Al MET di New York la dolce e realistica “Sacra Famiglia” del Ribera dipinta a Napoli

Jusepe de Ribera, Sacra Famiglia con Sant'Anna e Santa Caterina d'Alessandria, 1648

Jusepe de Ribera, Sacra Famiglia con Sant’Anna e Santa Caterina d’Alessandria, 1648 (209,6 x 154,3 cm)- Metropolitan Museum, New York

di Redazione FdS

Lo chiamavano Spagnoletto, per le sue origini spagnole e la sua bassa statura, ed è stato uno dei più grandi esponenti della pittura napoletana del Seicento, quella per intenderci che ha visto all’opera artisti come Luca Giordano, Francesco Solimena, Massimo Stanzione, Mattia Preti, Bernardo Cavallino e Battistello Caracciolo. Lui è Jusepe de Ribera (1591-1652), nativo di Xàtiva, vicino Valencia, e fin da giovanissimo desideroso di venire in Italia, patria della grande pittura, per seguire le orme del Caravaggio. Dopo un periodo a Cremona, Milano e Parma, nel 1616 approdò a Napoli, a quel tempo vicereame della corona spagnola. Qui divenne allievo del pittore Giovanni Bernardino Azzolino e ne sposò la figlia sedicenne Caterina che gli avrebbe dato sei figli. Aperto all’influenza di pittori come Caravaggio, Antoon van Dyck e Guido Reni, realizzò capolavori che gli avrebbero dato fama europea. Molti dei suoi dipinti sono oggi custoditi in musei di tutto il mondo, come questa splendida Sacra Famiglia con Sant’Anna e Santa Caterina d’Alessandria, firmata e datata 1648, che si trova al Metropolitan Museum di New York.
 

Part. della Sacra Famiglia con S

Jusepe de Ribera, part. della Sacra Famiglia con Sant’anna e Santa Caterina d’Alessandria, 1648 – Metropolitan Museum, New York

Nella scena rappresentata, ambientata in un semplice interno domestico, con pavimento in cotto, Maria tiene in braccio il Bambino, mentre Giuseppe, alle loro spalle, sembra vegliare su entrambi. Sulla sinistra, genuflessa, Santa Caterina d’Alessandria bacia la mano destra al Bambino, mentre alle sue spalle Sant’Anna, madre di Maria, regge un cesto con pesche e uva, dal quale solleva un rosa munita di spine, dettagli che sembrano alludere alla dolcezza dell’infanzia del Cristo e al dramma del suo futuro martirio. Ai piedi della Vergine c’è un cesto con un cuscino usato per il ricamo. In quest’opera, realizzata a Napoli durante la fase più matura del suo percorso artistico (precede di appena quattro anni la sua morte), Ribera fonde il naturalismo e la fisicità di matrice caravaggesca - come nel Merisi, anche in lui troviamo figure riprese dalla vita quotidiana e trasformate in affascinanti immagini bibliche, evangeliche o storiche - con una tavolozza ricca e sensibile, adottando soluzioni formali derivate anche dallo studio di Raffaello, della scuola veneziana, di Guido Reni e di Francisco de Zurbarán. Di squisito gusto estetico risultano, in particolare, i dettagli della natura morta, la resa brillante delle stoffe e le dolcissime espressioni dei personaggi.
 

Jusepe de Ribera, part.   con natura morta e Santa Caterina d’Alessandria, 1648 – Metropolitan Museum, New York

Jusepe de Ribera, part. con natura morta e Santa Caterina d’Alessandria, 1648 – Metropolitan Museum, New York

Sul personaggio di S. Caterina d’Alessandria si può aggiungere che secondo la Leggenda Aurea ebbe un’apparizione del Cristo al quale si sentì pertanto sempre misticamente legata. Da qui la nascita di un tema, molto ricorrente già in vari dipinti del Rinascimento, che vede la santa accettare una fede nuziale dalle mani del Bambino. Circa invece la funzione originaria del dipinto, si ritiene sia stata quella di pala d’altare per una chiesa o una cappella privata, ma l’unica testimonianza che rimane sui suoi trascorsi è quella del pittore, mercante d’arte e collezionista francese Jean-Baptiste Pierre Le Brun che sostenne di averla acquistata in Italia intorno al 1807–8 come opera “proveniente da una delle più belle gallerie di Genova”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Jusepe de Ribera, part. con S. Giuseppe, la Vergine e il Bambino, 1648 - Metropolitan Museum, New York

Jusepe de Ribera, part. con S. Giuseppe, la Vergine e il Bambino, 1648 – Metropolitan Museum, New York

 

Rispondi

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Torna su