Al Politecnico di Bari il celebre fotografo Nino Migliori inaugura il IV Laboratorio di Fotografia

Nino Migliori - Laboratorio

Sabato 28 settembre 2013, alle ore 10.15, il celebre fotografo Nino Migliori inaugura presso il Politecnico di Bari il nuovo Laboratorio di Fotografia del Politecnico di Bari. L’incontro, organizzato dal Museo della Fotografia diretto da Pio Meledandri, si terrà presso l’Aula Magna Attilio Alto Campus universitario in Via Re David. Intervengono: Nicola Costantino, Magnifico Rettore Politecnico di Bari; Pio Meledandri Direttore Museo Fotografia Politecnico di Bari; Dionisio Ciccarese, Direttore quotidiano EPolis Bari.

QUI la diretta streaming dell’incontro.

Nino Migliori, nasce a Bologna nel 1926. Comincia a dedicarsi alla Fotografia nel 1948 mostrando subito di essere autore poliedrico ed estroverso, attratto da una varietà di modelli estetici e culturali. Produce da una parte immagini che iconograficamente aderiscono a regole e tecniche tradizionalmente professionali, pubblicate su importanti riviste di settore o ospitate in gallerie di circuiti italiani e internazionali, dall’altra percorre stilemi personali riconducibili allo sperimentalismo delle avanguardie pittoriche (Emilio Vedova, Tancredi Parmeggiani) nel desiderio provocatorio dello svuotamento dei contenuti formali dell’arte. L’aggressione piromane a parti di pellicole in “Pirogrammi” (’48) precede di nove anni le “Combustioni” di Alberto Burri.

Le “Ossidazioni” e i “Lucigrammi” dei primi anni ’50 sono sperimentazioni in cui il gesto, il corpo dell’artista e soprattutto la materia diventano essi stessi, come per l’arte informale, protagonisti della produzione artistica.Attratto dal cinema neorealista realizza dei progetti caratterizzati da attenta visione ed ‘ascolto’ del territorio, come i reportage sociali/antropologici “Gente di Emilia” (’50-’58) e “Gente del Sud. Le mani parlano” (’56).Nel ’57 riceve dal Comune di Capalbio l’incarico di realizzare un servizio fotografico sulla Maremma. Nello stesso periodo per alcuni architetti bolognesi realizza un reportage sulle costruzioni del Delta padano.

La ripresa creativa degli anni ’70 vede Migliori riprendere le sperimentazioni sui materiali usati di consueto nella fotografia, ma modificandone l’utilizzo con graffiature e cancellazioni sulle immagini già impressionate per modificarne la significazione. Trasforma, riutilizza, oppure ingrandisce solo alcune parti della fotografia (blowup), sino ad evidenziare la texure o a sottolineare, nelle mutazioni da lui operate, le complesse significazioni se non addirittura le insidiose mistificazioni che l’immagine può determinare.

Negli anni ’80 comincia ad utilizzare le normali fotocamere Polaroid modificando i supporti autopositivi: nascono così le “Polapressures”, che l’autore pratica dal 1984. Sotto il nome di “Trasfigurazioni” (1998) è invece raccolta una serie di opere ottenute digitalmente effettuando la scansione dei supporti e manipolandone le cromie. Sue opere sono conservate: Galleria d’Arte Moderna, Torino; Galleria d’Arte Moderna, Bologna; Museo d’Arte Contemporanea, Prato; Galleria d’Arte Moderna, Roma; Bibliothèque National, Parigi; Musèe Reattu, Arles; Museo di Praga; Museum of Modern Art, New York; Museum of Fine Arts, Boston; Polaroid International Museum, U.S.A. ed altri.

Nino Migliori durante la breve conferenza proietterà diverse sue opere. Al termine proporrà un confronto dialettico con il pubblico per stimolare maggiormente curiosità e chiarire possibili dubbi.

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