Alla scoperta del presunto autoritratto di Leonardo da Vinci. Immagini ed aggiornamenti – 2 P.

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Basilicata – Il presunto autoritratto di Leonardo da Vinci, seconda metà del XV sec., in mostra al Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio di Basilicata (Potenza). Al termine degli studi sul dipinto il museo diventerà la sua sede definitiva – Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

di Redazione FdS

Nella puntata precedente vi abbiamo raccontato della scoperta fatta nel dicembre 2008 dallo storico lucano Nicola Barbatelli di un ritratto di Leonardo da Vinci, ritrovato nel deposito di un collezionista salernitano e subito considerato come un possibile autoritratto originale del genio toscano. Vi abbiamo anche narrato del passaggio lucano di questo dipinto, appartenuto a una famiglia di Acerenza (Potenza) che lo reputava un ritratto di Galileo Galilei. Gli ultimi quattro anni sono stati un susseguirsi di indagini fisico-chimiche, di valutazioni stilistiche e anche di prese di posizione non di rado contrastanti da parte di accreditati studiosi. Ciò che al momento è stato accertato è che si tratta di un dipinto su tavola in legno di di pioppo, con disegno a sanguigna sotto la stesura del colore e un’impronta digitale che corrisponderebbe a quella rimasta impressa sulla vernice della ‘Dama con ermellino’, mentre sul retro compare la scritta PINXIT MEA (dipinto da me) tracciata al contrario secondo l’uso leonardiano; il tutto sarebbe databile alla seconda metà del XV secolo.

A spazzare i primi legittimi scetticismi è stata però la eclatante dichiarazione nel 2010 del noto leonardista canadese David L. Bershad, docente di Storia dell’Arte all’interno del Dipartimento su Rinascimento e Barocco nel canadese St. Mary’s University College di Calgary (Alberta), il quale presa visione del dipinto in occasione della sua partecipazione ad un convegno tenutosi presso l’Università di Chieti, ha perentoriamente affermato: «La Tavola di Acerenza è un autoritratto di Leonardo da Vinci».

La riscoperta di questo quadro ha frattanto aperto nuovi filoni di indagine sulla presenza al Sud dell’artista, o quanto meno sui contatti fra Leonardo e il meridione (è certa la presenza ad Acerenza di una famiglia a lui legata, quella toscana dei Segni, così come appare molto probabile un viaggio dell’artista nella terra di Pitagora, figura a lui molto cara, alla ricerca di tracce del suo passaggio).

La nostra storia si era fermata però al 2010, data delle ultime notizie a nostra disposizione. Avendo poi appreso di una mostra del dipinto il mese scorso, presso il Museo delle Antiche Genti di Lucania a Vaglio di Basilicata, abbiamo deciso di fare un sopralluogo con il nostro fotografo Ferriuccio Cornicello per vedere da vicino e riprendere questo eccezionale documento che presto tornerà ad essere oggetto di studio in altri luoghi. Se la sua presunta paternità fosse definitivamente confermata, avremmo il più antico autoritratto di Leonardo, antecedente addirittura a quello celebre, a sanguigna, custodito alla Biblioteca Reale di Torino. La nostra visita in quella che ormai è la sede stabile dell’opera, è stata però finalizzata soprattutto a raccogliere notizie relative agli sviluppi degli studi sul dipinto negli ultimi due anni. Da questo punto di vista l’obiettivo è stato raggiunto perché abbiamo avuto gli aggiornamenti che cercavamo, oltre ad apprendere che nel Museo di Vaglio è stata creata una ricca raccolta di riproduzioni in legno e metallo dei numerosi progetti elaborati da Leonardo nei suoi famosi codici autografi. Ci riferiamo alle varie invenzioni che fanno di lui uno dei più grandi precursori nel campo della scienza e della tecnica umane. Ma il Museo delle Antiche Genti di Lucania è innanzitutto sede di una piccola raccolta archeologica che attende di accrescersi notevolmente non appena le ricche collezioni di reperti provenienti dagli scavi archeologici di Rossano di Vaglio, saranno qui trasferite da Potenza (dove attualmente si trovano presso il Museo Provinciale di Palazzo Loffredo).

AUTORITRATTO DI LEONARDO: GLI ULTIMI SVILUPPI

Parlando con i responsabili del Museo delle Antiche Genti di Lucania, a Vaglio di Basilicata (Potenza), abbiamo appreso che il 12 gennaio 2013 il Museo ha ospitato uno dei maggiori studiosi al mondo di Leonardo , il Prof. Carlo Pedretti, Direttore dell’Armand Hammer Center for Leonardo Studies presso l’Università della California a Los Angeles e autore di innumerevoli pubblicazioni sull’artista, fra saggi e articoli. Lo studioso tempo fa aveva manifestato scetticismo in merito alla paternità leonardiana del dipinto, ritenendolo in base alle foto un dipinto d’epoca posteriore. Vediamo come si è invece espresso in occasione della conferenza tenutasi presso il museo lucano: “Io sono sempre molto cauto, molto prudente, ma anche sempre molto ottimista – ha dichiarato lo studioso – perché io ho grandissima fiducia nelle opere d’arte che sanno parlare da sé…e questa mi parla da sé…e io ci sento qualche cosa che va studiato; e per questo io insisto che si portino avanti gli studi che sono già stati fatti. Ci sono degli studi che hanno stabilito punti fermi nella posizione storica di questo dipinto, quindi non c’è nessuna discussione: io non lo considero né un falso né un’adulterazione…ha le carte in regola, ma resta un oggetto che richiede un grande studio…Con Leonardo purtroppo ci vuole una grande pazienza, a meno che non si tratti di manoscritti, nel qual caso un colpo d’occhio basta…”

In un precedente incontro del 11 gennaio, sempre in Basilicata (al Teatro Stabile di Potenza), si era espresso anche Rocco Sinisgalli, storico dell’arte d’origine lucana conosciuto a livello internazionale, docente presso l’Università La Sapienza di Roma e già fellow al Getty Center di Santa Monica (California, Usa) e alla National Gallery of Art di Washington (D.C.), che ha affrontato l’argomento soffermandosi su alcuni fondamentali aspetti tecnici: “Leonardo sicuramente ha studiato il “De Pictura” di Leon Battista Alberti, come ho potuto dimostrare nel mio libro “On painting. A new translation and critical edition” pubblicato dalla Cambridge University Press a New York. In questo libro ho riportato più di 100 passi che Leonardo prende dall’opera di Alberti, li traduce dalla lingua latina e li mette in volgare. In quest’opera di Leon Battista Alberti è fondamentale una considerazione…come si trova la ‘linea discriminis’, cioè la linea che separa la luce dall’ombra su un viso. E proprio sul Nostro viso [l’autoritratto presunto – NdR] andrebbe fatta questa analisi: se noi riuscissimo a trovare sotto le linee che vediamo nel quadro sottilissime e piccolissime – anche di centesimi di millimetro – queste linee discriminis…se appartengono a triangoli o a quadrangolini millesimali…noi potremmo scoprire qualcosa che lega Leonardo a Leon Battista Alberti…Diciamo che nell’ombra potrebbe esserci la ‘firma’…”

Dichiarazioni importanti, quelle di entrambi gli studiosi, che fanno ben sperare in prossimi determinanti approfondimenti sul dipinto che potete ammirare nelle eloquenti immagini realizzate per noi da Ferruccio Cornicello nella seguente PHOTO GALLERY accanto a quelle della conferenza di Carlo Pedretti, messe gentilmente a disposizione dal Museo delle Antiche Genti di Lucania, diVaglio di Basilicata (Potenza):

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Il presunto autoritratto di Leonardo da Vinci, seconda metà del XV sec. - Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio di Basilicata (Potenza) – Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Elaborazione elettronica di un particolare del presunto autoritratto di Leonardo da Vinci, seconda metà del XV sec. (abbiamo rimosso la lunga abrasione sull'occhio destro e parte del naso) - Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio di Basilicata (Potenza) – Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Autore ignoto - Ritratto di Leonardo esposto agli Uffizi di Firenze ed a lungo considerato originale, fino a quando nel 1938, in base a una radiografia, si è rivelato un falso. Sotto, infatti, c'è un ritratto della Maddalena risalente al Settecento. E' questa l'opera più somigliante alla Tavola di Acerenza, il che fa supporre che l'autore di questo falso abbia potuto vedere l'esemplare lucano ed ispirarsi ad esso.

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Part. del presunto autoritratto di Leonardo da Vinci, seconda metà del XV sec. - Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio di Basilicata (Potenza) – Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Francesco Melzi - Riproduzione del ritratto di Leonardo eseguito dal suo pupillo forse sul modello di un autoritratto di profilo dello stesso Maestro, 1518 ca.- Royal Collection, Windsor, Inghilterra – Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Leonardo da Vinci: riproduzione del celebre autoritratto a sanguigna, 1515 - Biblioteca Reale, Torino - Museo delle Antiche Genti di Lucania . Vaglio di Basilicata – Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Raffaello Sanzio - Riproduzione del ritratto di Leonardo nelle vesti del filosofo greco Platone, nell'affresco 'La Scuola di Atene', 1509-1510, Stanze Vaticane, Roma – Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Riproduzione fotografica di un ritratto bronzeo di Leonardo da Vinci - Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio di Basilicata (Potenza) – Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Cristofano dell'Altissimo - Riproduzione del ritratto di Leonardo, XVI sec., Galleria degli Uffizi, Firenze – Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Gennaio 2013: conferenza del prof. Carlo Pedretti al Museo delle Antiche Genti di Lucania, a Vaglio di Basilicata (Potenza) - Ph.: Courtesy of <a href= "http://www.comune.vagliobasilicata.pz.it/?page_id=127" target"_blank">Museo delle Antiche Genti - Vaglio </a>

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Gennaio 2013: conferenza del prof. Carlo Pedretti (a sin. al microfono) al Museo delle Antiche Genti di Lucania, a Vaglio di Basilicata (Potenza) - Ph.: Courtesy of <a href= "http://www.comune.vagliobasilicata.pz.it/?page_id=127" target"_blank">Museo delle Antiche Genti - Vaglio </a>

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Gennaio 2013: conferenza del prof. Carlo Pedretti (a destra nella foto, accanto a Nicola Barbatelli direttore del Museo delle Antiche Genti di Lucania, a Vaglio di Basilicata (Potenza) dove si è svolto l'evento - Ph.: Courtesy of <a href= "http://www.comune.vagliobasilicata.pz.it/?page_id=127" target"_blank">Museo delle Antiche Genti - Vaglio </a>

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Gennaio 2013: conferenza del prof. Carlo Pedretti (a sin. al microfono) al Museo delle Antiche Genti di Lucania, a Vaglio di Basilicata (Potenza) - Ph.: Courtesy of <a href= "http://www.comune.vagliobasilicata.pz.it/?page_id=127" target"_blank">Museo delle Antiche Genti - Vaglio </a>

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Il Museo delle Antiche Genti di Lucania, a Vaglio di Basilicata (Potenza) – Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Ingresso del Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio (Potenza) – Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Logo del Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio (Potenza) – Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Il nostro Ferruccio Cornicello nella Camera degli Specchi, riproduzione di una invenzione di Leonardo da Vinci, Sala L. da Vinci, Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio (Potenza) - "Lo specchio è 'l maestro de'pittori...lo ingegno del pittore vol essere a similitudine dello specchio" (Leonardo) – Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Il nostro Ferruccio Cornicello nella Camera degli Specchi, riproduzione di una invenzione di Leonardo da Vinci, Sala L. da Vinci, Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio (Potenza) - "Lo specchio è 'l maestro de'pittori...lo ingegno del pittore vol essere a similitudine dello specchio" (Leonardo) – Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

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Basilicata - Modellini di varie invenzioni di Leonardo da Vinci, Sala L. da Vinci, Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio (Potenza) – Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

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Basilicata - Modellino di battello a pale, invenzione di Leonardo da Vinci, Sala L. da Vinci, Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio (Potenza) – Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Modellino di scafo a doppia carena, invenzione di Leonardo da Vinci, Sala L. da Vinci, Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio (Potenza) - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Modellini di varie invenzioni di Leonardo da Vinci, Sala L. da Vinci, Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio (Potenza) - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Modellino architettonico su disegno di Leonardo da Vinci, Sala L. da Vinci, Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio (Potenza) - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Modellini di varie invenzioni di Leonardo da Vinci, Sala L. da Vinci, Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio (Potenza) - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Modellino architettonico su disegno di Leonardo da Vinci, Sala L. da Vinci, Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio (Potenza) - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Modellino su disegno di Leonardo da Vinci, Sala L. da Vinci, Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio (Potenza) - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Riproduzione di un antico bassorilievo lucano, Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio (Potenza) - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

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Basilicata - Statuetta votiva di divinità femminile in terracotta, dagli scavi di Rossano di Vaglio - Museo delle Antiche Genti Lucane, Vaglio (Potenza) - Il Parco del Santuario di Rossano è un sito archeologico situato nel comune di Vaglio di Basilicata, in località Rossano di Vaglio. Vi si trovano i resti di un'area sacra che costituiva il santuario federale dei Lucani nel IV secolo a.C., sorto in un'area coperta di fitti boschi e in prossimità di una sorgente, alla congiunzione di diversi tratturi. Il santuario era dedicato a Mefite, dea osca alla quale veniva attribuito un potere taumaturgico legato alle acque. Al culto della dea era affiancato anche quello del dio Mamerte, testimoniato dalle iscrizioni - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Statuetta votiva di bambola snodabile in terracotta, dagli scavi di Rossano di Vaglio - Museo delle Antiche Genti Lucane, Vaglio (Potenza) - Il Parco del Santuario di Rossano è un sito archeologico situato nel comune di Vaglio di Basilicata, in località Rossano di Vaglio. Vi si trovano i resti di un'area sacra che costituiva il santuario federale dei Lucani nel IV secolo a.C., sorto in un'area coperta di fitti boschi e in prossimità di una sorgente, alla congiunzione di diversi tratturi. Il santuario era dedicato a Mefite, dea osca alla quale veniva attribuito un potere taumaturgico legato alle acque. Al culto della dea era affiancato anche quello del dio Mamerte, testimoniato dalle iscrizioni - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

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Basilicata - Antefissa in terracotta, dagli scavi di Rossano di Vaglio - Museo delle Antiche Genti Lucane, Vaglio (Potenza) - Il Parco del Santuario di Rossano è un sito archeologico situato nel comune di Vaglio di Basilicata, in località Rossano di Vaglio. Vi si trovano i resti di un'area sacra che costituiva il santuario federale dei Lucani nel IV secolo a.C., sorto in un'area coperta di fitti boschi e in prossimità di una sorgente, alla congiunzione di diversi tratturi. Il santuario era dedicato a Mefite, dea osca alla quale veniva attribuito un potere taumaturgico legato alle acque. Al culto della dea era affiancato anche quello del dio Mamerte, testimoniato dalle iscrizioni - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Volto in terracotta di divinità femminile, dagli scavi di Rossano di Vaglio - Museo delle Antiche Genti Lucane, Vaglio (Potenza) - Il Parco del Santuario di Rossano è un sito archeologico situato nel comune di Vaglio di Basilicata, in località Rossano di Vaglio. Vi si trovano i resti di un'area sacra che costituiva il santuario federale dei Lucani nel IV secolo a.C., sorto in un'area coperta di fitti boschi e in prossimità di una sorgente, alla congiunzione di diversi tratturi. Il santuario era dedicato a Mefite, dea osca alla quale veniva attribuito un potere taumaturgico legato alle acque. Al culto della dea era affiancato anche quello del dio Mamerte, testimoniato dalle iscrizioni - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

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Basilicata - Oggetti rituali in terracotta, dagli scavi di Rossano di Vaglio - Museo delle Antiche Genti Lucane, Vaglio (Potenza) - Il Parco del Santuario di Rossano è un sito archeologico situato nel comune di Vaglio di Basilicata, in località Rossano di Vaglio. Vi si trovano i resti di un'area sacra che costituiva il santuario federale dei Lucani nel IV secolo a.C., sorto in un'area coperta di fitti boschi e in prossimità di una sorgente, alla congiunzione di diversi tratturi. Il santuario era dedicato a Mefite, dea osca alla quale veniva attribuito un potere taumaturgico legato alle acque. Al culto della dea era affiancato anche quello del dio Mamerte, testimoniato dalle iscrizioni - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

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Basilicata - Teste in terracotta di divinità, dagli scavi di Rossano di Vaglio - Museo delle Antiche Genti Lucane, Vaglio (Potenza) - Il Parco del Santuario di Rossano è un sito archeologico situato nel comune di Vaglio di Basilicata, in località Rossano di Vaglio. Vi si trovano i resti di un'area sacra che costituiva il santuario federale dei Lucani nel IV secolo a.C., sorto in un'area coperta di fitti boschi e in prossimità di una sorgente, alla congiunzione di diversi tratturi. Il santuario era dedicato a Mefite, dea osca alla quale veniva attribuito un potere taumaturgico legato alle acque. Al culto della dea era affiancato anche quello del dio Mamerte, testimoniato dalle iscrizioni - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Statuetta in terracotta di offerente con peplo, dagli scavi di Rossano di Vaglio - Museo delle Antiche Genti Lucane, Vaglio (Potenza) - Il Parco del Santuario di Rossano è un sito archeologico situato nel comune di Vaglio di Basilicata, in località Rossano di Vaglio. Vi si trovano i resti di un'area sacra che costituiva il santuario federale dei Lucani nel IV secolo a.C., sorto in un'area coperta di fitti boschi e in prossimità di una sorgente, alla congiunzione di diversi tratturi. Il santuario era dedicato a Mefite, dea osca alla quale veniva attribuito un potere taumaturgico legato alle acque. Al culto della dea era affiancato anche quello del dio Mamerte, testimoniato dalle iscrizioni - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Statuette di figure femminili con peplo (divinità o offerenti), dagli scavi di Rossano di Vaglio - Museo delle Antiche Genti Lucane, Vaglio (Potenza) - Il Parco del Santuario di Rossano è un sito archeologico situato nel comune di Vaglio di Basilicata, in località Rossano di Vaglio. Vi si trovano i resti di un'area sacra che costituiva il santuario federale dei Lucani nel IV secolo a.C., sorto in un'area coperta di fitti boschi e in prossimità di una sorgente, alla congiunzione di diversi tratturi. Il santuario era dedicato a Mefite, dea osca alla quale veniva attribuito un potere taumaturgico legato alle acque. Al culto della dea era affiancato anche quello del dio Mamerte, testimoniato dalle iscrizioni - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

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Basilicata - Statuetta in terracotta (soggetto non identificato), dagli scavi di Rossano di Vaglio - Museo delle Antiche Genti Lucane, Vaglio (Potenza) - Il Parco del Santuario di Rossano è un sito archeologico situato nel comune di Vaglio di Basilicata, in località Rossano di Vaglio. Vi si trovano i resti di un'area sacra che costituiva il santuario federale dei Lucani nel IV secolo a.C., sorto in un'area coperta di fitti boschi e in prossimità di una sorgente, alla congiunzione di diversi tratturi. Il santuario era dedicato a Mefite, dea osca alla quale veniva attribuito un potere taumaturgico legato alle acque. Al culto della dea era affiancato anche quello del dio Mamerte, testimoniato dalle iscrizioni - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Gruppo di statuette votive in terracotta dagli scavi di Rossano e Serra di Vaglio - Museo delle Antiche Genti Lucane, Vaglio (Potenza) - Il Parco del Santuario di Rossano è un sito archeologico situato nel comune di Vaglio di Basilicata, in località Rossano di Vaglio. Vi si trovano i resti di un'area sacra che costituiva il santuario federale dei Lucani nel IV secolo a.C., sorto in un'area coperta di fitti boschi e in prossimità di una sorgente, alla congiunzione di diversi tratturi. Il santuario era dedicato a Mefite, dea osca alla quale veniva attribuito un potere taumaturgico legato alle acque. Al culto della dea era affiancato anche quello del dio Mamerte, testimoniato dalle iscrizioni - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Gruppo di vasi votivi in terracotta dagli scavi di Rossano di Vaglio - Museo delle Antiche Genti Lucane, Vaglio (Potenza) - Il Parco del Santuario di Rossano è un sito archeologico situato nel comune di Vaglio di Basilicata, in località Rossano di Vaglio. Vi si trovano i resti di un'area sacra che costituiva il santuario federale dei Lucani nel IV secolo a.C., sorto in un'area coperta di fitti boschi e in prossimità di una sorgente, alla congiunzione di diversi tratturi. Il santuario era dedicato a Mefite, dea osca alla quale veniva attribuito un potere taumaturgico legato alle acque. Al culto della dea era affiancato anche quello del dio Mamerte, testimoniato dalle iscrizioni - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Gruppo di statuette votive in terracotta dagli scavi di Rossano di Vaglio - Museo delle Antiche Genti Lucane, Vaglio (Potenza) - Il Parco del Santuario di Rossano è un sito archeologico situato nel comune di Vaglio di Basilicata, in località Rossano di Vaglio. Vi si trovano i resti di un'area sacra che costituiva il santuario federale dei Lucani nel IV secolo a.C., sorto in un'area coperta di fitti boschi e in prossimità di una sorgente, alla congiunzione di diversi tratturi. Il santuario era dedicato a Mefite, dea osca alla quale veniva attribuito un potere taumaturgico legato alle acque. Al culto della dea era affiancato anche quello del dio Mamerte, testimoniato dalle iscrizioni - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Ricostruzione della figura della principessa-bambina, fine VI - inizi V secolo a.C., da Vaglio (Potenza), località Braida, tomba 102 - Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio (il corredo autentico si trova a Potenza, al Museo Archeologico Provinciale di Palazzo Loffredo) - Il riferimento è alla "principessa bambina" trovata deposta in posizione rannicchiata secondo il costume tipico delle genti della Basilicata settentrionale. La "principessa" era sepolta con indosso il ricco abbigliamento e i preziosi gioielli (fra cui un diadema) che evidenziavano il suo elevato livello sociale. Una coppia di fermatrecce in oro era posizionata in corrispondenza delle orecchie, mentre il torace era interamente ricoperto da una parure di 300 vaghi e pendenti figurati in ambra e da 40 fibule in argento. Il corredo, che era composto da un servizio di vasi in bronzo, beni di prestigio prodotti da officine etrusco-campane, oltre allo strumentario da banchetto (spiedi, alari e un tripode in ferro) e alla ceramica da mensa e da simposio d’importazione greca (cratere e olla di grandi dimensioni, ollette, brocche, coppe), rimanda ai pasti comuni celebrati tra i componenti della stessa élite alla maniera degli aristocratici greci - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

Basilicata - Ricostruzione d'ambiente correlata alla figura della principessa-bambina, fine VI - inizi V secolo a.C., da Vaglio (Potenza), località Braida, tomba 102 - Museo delle Antiche Genti di Lucania, Vaglio (il corredo autentico si trova a Potenza, al Museo Archeologico Provinciale di Palazzo Loffredo) - Il riferimento è alla "principessa bambina" trovata deposta in posizione rannicchiata secondo il costume tipico delle genti della Basilicata settentrionale. La "principessa" era sepolta con indosso il ricco abbigliamento e i preziosi gioielli (fra cui un diadema) che evidenziavano il suo elevato livello sociale. Una coppia di fermatrecce in oro era posizionata in corrispondenza delle orecchie, mentre il torace era interamente ricoperto da una parure di 300 vaghi e pendenti figurati in ambra e da 40 fibule in argento. Il corredo, che era composto da un servizio di vasi in bronzo, beni di prestigio prodotti da officine etrusco-campane, oltre allo strumentario da banchetto (spiedi, alari e un tripode in ferro) e alla ceramica da mensa e da simposio d’importazione greca (cratere e olla di grandi dimensioni, ollette, brocche, coppe), rimanda ai pasti comuni celebrati tra i componenti della stessa élite alla maniera degli aristocratici greci - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Leonaerdo da Vinci e il presunto autoritratto di Acerenza

....per strada a Vaglio (Potenza)...uscendo dal Museo delle Antiche Genti di Lucania... - Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

 
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