A Enna sta per diventare fruibile la Villa Romana tardoimperiale di Philippianus

Mosaico deilla romana di C.da Gerace, a Enna, IV sec. d.C.

Mosaico della villa romana di C.da Gerace, a Enna, IV sec. d.C.

Tornati alla luce splendidi mosaici a motivi geometrici e floreali e una rara iscrizione che ha consentito l’attribuzione della villa. L’area archeologica, in parte ancora da scavare, si sviluppa su circa tre ettari

di Redazione FdS

Festoni di foglie d’alloro, figure geometriche di varia foggia, motivi floreali, nastri intrecciati con ninfee, nodi di Salomone, scudi (peltae), monogrammi e iscrizioni: sono alcune delle figure che costellano i mosaici della villa romana del IV sec. d.C. ritrovata a Enna in contrada Gerace, un’area di piccole masserie private circondate da un mandorleto. Il territorio della città siciliana rivela così un’altra preziosa traccia della presenza romana in Sicilia, coeva alla villa di Piazza Armerina, posta un quindicina di km più a sud e nota come Villa del Casale, celebre per i fastosi ed estesi mosaici che le sono valsi l’iscrizione nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Quella di Enna è la nuova e rara testimonianza riferibile a un’isola che nel tardo Impero è ancora famosa per la sua grande produttività agricola e, in quanto tale, dotata di potente attrattiva su personaggi appartenenti al ceto patrizio e imprenditoriale dell’epoca. E’ una testimonianza rara perché considerata l’importanza della Sicilia in quell’epoca, sono ancora relativamente poche le ville riportate alla luce sul suo territorio, per cui il futuro potrebbe riservarci ancora nuove sorprese.
 

Mosaico con iscrizione, Villa romana di c.da Gerace, Enna, IV sec. d.C.

Mosaico con iscrizione, Villa romana di c.da Gerace, Enna, IV sec. d.C.

La scoperta di questa villa risale in realtà a circa 25 anni fa, quando scavi agricoli misero in luce tratti di strutture murarie e di pavimenti a mosaico. Gli scavi, proseguiti fino al 2012, liberarono parte della villa a cui si erano sovrapposti edifici di età medievale. Dal 2013 – anno a partire dal quale è impegnata negli scavi una missione archeologica diretta dal professore Roger J. A. Wilson della canadese University of British Columbia, che è anche ente finanziatore – sono stati avviati nuovi scavi con approccio interdisciplinare, garantito dalla presenza di un archeobotanico, di un archeozoologo e di altri specialisti, e interventi conservativi, gli ultimi dei quali sono stati l’installazione della copertura, la pulizia dell’intera zona e la realizzazione di percorsi di visita con supporti didattici.
 

Part. dei mosaici della Villa di c.da Gerace, Enna, IV sec. d.C.

Part. dei mosaici della Villa di c.da Gerace, Enna, IV sec. d.C.

Della struttura romana inizialmente furono riportate alla luce cinque stanze e due corridoi, corrispondenti al corpo centrale di un complesso edificio dotato di un peristilio circondato da ambienti abitativi, un locale absidato con tratti pavimentati a mosaico, un corridoio, sale per banchetti e cucine. Le indagini successive hanno però consentito di appurare che l’area di interesse archeologico è di circa tre ettari, sui quali insistono almeno dodici costruzioni e tra queste i resti di un edificio termale su una collinetta dominante il complesso, con mosaici pavimentali e marmi policromi di almeno quindici tipi diversi, tutti di provenienza estera: una struttura formata da diversi ambienti, con complessi sistemi di riscaldamento tramite tubuli in cui circolava l’aria calda e anche una vasca per immersioni. Emersi anche resti di una cisterna per l’approvvigionamento idrico, del magazzino per la conservazione di derrate alimentari (horreum), di alcune fornaci per la lavorazione della terracotta e di magazzini per lo stoccaggio di sementi. Altre strutture sono state ritrovate nei dintorni della villa: si tratta di un granaio, forse antecedente, distrutto da un violento terremoto, di alcune strutture irregolari di età protobizantina di funzione incerta e di altri resti identificati con preliminari indagini geognostiche.
 

Locale absidato con tratti pavimentati a mosaico, Villa romana di Gerace, Enna, IV sec. d.C.

Locale absidato con tratti pavimentati a mosaico, Villa romana di Gerace, Enna, IV sec. d.C.

Secondo gli archeologi la villa sarebbe stata costruita tra il 361 e il 363 per poi rimanere in uso solo per un secolo in quanto distrutta da un incendio nella seconda metà del V secolo d.C. Si è inoltre stabilito che sarebbe appartenuta a un membro della famiglia romana dei Filippiani, possibilità di attribuzione che costituisce un’eccezione nel panorama archeologico: è infatti raro riuscire a individuare i proprietari di queste grandi tenute, ma a volte la fortuna assiste gli archeologi e iscrizioni provvidenziali consentono di raggiungere in proposito un certo grado di certezza. Nel caso della villa di contrada Gerace, proprio grazie a un’iscrizione è stato possibile identificare il presunto dominus, tale Philippianus, e oltre al suo nome è emerso anche qualche riferimento biografico.
 

Part. di mosaico con monogramma della Villa romana di Contrada Gerace a Enna

Part. di mosaico pavimentale con monogramma, Villa romana di Contrada Gerace a Enna

L’iscrizione compare sui quattro lati del pavimento a mosaici policromi ritrovato intatto nell’ambiente termale del frigidarium: una splendida combinazione di tessere nere, grigie, rosse, verdi, rosa, bianche, disposte in composizioni di pregevole fattura arricchite da iscrizioni latine, fra cui quella che recita: “Possano le tenute dei Filippiani prosperare! Gioia ai giochi Capitolini! Possiate costruire più cose, dedicare cose migliori. Asclepiades, possa tu invecchiare insieme alla tua famiglia!”. Questa iscrizione è un unicum, non riscontrabile cioè in altri mosaici del mondo romano rinvenuti fino ad oggi. Sia pure con alcune variazioni grafiche, il nome di un Philippianus compare anche sui bolli incisi su novantanove tra tegole e laterizi della villa ritrovati durante gli scavi.
 

Laterizio con bollo di fabbrica e il nome Philipponio

Laterizio con bollo di fabbrica e il nome gentilizio Philippiani

Tavolette con incisioni raffiguranti cavalli, oltre al ritrovamento di ossa equine, hanno inoltre convinto gli studiosi che il titolare della villa fosse un proprietario terriero possessore di un allevamento di cavalli, probabilmente destinati ai giochi equestri di Roma. Un personaggio che dovette svolgere una intensa e diversificata attività commerciale, come suggerito anche dal ritrovamento di semi di varia natura (grano, orzo, fave, lenticchie) oltre che dalla presenza di fornaci, oggetti fittili e resti di anfore con vino di Samo e Gaza.
 

Laterizio con bollo di fabbrica

Laterizio con bollo di fabbrica

La campagna di scavi condotta quest’anno è stata particolarmente proficua perché ha consentito di riportare alla luce due locali delle terme con pregevoli decorazioni che vanno ad accrescere le conoscenze sulla villa rivelando nuovi aspetti sull’economia del latifondo e su un’attività legata all’allevamento dei cavalli nella Sicilia centrale ai tempi del Tardo Impero. Le prospettive di scavo sono ancora ampie e non a caso agli inizi di questa estate, proprio allo scopo di promuoverne la prosecuzione, si è costituito un Comitato di cittadini pro scavi Villa Romana di contrada Gerace, iniziativa promossa da Gaetano Marchiafava, presidente della sezione di Enna dell’associazione culturale Siciliantica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Villa Romana di Enna

Localizzazione geografica della villa romana di Enna | Roger J. A. Wilson

Villa Romana di Enna

Villa romana di Enna, resti di muri

Villa Romana di Enna

Planimetria della Villa romana di Enna

Villa Romana di Enna

Scorcio del mosaico ritrovato nel frigidarium, Villa Romana di Enna

Villa Romana di Enna

Mosaico pavimentale, Villa Romana di Enna

Villa Romana di Enna

Lucerna con monogramma cristiano, Villa Romana di Enna

Villa Romana di Enna

Piscina per immersioni in acqua calda, Villa Romana di Enna

Villa Romana di Enna

Laterizio con monogramma

Villa Romana di Enna

Laterizio con bollo di fabbrica

Villa Romana di Enna

Laterizio con bollo di fabbrica

Villa Romana di Enna

Tubi in terracotta, Villa Romana di Enna

Villa Romana di Enna

Tubi in terracotta, Villa Romana di Enna

Villa Romana di Enna

Ipocausto, Villa Romana di Enna

Villa Romana di Enna

Resti di epoca protobizantina, Villa Romana di Enna

Villa Romana di Enna

L'archeologo Roger Wilson, dal 2013 direttore degli scavi alla Villa Romana di Enna | University of British Columbia

 

Rispondi

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Torna su