A Bari il poetico capolavoro di Raffaele Belliazzi

A Bari un poetico capolavoro di Raffaele Belliazzi

Raffaele Belliazzi - Il riposo, statua di fanciullo dormiente in terracotta su base lignea originale, 1875 - Bari, Pinacoteca Provinciale "Corrado Giaquinto" – Ph. Ferruccio Cornicello

A Bari un poetico capolavoro di Raffaele Belliazzi

Ph. Ferruccio Cornicello

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Ph. Ferruccio Cornicello

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“IL RIPOSO” (1875): OVVERO QUANDO LA SCULTURA EMULA LA PITTURA

di Redazione FdS
 
E’ una terracotta sorprendente, unica, conforme al vero nelle dimensioni, di cui l’autore non volle mai disfarsi, considerandola, insieme con pochi altri lavori che aveva conservato, lo snodo centrale del suo percorso artistico. E’ “Il riposo”, la statua di fanciullo dormiente in terracotta su base lignea originale dello scultore napoletano Raffaele Belliazzi (1835-1917). Firmata e datata sulla sezione del tronco su cui il ragazzino poggia la testa, l’opera reca scritto: Raff.le Belliazzi / Napoli 1875. Proveniente dallo studio dell’autore, è poi passata agli eredi e quindi nel 2004 è stata acquistata dalla Pinacoteca Provinciale di Bari dove è esposta in maniera stabile. Un acquisto veramente felice se si considera che quest’opera è uno dei capolavori della scultura napoletana della seconda metà dell’Ottocento e dell’intero panorama artistico italiano del periodo.

Ripercorrendo un po’ la storia di questa scultura, scopriamo che essa fu esposta alla Mostra Nazionale di Napoli del 1877 insieme con altre opere di Belliazzi come “L’avvicinarsi della procella” (gruppo in gesso) e “L’inverno nel bosco” (statuetta in gesso). Ben presto la critica deplorò il fatto che “gli stupendi lavori” di Belliazzi non fossero ancora stati tradotti in marmo, per cui l’artista decise di colmare la lacuna proponendo all’Esposizione Universale di Parigi del 1878 la versione marmorea de “Il riposo” che si agigudicò la medaglia d’oro di 2a classe. Nel 1890 l’opera in marmo fu venduta alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma (oggi è in deposito presso la Civica Pinacoteca di Ascoli Piceno).

Tra i massimi esponenti della scultura napoletana della seconda metà del secolo XIX, Belliazzi era stato l’estensore dello statuto di quella particolare associazione che fu la piccola comune del grippo di Portici, con Rossano, De Gregorio, Cecioni e De Nittis. proprio a quel periodo di grande fervore artistico e di ricerca sul vero è da ricondurre la sua produzione più importante della quale “Il riposo” è sicuramente opera fondamentale. Quest’opera fu anche il punto di arrivo di una ricerca maturata nel giro di un quinquennio, a cominciare dalla “Testa di vecchia” presentata alla Mostra Nazionale di parma del 1870, e attraverso una numerosa serie di altre opere con le quali Belliazzi aveva individuato un preciso filone di adesione al vero, i cui riferimenti culturali potevano essere rintracciati nel naturalismo di Filippo Palizzi e nella “sorpresa fatta alla natura” di Adriano Cecioni.

Percorsa fermamente e senza mai alcun cedimento questa strada, lo scultore, prima di giungere al fanciullo dormiente de “Il riposo”, aveva già raffigurato il giovane modello in altre scultura, fra cui “Un piccolo mandriano” presentato alla Promotrice di Napoli del 1874 e “La primavera”, proposta prima alla stessa Promotrice napoletana e poi a quella di Firenze del 1875. L’amore viscerale per il vero, che sicuramente in quegli anni contraddistinse la scuola napoletana tanto in scultura quanto in pittura, portò Francesco Netti a osservare proprio negli scultori una precisa tendenza a voler superare i limiti della scultura per emulare invece la trattazione pittorica.

INFO: La Pinacoteca Provinciale “Corrado Giaquinto”, sede di questa scultura, è collocata al 4° piano dello storico Palazzo della Provincia di Bari. Vi si accede dall’ingresso principale, sul Lungomare Nazario Sauro, oppure dall’ingresso laterale su via Spalato.
Indirizzo e recapiti: Via Spalato n.19 – Lungomare Nazario Sauro n. 27
tel. 080 54 12 420-22-23-24-26-27
fax 080 55 83 401

IL LUOGO

 

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