in fluxu & constipatione alvi, in necandis & expellendis vermibus, (affezioni al fegato) in obstructione hepatis & cachexia, in hydrope, in ictero flavo, (affezioni alla milza) in obstructione lienis, in scirrho lienis, in ictero nigro, in malo hypochondriaco, in scorbuto, in corruptione & putredine gingivarum, oris graveolentia, & dentium scorbuticorum vitiis, in paralysi scorbutica, in arthridite vaga scorbutica, in spasmo scorbutico, in psora scorbutica, (affezioni ai reni e alla vescica) in calculo & apostemate renum ac vesicae, in urinae incontinentia, in ischuria, in mictu cruento, (affezioni nel parto) in frigida intemperie & pruritu testium, nec non impotentia virili, in gonorrhoea & hernia venerosa, (affezioni uterine) in de uteri intemperie frigida, ejusque vasorum angustia, in inflammatione, imbecillitate & dolore uteri, in mensibus suppressis & imminutis, in mensibus superflui, in fluore albo & chlorosi, in suffocatione hysterica, in epilepsia uterina, in sterilitate, in falsa ingravidatione, (affezioni dopo il parto) in abortu praecavendo, in partu difficili, in foetus debilitate & secundina retenta, in torminubus post partum, & haemorragia uterina, (affezioni febbrili) in febribus intermittentibus, in febribus continuis & malignis, in peste, (affezioni esterne) in hydrocephalo & vulneribus cerebri ac capitis, in fungis & commotione cerebri, in achoribus, phthiriasi & canitie, in palpebrarum palpitatione, dolore circa coxam & dorsi, ac luxatione spinae, in scabie, contractura & gibbositate, in arthritide, in lue venerea, in fistulis & ulceribus, in tumoribis, in gangraena & sphacelo, in vulneribus ex morsu, in pernionibus, ganglio & conditura cadaverum. Da: Christiano Francisco Paullin. Sacra Herba seu Nobilis Salvia. Augustae Vindelicorum, Impensis Laur. Kronigeri, & Theop. Goebelii Haeredum, 1688, indice
(12) Relatore Georg Wolfgang Wedel il famoso medico del Duca di Weimer
(13) Georg Wolfgang Wedel. Dissertatio Inauguralis Medica de Salvia. Krebs, MDCCXV
(14) Fleury de la Roche A. Les Plantes Bienfaisantes. Paris, Librairie Blériot, Henri Gautier, Successeur. 1906, pp. 339-341
(15) Ghorbani A. & Esmilizadeh M. Pharmacological proprieties of Salvia officinalis and its components. Journal of Traditional and Complementary Medicine, 2017, 7(4): 433-440
(16) Ghorbani A. & Esmaeilizadeh M. Pharmacological properties of Salvia officinalis and its components. Journal of Traditional and Complementary Medicine. 2017, 7(4). 433-440
(17) Hamidpour et al. Chemistry, Pharmacology, and Medicinal Property of Sage (Salvia) to Prevent and Cure Illnesses such as Obesity, Diabetes, Depression, Dementia, Lupus, Autism, Heart Disease, and Cancer. J. Tradit Complement Med. 2014, (2): 82-88
(18) European Medicines Agency. Assessment report on Salvia officinalis L., folium and Salvia officinali L., aetheroleum. EMA/HMPC/150801/2015: 1-44
(19) Inas Z.S. & al. Effect of Salvia officinalis L. (Sage) Herbs on Osteoporotic Changes in Aged Non-Cycling Female Rats. Med. J. Cairo Univ., 2010, 78 (1): 1-9..)

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